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Cosa cambia quando si diventa genitori

10 Marzo 2020 | Autore:
Cosa cambia quando si diventa genitori

Hai deciso di sposarti e di mettere su famiglia? Ti stai domandando quali sono i cambiamenti che dovrai affrontare con la nascita di un figlio? Possiamo fornirti alcuni suggerimenti per assumerti con consapevolezza tutte le responsabilità connesse alla tua nuova posizione.

La nostra popolazione è sempre più vecchia. Ce lo dicono ogni giorno gli studi, le statistiche. La crisi economica ha portato molti uomini e molte donne a decidere di non avere figli. Tuttavia, se ci stai leggendo, probabilmente hai scelto di non uniformarti alla tendenza del momento e di andare controcorrente.

È fuor di dubbio che, sia che ci si trovi di fronte a famiglie numerose sia che ci si trovi di fronte al classico “figlio unico”, la nascita di un bambino è un vero e proprio sconvolgimento per la coppia. Ti trovi anche tu in questa situazione? Il senso di inadeguatezza ti attanaglia? Sappi che non sei solo e non sei l’unico. Se ti stai chiedendo cosa cambia quando si diventa genitori, possiamo fornirti qualche utile suggerimento

Genitore non è soltanto colui che ha “generato” una vita, e ne sei consapevole. È una dimensione più complessa, fatta di fallimenti, di emozioni, di gioie. Come sai, si può diventare genitori sia per via naturale sia per via giuridica (pensa all’adozione), ma in entrambi i casi hai delle responsabilità dalle quali non ti puoi sottrarre. Ed è con riferimento a questo ultimo aspetto che possiamo esserti d’aiuto.

La potestà genitoriale: di cosa si tratta?

Probabilmente, nelle conversazioni quotidiane con i tuoi amici ti capita di tanto in tanto di utilizzare l’espressione “patria potestà”. Ebbene, sappi che con la riforma del diritto di famiglia la patria potestà non esiste più. La nuova nozione utilizzata dal nostro sistema giuridico è quella di potestà genitoriale. Questo non vuol dire – ovviamente – che sei esonerato da ogni forma di autorità nei confronti dei tuoi figli. Il legislatore ha voluto attuare un imprescindibile principio di parità giuridica all’interno della famiglia. Per la legge non soltanto il padre, ma anche la madre gode degli stessi diritti ed è gravata degli stessi doveri nei confronti dei propri figli.

Fatta questa piccola premessa, possiamo entrare nel vivo della questione. La potestà di un genitore nei confronti di un figlio si compone di una serie di diritti e di doveri derivanti dal suo ruolo legale. Il genitore è, infatti, il rappresentante del minore, è colui che ne cura gli interessi e che agisce per il suo bene.

Nel tuo ruolo devi, quindi, confrontarti con una serie di norme che tracciano la strada da seguire. Le più importanti sono contenute nel codice civile, ossia in quel complesso di prescrizioni che regolano la convivenza e i rapporti tra i privati cittadini. Se sei sposato, alcune disposizioni le conosci già perché ti sono state elencate dall’ufficiale di stato civile al momento della celebrazione.

Il dovere di mantenimento

I figli devono essere economicamente mantenuti dai genitori nei limiti delle disponibilità e delle capacità di entrambi. È un dettato imprescindibile che, bada bene, fa riferimento tanto ai minorenni quanto ai maggiorenni finché questi non sono in grado di sostenersi da soli. Tale obbligo sussiste sempre: sia che il figlio sia legittimo sia che sia adottato sia che sia figlio naturale. Sussiste anche in caso di separazione della coppia; sussiste anche in caso di decesso di uno dei genitori.

Chiaramente, il dovere di mantenimento fa riferimento ai bisogni esistenziali del figlio ed è proporzionato alle entrate economiche della famiglia. Il genitore deve garantire dei pasti caldi, degli indumenti dignitosi, uno stile di vita adeguato all’età; non possono essere fatti rientrare in tale dovere i vezzi adolescenziali se non compatibili con il budget familiare o gli scopi educativi.

Se dovesse capitarti di affrontare delle situazioni di difficoltà, non colpevolizzarti. Il contesto storico non offre molte opportunità. Tuttavia, i tuoi figli non sono privati dei loro diritti perché i nonni o gli zii possono essere obbligati a prendere il tuo posto nell’assolvere al dovere di mantenimento.

Il dovere di impartire un’adeguata educazione

Il nostro sistema giuridico, accanto a un’imposizione di carattere economico, detta una puntuale regola di condotta: il genitore deve educare il figlio. Deve, cioè, indirizzarlo verso il rispetto di quelle regole di cui abbiamo parlato che sono indispensabili per una sana convivenza. E per fare ciò deve essere autorevole, mai autoritario. Ricordati infatti che il sistema penale sanziona, anche severamente, l’abuso dei mezzi di correzione. Se quindi una sculacciata – per quanto forse deprecabile – può essere tollerata, non ti sarà mai consentito di percuotere i figli per raggiungere i fini educativi che ti sei prefissato.

A differenza del dovere di mantenimento, l’obbligo educativo sussiste fino a quando non si acquisisce la maggiore età. Da questo momento la persona acquista la capacità di essere pienamente responsabile delle proprie azioni.

Il dovere di assistere moralmente i figli

Questo è forse l’aspetto più difficile del ruolo genitoriale, perché coinvolge la dimensione morale. I figli sono intesi nella loro complessità; non soltanto persone da accudire fisicamente, ma esseri umani da accompagnare nello sviluppo delle proprie emozioni e della propria personalità.

La responsabilità dei genitori

Non sei certamente esente da conseguenze. Anzi, per converso, oggi molti dibattiti richiamano l’attenzione sull’espressione di responsabilità genitoriale. Responsabilità che deriva direttamente dalla violazione delle disposizioni giuridiche e che può portare a conseguenze più o meno importanti. Si può andare dalla condanna al pagamento degli alimenti all’allontanamento del figlio dalla casa genitoriale alla sospensione della stessa potestà genitoriale.

Il supporto istituzionale alle famiglie

Fatta questa piccola panoramica sulle dinamiche che ti possono riguardare, ricordati di un dato non trascurabile. Come detto sopra, non sei solo, ma sei collocato all’interno di una rete familiare e istituzionale che ti può supportare nel tuo operato.

Quanto al contesto familiare, l’aiuto che ti può essere offerto dipende molto dalla presenza e/o dalla disponibilità di eventuali parenti a tenderti una mano. Diversamente, le istituzioni sono obbligate a sostenerti nel tuo ruolo e a fornirti tutti i servizi che ti necessitano: dall’esenzione economica per le cure mediche al sostegno psicologico al supporto scolastico. Informati allora sui tuoi diritti e falli valere in ogni contesto.



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