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Lo sai che? Incidenti: il Cid non è prova se descrive una strada diversa

Lo sai che? Pubblicato il 18 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 settembre 2013

Nel caso di incidente stradale, il Cid deve indicare con precisione la strada ove è avvenuto il sinistro, altrimenti il giudice non è tenuto a considerarlo come prova.

Il giudice non è tenuto a prendere in considerazione, come prova del sinistro, il Cid se quest’ultimo contiene una descrizione sbagliata della strada ove è avvenuto il sinistro stradale. Lo ha precisato la Cassazione in una sentenza di ieri [1].

Nel caso deciso dalla Suprema Corte, i due conducenti venutisi a scontrare con le rispettive auto avevano riportato, sul Cid, il disegno di due strade perpendicolari, mentre in quel tratto, le strade si intersecavano.

Secondo la Cassazione, in questi casi, il modello di constatazione amichevole del sinistro perde, nell’ambito del processo, il suo valore di dichiarazione confessoria, e ciò anche se c’è un testimone che conferma quanto in esso riportato.

Ogni qual volta vi è una incompatibilità oggettiva tra il fatto per come è stato descritto dalle parti nel Cid e quanto accertato dal giudice durante la causa, il Cid medesimo perde il suo valore di prova.

note

[1] Cass. sent. n. 21161 del 17.09.13.

All’atto di redigere il modello di constatazione amichevole di incidente, è sempre bene evitare leggerezze e descrivere quanto più correttamente il tratto di strada interessato; se si commettono errori tali da rendere la ricostruzione incompatibile con lo stato effettivo dei luoghi, il Cid perde il suo valore di confessione e il giudice può non tenerne più conto.


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