Detrazione spese sanitarie, è corsa dei medici al Pos

12 Febbraio 2020
Detrazione spese sanitarie, è corsa dei medici al Pos

L’obbligo di tracciabilità delle spese detraibili richiede a medici e operatori sanitari di dotarsi di Pos per consentire ai pazienti di pagare con carte.

La possibilità di detrarre le spese sanitarie, introdotta della Legge di bilancio 2020, solo se effettuate con strumenti ‘tracciabili‘ (carte di credito, bancomat, bonifici bancari o postali e assegni), ha fatto registrare  una corsa all’acquisto dei Pos, i lettori di carte: le richieste sono aumentate del 400% nell’ultimo mese da parte di medici, specialisti e altri operatori sanitari interessati, tra cui i farmacisti, gli infermieri, gli ortodontisti e gli psicologi, come riporta oggi in una nota l’agenzia stampa Adnkronos Salute.

Tutti consapevoli del fatto che se ai pazienti non verrà consentito di pagare con carte o bancomat, perderanno il diritto alla detrazione fiscale del 19% da riportare nella dichiarazione dei redditi 2021. Infatti con le modifiche apportate dalla nuova legge di Bilancio la detrazione per chi paga in contanti sarà consentita solo per l’acquisto di medicinali e per le  prestazioni rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, a fronte dell’esibizione e registrazione dei dati della tessera sanitaria.

Perciò tutte le strutture private non convenzionate – come ad esempio gli specialisti, gli psicologi, i dentisti e alcuni studi medici – hanno in questo periodo la necessità di dotarsi dei dispositivi per consentire ai clienti di poter pagare in forma digitale; anche se un emendamento al Decreto Milleproroghe ha spostato l’obbligo di tracciabilità per fruire delle detrazioni al prossimo 1° aprile, proprio per consentire ai professionisti di attrezzarsi e di acquistare i Pos.



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