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Economia verde, più soldi dall’Europa 

12 Febbraio 2020
Economia verde, più soldi dall’Europa 

La Presidente della Commissione Ue: «Un quarto del bilancio per il Green Deal». Fondi a Erasmus, difesa, migrazioni, infrastrutture e digitalizzazione.

L’Europa accelera sull’economia verde. Saranno stanziati più soldi per una serie di attività individuate da Bruxelles. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, intervenendo nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, in vista del Consiglio europeo straordinario del 20 febbraio prossimo. È quanto riporta l’agenzia Adnkronos.

Si tratta di una novità importante, che potrebbe riguardare chi sta per scegliere un percorso di studi, gli imprenditori che sono alla ricerca di altri business. La green economy può costituire anche un valido sbocco per un lavoratore che cerca un’occupazione più solida e redditizia per il futuro. Insomma, la platea a cui si rivolge la nuova politica europea è piuttosto ampia. Entriamo nel merito della dichiarazione della Presidente Ue e vediamo, in particolare, quali sono i settori che saranno interessati da questa pioggia di finanziamenti.

La Commissione Europea non accetterà un Mff, il bilancio pluriennale dell’Ue per il settennato 2021-27, che non dedichi “almeno il 25%” delle risorse alla lotta al cambiamento climatico, ha detto la von der Leyen.

Il “successo” dei negoziati sull’Mff (Multiannual Financial Framework), afferma von der Leyen, “dipenderà dai mezzi che ci daranno per finanziare il Green Deal. Io non accetterò alcun risultato che non garantisca che almeno il 25% del bilancio sia consacrato alla lotta al cambiamento climatico”.

“E mi aspetto un bilancio – continua von der Leyen – che allochi le nuove risorse necessarie al meccanismo per la transizione giusta”.

“La ragione è semplice – avverte von der Leyen – se non forniamo i mezzi necessari a sostenere le regioni e i lavoratori più esposti alle conseguenze economiche e sociali delle politiche contro il cambiamento del clima, non riusciremo a raggiungere la neutralità climatica” nel 2050, obiettivo che verrà presto fissato nel diritto Ue.

Dopo quasi due anni di deliberazioni, dice ancora von der Leyen, “è ora” di trovare un accordo. “Tutti dobbiamo essere pronti a trovare unterreno comune e un giusto equilibro tra vecchie e nuove priorità“.

“Se guardiamo ai negoziati – prosegue la politica tedesca – ci sono moltissimi Stati membri che difendono le politiche di coesione, e a ragione. E ce ne sono molti che difendono la politica agricola, e a ragione. Ma mi aspetto la stessa dedizione quando si tratta di difendere le nuove priorità”.

“Perché – aggiunge von der Leyen – il giorno che avremo firmato il bilancio, e lo so bene, tutti si rivolgeranno alla Commissione e al Parlamento, chiedendo Horizon Europe, Erasmus, fondi per la difesa, per le migrazioni, per le infrastrutture, per la digitalizzazione…e quindi dobbiamo veramente fare in modo che queste nuove priorità ottengano l’attenzione che meritano”.

“Dobbiamo avere un bilancio Ue – dice von der Leyen – che sia in grado di investire nelle start up digitali, di esplorare il potenziale dell’intelligenza artificiale, di fare dell’Europa il leader mondiale nella ricerca, di affrontare le cause delle migrazioni, di costruire l’Europa della sicurezza e della difesa”.

“Ma soprattutto serve un bilancio che dimostri che siamo in grado di agire contro il cambiamento climatico, che è la priorità per i cittadini. Per noi è una sfida, ma è nostro dovere trasformare questa sfida in un’opportunità”, conclude.


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