Diritto e Fisco | Articoli

Da quando decorre il licenziamento?

3 Marzo 2020 | Autore:
Da quando decorre il licenziamento?

Quale data fa fede per la cessazione ufficiale del rapporto di lavoro? Che succede in caso di dimissioni volontarie? Il preavviso cambia qualcosa? 

La tua azienda è in crisi e ha deciso di operare una riduzione del personale. Prevede diversi licenziamenti, uno dei quali interessa proprio te. Ti convoca e ti dice che dovrai cercarti un altro lavoro. Ma da quando decorre il licenziamento?

Sei arrivato ai ferri corti con il tuo capo e la situazione è diventata insostenibile. Lui ritiene di essere stato offeso e che il rapporto di lavoro non può continuare. Ti dice di raccogliere le tue cose e di tornartene a casa perché il posto non è più tuo. La domanda è la stessa: da quando decorre il licenziamento?

Hai trovato una nuova occasione di lavoro e hai deciso di presentare le dimissioni, cioè di licenziarti. Segui la procedura per comunicarlo alla tua azienda, ma sai che devi rispettare il tempo del preavviso. Avrai già intuito il problema: da quando decorre il licenziamento?

In qualsiasi caso, sia il dipendente sia il datore di lavoro devono avere ben chiara la data in cui l’interruzione del rapporto di lavoro diventa effettiva. Succede nel momento in cui viene comunicato verbalmente o da quando il lavoratore riceve la fatidica lettera a casa? Viceversa, il licenziamento volontario decorre dal momento in cui il dipendente invia la comunicazione o da quando scade il preavviso e la sua scrivania resta vuota? Vediamo, caso per caso, da quando decorre il licenziamento.

Licenziamento disciplinare: quando sussiste?

Affinché un licenziamento disciplinare (per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo) possa essere attuato, ci devono essere i comportamenti segnalati nel contratto collettivo di categoria applicato in azienda.

Il codice disciplinare interno (che deve essere esposto in azienda e messo a conoscenza del dipendente), però, può prevedere delle sanzioni diverse per tali comportamenti. Ad esempio, quello punibile con il licenziamento può essere assolto con una multa o viceversa.

In teoria, non è possibile licenziare per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo chi ha un comportamento non contemplato dal codice disciplinare. Ad ogni modo, il lavoratore è tenuto a rispettare i vincoli etici e di diligenza, fedeltà ed obbedienza al datore di lavoro.

Nel momento in cui viene rilevato un episodio punibile con il licenziamento disciplinare, si avvia una procedura mirata a consentire al lavoratore di potersi difendere, sia che si tratti di una giusta causa (licenziamento senza preavviso) o di giustificato motivo soggettivo (licenziamento con preavviso). Ecco che cosa prevede la procedura.

Licenziamento disciplinare: la procedura

Ci vuole, prima di tutto, una lettera di contestazione o un richiamo scritto del datore di lavoro con cui viene fatto notare al dipendente la violazione commessa. Il lavoratore ha cinque giorni di tempo (a meno che il contratto nazionale di categoria indichi un termine diverso) per dare delle spiegazioni (scritte o verbali) a sua difesa. Se lo desidera, può farsi assistere da un sindacalista o da un avvocato.

C’è da far notare, però, che se il licenziamento non è stato comunicato nell’arco di quei cinque giorni, il dipendente può chiedere anche nei giorni seguenti un’audizione per giustificare il suo comportamento, come ha stabilito la Cassazione [1].

Successivamente, se le argomentazioni del dipendente non convincono il datore di lavoro, l’azienda fa recapitare la lettera di licenziamento, sulla quale è tenuto a riportare:

  • i motivi della sua decisione;
  • il comportamento contestato al lavoratore;
  • le ragioni per cui non sono state accolte le argomentazioni riportate dal dipendente a propria difesa.

La lettera dovrà fare riferimento anche al periodo di preavviso nel caso in cui si tratti di un licenziamento per giustificato motivo soggettivo. Come detto, il licenziamento per giusta causa non lo prevede.

