Diritto e Fisco | Articoli

Da quando decorrono le dimissioni?

12 Febbraio 2020
Da quando decorrono le dimissioni?

Quando producono effetti e sono efficaci le dimissioni? Il dipendete che si licenzia per giusta causa è subito libero dal rapporto di lavoro? 

Hai intenzione di “licenziarti” dal lavoro. Ti è stato detto che, per dare le dimissioni, sei tenuto a rispettare una procedura particolare per via telematica e che dovrai avvalerti di un consulente del lavoro. La vecchia lettera raccomandata, insomma, non basta più. 

Ti interessa però capire da quando decorrono le dimissioni in modo da sapere, con certezza, a partire da quale giorno non dovrai più recarti al lavoro e in quale momento potrai accettare un altro posto. 

Ecco allora tutto ciò che devi sapere sulle dimissioni, su come si presentano e da quale momento diventano effettive, ossia producono effetti.

Dimissioni: da quando decorrono?

La prima cosa da valutare prima di stabilire da quando decorrono le dimissioni, è il motivo per cui tale scelta viene manifestata. Se, infatti, le dimissioni trovano causa in un comportamento del datore di lavoro, che ha violato il contratto, si parla di dimissioni per giusta causa e, in tal caso, non è necessario dare il preavviso. Quando invece le dimissioni avvengono per scelta personale del dipendente, è necessario che le stesse rispettino il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo nazionale. 

Ecco qualche esempio di dimissione per giusta causa:

  • mancato pagamento di più di due stipendi;
  • reiterato e grave ritardo nel pagamento dello stipendio (non rileva un ritardo di pochi giorni);
  • mobbing o straining;
  • demansionamento;
  • violenze o ingiurie;
  • mancato rispetto del periodo di riposo ed esecuzione di straordinari non previsti nel contratto;
  • mancato riconoscimento delle ferie o dei permessi;
  • approcci di tipo sessuale.

Solo in caso di dimissioni per giusta causa il dipendente non perde l’indennità di disoccupazione (attualmente chiamata Naspi). 

Le dimissioni per giusta causa possono essere quindi rassegnate con effetto immediato, senza cioè lavorare nel periodo di preavviso (per la durata indicata nel Ccnl). Negli altri casi è invece necessario recarsi al lavoro durante il periodo di preavviso; il dipendente tuttavia, che voglia rendere immediate le dimissioni, potrebbe rinunciare al preavviso pagando però al datore di lavoro la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso il rapporto di lavoro si interrompe subito. 

Potrebbe però essere lo stesso datore a rinunciare al preavviso (autorizzando il dipendente a non presentarsi più al lavoro); in tal caso, sarà questi a dover versare l’indennità sostitutiva all’ex lavoratore.

Durata del preavviso

Abbiamo detto che il periodo di preavviso è stabilito dal contratto collettivo. Anche il contratto individuale può stabilire per le dimissioni un termine di preavviso più lungo rispetto a quello stabilito dal contratto collettivo.

Il periodo di preavviso può essere abbreviato anche con l’accordo delle parti.

Da quando decorre il preavviso delle dimissioni?

Il preavviso decorre dal momento in cui le dimissioni sono comunicate al datore di lavoro e i giorni da computare nel periodo, salvo diverso accordo individuale o collettivo, sono quelli di calendario e non quelli lavorativi.

Spesso i contratti collettivi prevedono che il preavviso cominci a decorrere solo da alcune date precise, di norma il 1° o il 15 del mese, a prescindere dalla data in cui il lavoratore ha rassegnato le dimissioni.

Da quando sono efficaci le dimissioni?

In entrambi i casi – ossia tanto nell’ipotesi di dimissioni per giusta causa quanto in quelle per motivi personali – l’efficacia delle dimissioni è subordinata al rispetto della procedura telematica prevista dalla legge. Pertanto non è possibile dare le dimissioni con una semplice raccomandata o con un foglio firmato al datore di lavoro. 

Le dimissioni non formalizzate in via telematica sono inefficaci, si considerano cioè come mai avvenute. È quindi solo in questo momento che producono effetti. 

Per dare le dimissioni bisogna fornire una motivazione?

Il lavoratore può recedere liberamente in modo unilaterale dal contratto di lavoro rassegnando le dimissioni senza particolari motivi o vincoli (salvo che il contratto collettivo e/o quello individuale dispongano diversamente), se non quello di dare il preavviso, e senza che sia necessaria l’accettazione da parte del datore di lavoro [1].

Per presentare le dimissioni telematiche ci si può recare dai patronati, organizzazioni sindacali, consulenti del lavoro, ITL, enti bilaterali e commissioni di certificazione.

Si possono revocare le dimissioni già date?

Il lavoratore può revocare le dimissioni telematiche entro massimo 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo.

Non è necessario revocare le dimissioni già comunicate:

  • se, dopo l’invio della comunicazione di dimissioni, il lavoratore si ammala durante il periodo di preavviso e dunque questo resta sospeso;
  • se il lavoratore e il datore di lavoro si accordano per modificare il periodo di preavviso, spostando quindi la data di decorrenza indicata nel modello telematico;
  • in caso di invio di dimissioni telematiche errate;
  • in caso di mancata formalizzazione per via telematica delle dimissioni in quanto si considerano non date.

note

[1] Cass. 22 dicembre 2003 n. 19623; Cass. 12 luglio 2002 n. 10193

Autore immagine https://it.depositphotos.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. buongiorno,lavoratore marittimo ,dati dimissioni volontari x quota cento,il 07 07 2020 do le dimissioni x il 31 07 2020,il 14 07 2020 mi ammalo e apro una pratica di malattia ,guarito il 24 08 2020 ,l inpis respinge domanda di pensione ,non dati dimissioni attualmente in attivita lavorativa ,il datore di lavoro non risponde al email o telefonate da settembre che non percepisco stipendio,chi deve rettificare le dimissioni.saluti

Rispondi a gaetano gemmellaro Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube