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Legge sul consenso informato: cosa prevede

14 Febbraio 2020 | Autore:
Legge sul consenso informato: cosa prevede

Il paziente ha il diritto di rifiutare un trattamento sanitario.

Hai appreso che dovrai sottoporti ad una operazione chirurgica. L’équipe medica ti ha già spiegato gli esami clinici da fare e come si svolgerà l’operazione. In particolare, sei stato informato sulla natura e sui possibili sviluppi del percorso terapeutico. La legge, infatti, prevede che il paziente, prima di sottoporsi ad un determinato trattamento sanitario, debba firmare un documento in cui dichiara appunto di essere stato adeguatamente informato sul trattamento da seguire e sui possibili rischi. Ciò in quanto il malato ha il diritto di esprimere liberamente la propria volontà e prendere decisioni in merito alla sua salute. Una volta firmato il documento, quindi, il paziente presta il suo consenso ad essere curato. Lo scopo del consenso informato è sicuramente quello di tutelare sia il medico che il paziente da possibili errori o incomprensioni. Ma procediamo con ordine e vediamo di capire la legge sul consenso informato: cosa prevede?

Cos’è il consenso informato?

La nostra Costituzione stabilisce un principio fondamentale: nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la propria volontà [1]. Pertanto, al di là dei trattamenti sanitari obbligatori per legge (come, ad esempio, le vaccinazioni), è la persona che decide liberamente se sottoporsi o meno alle cure mediche.

Il consenso informato, quindi, è il diritto del paziente:

  • a conoscere le proprie condizioni di salute;
  • ad essere informato in modo completo e comprensibile sulla diagnosi, sulla prognosi, sui benefici e sui rischi del trattamento sanitario;
  • ad essere informato sulle alternative e sulle conseguenze di un eventuale rifiuto del trattamento sanitario consigliato. 

In buona sostanza, il trattamento medico deve essere preceduto da una adeguata informativa e dall’acquisizione del consenso da parte del paziente, il quale ha il diritto di scegliere, accettare o anche rifiutare di sottoporsi ai trattamenti sanitari.

 Pertanto, lo scopo del consenso informato è duplice:

  • consentire al paziente di partecipare attivamente alle scelte che lo riguardano;
  • tutelare il medico circa la legittimità dei suoi interventi sul paziente.

Nessuno può essere sottoposto a trattamenti medici contro la sua volontà

Consenso informato: requisiti

Per essere valido, il consenso informato deve essere:

  • personale: nel senso che deve essere manifestato direttamente dal paziente (salvo i casi di incapacità, riguardanti i minori e gli infermi di mente);
  • libero: vuol dire che il paziente non deve subire pressioni psicologiche da altri soggetti;
  • esplicito: cioè deve essere espresso in modo chiaro e inequivocabile;
  • consapevole: il paziente esprime il consenso solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni sul trattamento, sui rischi e sulle alternative;
  • specifico: nel senso che deve riguardamento esattamente il tipo di trattamento a cui verrà sottoposto il paziente;
  • attuale: deve cioè riguardare una situazione presente e non futura;
  • revocabile in qualsiasi momento.

Legge sul consenso informato: cosa prevede?

La legge disciplina le modalità con cui il consenso informato può essere espresso. Nella generalità dei casi, il paziente deve manifestare il consenso al trattamento sanitario per iscritto (ad esempio, quando dona il sangue, quando procede alla procreazione medicalmente assistita ecc.). È prassi che il personale sanitario utilizzi, la maggior parte delle volte, un modulo prestampato con tutte le informazioni sulla prestazione sanitaria e sulle possibili conseguenze per la salute del paziente. In casi particolari, il consenso può essere acquisito anche attraverso videoregistrazioni oppure attraverso opportuni dispositivi (per le persone affette disabilità). 

Ovviamente, il consenso informato deve essere acquisito dal medico prima di eseguire un qualsiasi tipo di trattamento, a meno che non si tratti di un’urgenza. In ogni caso, una volta acquisito il consenso informato va inserito nella cartella clinica del paziente e nel fascicolo sanitario elettronico in modo da avere la prova che il malato si è sottoposto volontariamente al trattamento.

E se il paziente rifiuta di prestare il consenso informato? In tal caso, il medico è obbligato a non eseguire o, comunque, ad interrompere il trattamento in questione. Se, invece, il medico esegue l’intervento sulla persona senza aver prima acquisito il suo consenso informato, il paziente avrà il diritto a chiedere il risarcimento dei danni.

Il medico è sempre tenuto a rispettare la volontà manifestata dal paziente di rifiutare o di rinunciare al trattamento sanitario senza per questo incorrere in responsabilità civile o penale. Attenzione però: il paziente non può pretendere di essere sottoposto a trattamenti sanitari che siano contrari alla legge oppure alla deontologia professionale.

Se il paziente è minorenne oppure incapace deve comunque essere informato sulla propria salute affinché possa esprimere liberamente la sua volontà. In casi come questi, però, il consenso informato verrà manifestato (o rifiutato):

  • per il minore, dai genitori o dal tutore. È importante  tener conto della volontà del minore in relazione alla sua età e al suo grado di maturità;
  • per gli interdetti, dal suo tutore.

La persona inabilitata, invece, può esprimere il proprio consenso liberamente e personalmente.

Consenso informato: quando non è necessario ?

Secondo la legge, il consenso informato non è necessario quando:

  • si tratta di vaccinazioni obbligatorie stabilite nei programmi nazionali di salute pubblica;
  • il paziente ha espresso esplicitamente la volontà di non essere informato;
  • si tratta di casi urgenti: nel senso che il paziente versa in condizioni talmente gravi e pericolose da richiedere un intervento immediato; 
  • si tratta di cure di routine (ad esempio in caso di prelievo ematico) e il consenso sia implicito;
  • si tratta si Trattamenti Sanitari Obbligatori (c.d. TSO).

Consenso informato: può essere revocato?

Come già anticipato, il consenso informato, una volta prestato, può essere ritirato dal paziente in qualsiasi momento.

note

[1] Legge n. 219/2017 del 22.12.2017.


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