Licenziamento disciplinare: da quando decorre?

Ed arriviamo alla domanda di fondo: da quando decorre il licenziamento disciplinare? Da quando era stato accennato verbalmente? Da quando è stata spedita la lettera? Oppure da quando la lettera è stata notificata dal postino al dipendente?

Come sancito dalla Cassazione, la decorrenza del licenziamento disciplinare coincide con il giorno in cui è stata formalmente contestata la violazione, vale a dire dalla data in cui il lavoratore ha ricevuto la lettera che ha dato il via alla procedura [2]. Quello deve essere considerato l’ultimo giorno di lavoro. Va detto, comunque, che se l’azienda non rispetta il periodo di preavviso, il lavoratore ha il diritto di essere indennizzato per i giorni mancanti.

Mario viene richiamato dal suo datore di lavoro il 20 marzo per aver commesso una scorrettezza che ha fatto perdere dei clienti. Il 24 marzo, quindi entro i cinque giorni previsti, Mario dà la sua versione dei fatti che, però, non convincono l’azienda. Il 26 marzo parte la lettera di licenziamento per giusta causa, che arriva nelle mani di Mario il 27. Il licenziamento decorre dal 27 marzo.

Giuseppe viene richiamato dal suo datore di lavoro il 6 settembre per aver commesso una scorrettezza che ha fatto perdere dei clienti. Il 10 settembre, quindi entro i cinque giorni previsti, Giuseppe dà la sua versione dei fatti che, però, non convincono l’azienda. Il 12 marzo parte la lettera di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, che arriva nelle mani di Mario il 13. Il licenziamento decorre dal 13 settembre. Tuttavia, il contratto di Giuseppe prevedeva tre mesi di preavviso. L’azienda dovrà riconoscere a Giuseppe quelle tre mensilità al momento di erogargli le sue spettanze nel caso in cui non lo faccia più rientrare. Altrimenti, Giuseppe potrà lavorare fino al 12 dicembre. Tuttavia, la decorrenza del licenziamento resta fissata in data 13 settembre.

Perché è importante sapere da quando decorre il licenziamento? Perché in caso di sanzione illegittima, il lavoratore può avviare una vertenza sindacale oppure una causa presso il tribunale del lavoro. Ed in una di queste sedi può capitare che l’azienda venga condannata a far rientrare il dipendente in azienda e/o a riconoscergli un risarcimento dal giorno in cui è stato licenziato. Ecco che diventa fondamentale sapere con esattezza la decorrenza del licenziamento.

Licenziamento volontario: da quando decorre?

Che succede se, invece, è il lavoratore ad andarsene via di sua spontanea volontà? Intanto, in caso di licenziamento volontario si ribalta il discorso del preavviso: è il dipendente ad essere tenuto a rispettarlo, altrimenti dalle sue spettanze gli verrà trattenuta una somma pari ai giorni non lavorati prima della scadenza del preavviso.

Va ricordato che le dimissioni devono essere comunicati per via telematica tramite un ente abilitato (ad esempio un sindacato o un patronato) oppure autonomamente attraverso il portale Cliclavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. La lettera può essere scritta anche su carta semplice e deve:

  • essere spedita a mezzo raccomandata a/r, per posta elettronica certificata o consegnata a mano;
  • contenere i dati del dipendente e dell’azienda, la data di assunzione, la volontà di procedere al licenziamento volontario (cioè di interrompere il rapporto di lavoro) e la data di decorrenza delle dimissioni.

Significa che il licenziamento volontario ricorre dalla data in cui l’azienda riceve la lettera di dimissioni.

Per ulteriori dettagli sulla procedura per dare dimissioni, ti invitiamo a leggere questo articolo su come fare per dare le dimissioni.


note

[1] Cass. sent. n. 23140/2015.

[2] Cass. sent. n. 2747/2016.

Autore immagine: Canva.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube