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Pensione anticipata con cumulo

13 Febbraio 2020 | Autore:
Pensione anticipata con cumulo

Si può anticipare il pensionamento sommando i contributi accreditati presso gestioni di previdenza diverse?

La pensione anticipata, ossia il trattamento previdenziale che si può ottenere con un requisito di età più leggero rispetto a quello previsto per la pensione di vecchiaia (che può essere conseguita con un minimo di 67 anni di età, sino a tutto il 2022), prevede però un requisito di contribuzione normalmente più elevato rispetto a quello richiesto per la prestazione di vecchiaia.

In particolare, per la pensione anticipata ordinaria [1] erogata dall’Inps sono richiesti almeno 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, ma non sono previsti requisiti di età minima. La pensione anticipata contributiva richiede invece solo 20 anni di contributi, ma un minimo di 64 anni di età e un trattamento almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale. La pensione anticipata con opzione quota 100 richiede almeno 62 anni di età e ben 38 anni di contribuzione.

Per chi ha alle spalle una carriera discontinua, con versamenti effettuati presso gestioni di previdenza differenti, soddisfare questi requisiti non è semplice, ma può risultare più facile attraverso il cumulo della contribuzione. Il cumulo consiste nella possibilità, difatti, di sommare gratuitamente i contributi accreditati presso casse diverse per ottenere un’unica pensione, che può essere di vecchiaia, anticipata, d’inabilità o ai superstiti.

Ma la pensione anticipata con cumulo si può ottenere in ogni caso, o soltanto alcune tipologie di trattamento anticipato beneficiano di questa opportunità?

In base alle previsioni della normativa che disciplina questo strumento [2], soltanto la pensione anticipata ordinaria e la pensione anticipata dei lavoratori precoci possono essere ottenute attraverso il cumulo. Di recente, il decreto in materia di reddito di cittadinanza e pensioni [3] ha tuttavia previsto la possibilità di ottenere in regime di cumulo anche la pensione anticipata con opzione quota 100, senza però considerare la contribuzione accreditata presso le casse dei liberi professionisti.

Resta fuori dal nuovo cumulo la pensione anticipata contributiva, che però può essere ottenuta con uno strumento analogo [4], aperto ai soli lavoratori privi di contribuzione al 31 dicembre 1995 e a coloro che si avvalgono dell’opzione per il calcolo interamente contributivo della pensione: questo strumento, il cosiddetto cumulo contributivo, consente all’interessato di sommare, ai fini del diritto alla pensione anticipata (nonché di vecchiaia, d’inabilità e ai superstiti) la contribuzione accreditata presso casse diverse. In determinate ipotesi, i contributi sono sommati anche ai fini della misura della pensione.

Ma procediamo con ordine.

Pensione anticipata ordinaria in regime di cumulo

La legge di Stabilità 2013 [2], così come modificata dalla legge di Bilancio 2017, offre la possibilità di cumulare gratuitamente la contribuzione presente in diverse casse di previdenza, senza l’applicazione del ricalcolo contributivo, al fine di conseguire le pensioni di vecchiaia ordinaria, anticipata, d’inabilità e ai superstiti.

Ogni gestione liquida la quota di pensione di competenza in base alle regole del proprio ordinamento: relativamente alle quote erogate dalle casse professionali, il trattamento può però subire, in base alle previsioni del singolo regolamento di previdenza, il ricalcolo contributivo.

Nello specifico, la pensione anticipata ordinaria si può conseguire, in regime di cumulo, con 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, previa attesa di un periodo di finestra (dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione del trattamento) pari a 3 mesi; .

Pensione anticipata precoci in regime di cumulo

Può essere conseguita attraverso il cumulo anche la cosiddetta pensione anticipata precoci, il cui requisito agevolato è pari a 41 anni di contributi. Questo trattamento è riservato ai lavoratori precoci (con almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età, ed in possesso di contribuzione obbligatoria anteriore al 1996) appartenenti a specifiche categorie tutelate (caregiver, disoccupati di lungo corso, invalidi civili dal 74%, addetti ai lavori gravosi o usuranti).

Per conseguire la pensione si applica ugualmente la finestra di attesa trimestrale, a partire dalla maturazione dei requisiti.

Pensione anticipata quota 100

La pensione anticipata con quota 100 si può conseguire se si perfezionano i seguenti requisiti, entro il 31 dicembre 2021:

  • compimento di 62 anni di età;
  • 38 anni di contribuzione, di cui (presso l’Assicurazione generale obbligatoria ed alcune gestioni sostitutive) almeno 35 al netto dei periodi di disoccupazione indennizzata e di malattia o infortunio non integrati.

I requisiti contributivi per la quota 100 si possono conseguire anche attraverso il cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso casse previdenziali differenti, senza però considerare gli accrediti presso le casse professionali.

Pensione anticipata contributiva in regime di cumulo

La pensione anticipata contributiva può essere ottenuta, da coloro che sono privi di contribuzione anteriore al 1996 o che hanno optato per il computo presso la gestione Separata, con i seguenti requisiti:

  • 64 anni di età;
  • 20 anni di contributi;
  • un assegno pensionistico almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

Questa pensione, per chi possiede contribuzione accreditata presso gestioni differenti, può essere raggiunta grazie a una particolare tipologia di cumulo [4], utilizzabile soltanto da chi è assoggettato al calcolo integralmente contributivo del trattamento. Sono fuori, pertanto, coloro a cui si applica il sistema di calcolo misto o retributivo. Sono inclusi tra i destinatari anche i liberi professionisti per i periodi di iscrizione alle casse private o privatizzate [6] che abbiano adottato il sistema contributivo.

Calcolo della pensione anticipata in regime di cumulo

Il sistema di calcolo della pensione in regime di cumulo segue l’anzianità contributiva dell’interessato o l’adesione ad eventuali opzioni.

Nello specifico, il calcolo retributivo della pensione sino al 31dicembre 2011 si applica ai lavoratori che possiedono almeno 18 anni di contributi accreditati complessivamente, ma senza considerare i versamenti presso le casse professionali, alla data del 31 dicembre 95.

Per chi possiede meno di 18 anni al 31 dicembre 95 il calcolo retributivo si applica invece sino a tale data, e non sino al 31 dicembre 2011: in questi casi si parla di calcolo misto della pensione.

Il calcolo contributivo si applica relativamente ai periodi residui, o integralmente in caso di soggetti iscritti all’Inps privi di contributi al 31 dicembre 1995 o aderenti ad un’opzione per il ricalcolo contributivo. Le casse professionali (relativamente alle ipotesi di cumulo in cui possano essere coinvolte) utilizzano il sistema di calcolo previsto dal regolamento di previdenza, e possono applicare, in determinati casi, la rideterminazione dell’assegno in base al sistema di calcolo integralmente contributivo [5].

note

[1] Art.24 Co.10 D.L. 201/2011.

[2] Art.1, Co. 239 e ss., L. 228/2012, così come modificato dalla L. 232/2016.

[3] Art.14 D.L. 4/2019.

[4] Dlgs. 184/1997; Circ. Inps 116/2011; Circ. Inps 103/2017.

[5] V. ad es. Cassa Forense, circ. 2 /2017.

[6] D.lgs 103/1996; D.lgs 509/1994.


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