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Lavoro, persi quasi due milioni di posti

12 Febbraio 2020
Lavoro, persi quasi due milioni di posti

Le imprese italiane spendono più di 57 miliardi di euro nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, che potrebbero essere impiegati per l’occupazione. E, in due anni, le tasse sono aumentate del 10 per cento.

L’economia italiana stagna, ma le imprese italiane pagano sempre più tasse e spendono soldi che potrebbero essere utilizzati per l’occupazione. Addirittura, potrebbero essere creati due milioni di nuovi posti di lavoro con i quasi 57,2 miliardi di euro che le aziende devolvono alla gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Lo ha detto a Financialounge.com Cetti Lauteta, responsabile per lo Studio Ambrosetti del progetto di ricerca “Global Attractiveness Index“. La notizia è stata riportata dall’agenzia Adnkronos.

La cifra equivale allo stipendio annuale di due milioni di lavoratori. Ed è solo il costo più clamoroso per il nostro sistema imprenditoriale, che già deve sopportare un Fisco troppo esigente. Una contraddizione per un Paese che vuole imprimere una svolta alla propria economia impantanata. Vediamo i dati che impediscono alla nostra nazione di uscire dalla crisi.

Se la tassazione nel 2017 era al 48%, l’anno successivo è salita al 53,1% e nel 2019 ha raggiunto il 59% che fa dell’Italia il secondo Paese con le imprese più tartassate in Europa appena sotto la Francia (60,7%), mentre la Germania è al 48,8% la Spagna al 47% e il Regno Unito, tra le migliori performance, a 30,6%.

«C’è una necessità urgente di agire sul sistema fiscale, con una semplificazione soprattutto dell’apparato burocratico a carico delle aziende», ha spiegato Certi Lauteta. «La pressione fiscale in questi anni a carico delle aziende italiane è continuata ad aumentare, parliamo di tutte le tasse che le aziende pagano, da quelle sui profitti a quelle sul lavoro e tutto questo influisce anche nell’attrattività degli investimenti diretti esteri, visto che il nostro Paese è solo al 25esimo posto», sottolinea.

Pesa anche l’inefficienza della Pubblica Amministrazione: il costo annuo per la burocrazia sostenuto dalle pmi italiane, ogni anno, è pari a 32,6 miliardi di euro, «in pratica il costo di una legge di bilancio» conclude Lauteta.


1 Commento

  1. Sicuramente il merito di questo triste primato è del M5S. Non è così? Tralasciando il confronto con Germania e Spagna focalizzandoci sull’Inghilterra si dimostra, come da voi citato, che è il paese più virtuoso. Ma nel 2017 la tassazione italiana era al 48% ed il M5S non aveva mai governato. Diversamente da PD, LEGA, PDL/FI e quindi FdI (ex AN) che hanno è come Governato. Per molti anni, alternandosi. Purtroppo dalla vostra è altrui parte (leggasi Potere Politico, editoriale, grand comiss di stato) c’è che la stragrande maggioranza degli italiani si interessa più delle partite di calcio e di San Remo (Festival) che di politica. Un esempio? In Francia si sente ancora oggi il rumore di coloro che manifestano contro l’innalzamento dell’età pensionabile ferma a 62 anni. Da noi è, se non lo sapete (?), a 67 ed è ancora in cammino, forse verso l’età del trapasso del fine vita. E c’è ancora chi vota per il PINOCCHIO fiorentino o per i leghisti che fino a ieri etichettavano gli abitanti da Roma in giù come “Ladroni – Terroni è chi ne ha più ne metta. Buona notte.

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