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Legge sul contante: cosa prevede

13 Febbraio 2020
Legge sul contante: cosa prevede

Pagamenti in contanti: nuovi limiti e sanzioni

Hai deciso di fare una donazione di 10 mila euro a tua figlia in vista del suo matrimonio. Tuttavia, sai bene che la legge prevede precisi limiti all’uso del denaro contante e che, in caso di violazione, le sanzioni possono arrivare fino a 50.000 euro per ogni operazione. La strategia del Governo è, infatti, quella di indurre i cittadini ad utilizzare i mezzi di pagamento tracciabili e limitare progressivamente l’uso del contante fino a 1000 euro.
Ma cerchiamo di capire bene la legge sul denaro contante: cosa prevede? Te lo spiego in questo articolo

Si può pagare con denaro contante?

I pagamenti con denaro contante sono sempre consentiti ma solo entro precisi limiti stabiliti dalla normativa sull’antiriciclaggio. I limiti non riguardano solo la vendita di beni e servizi, bensì qualsiasi trasferimento di denaro eseguito in un’unica soluzione tra due soggetti o tra questi ultimi e la Pubblica Amministrazione (si pensi, ad esempio, al pagamento della parcella al professionista, alle donazioni di denaro tra familiari, ai prestiti tra privati, al pagamento della retta scolastica, ecc.).

Legge sul denaro contante: cosa prevede?

Fino a poco tempo fa (31 dicembre 2019) potevi pagare liberamente con denaro contante fino all’importo massimo di 2.999,99 euro. Superato tale limite, e quindi a partire da 3.000 euro in poi, avevi l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili come ad esempio, il bonifico, la carta di credito, il bancomat ecc.

Di recente, la legge ha nuovamente modificato il limite all’uso del denaro contante. A partire dall’1° luglio 2020, infatti, la soglia è scesa a 1.999,99 euro. Sicché l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili scatta da 2.000 euro in su. Invece, per il trasferimento di denaro su circuiti alternativi a quello bancario (il c.d. money transfer, come ad esempio Western Union, MoneyGram, ecc.) e per l’emissione di assegni in cui non è presente l’indicazione del beneficiario e la clausola di non trasferibilità, la soglia massima resta fissata a 1.000 euro.

Di conseguenza, il nuovo limite comporta la possibilità di:

  • pagare in contanti fino a 1.999 euro;
  • pagare tramite strumenti tacciabili da 2.000 euro in poi (bonifico bancario, carta di credito, bancomat ecc.).

Attenzione però: dal 1 gennaio 2022 il tetto massimo si abbasserà ulteriormente a 1.000 euro.

In caso di violazione del limite all’utilizzo del contante, la legge prevede pesanti sanzioni amministrative che variano in base all’importo della violazione e quindi alla cifra trasferita. In particolare, per le violazione commesse:

  • prima dell’1 luglio 2020: la multa va da 3.000 euro a 50.000 euro;
  • dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021: la multa va da 2.000 euro a 50.000 euro;
  • dall’1 gennaio 2022 in poi: la multa va da 1.000 euro a 50.000 euro. 

La sanzione, ovviamente, riguarda entrambi i soggetti che hanno partecipato all’operazione, quindi sia chi versa il denaro sia chi lo riceve. 

In buona sostanza, la legge non ti consente di pagare ad uno stesso soggetto e nella stessa giornata, importi in contanti pari o superiori ad euro 2.000. Tuttavia, la legge ti permette comunque di effettuare un pagamento rateizzato in contanti. Ciò a condizione che la dilazione:

  • sia oggetto di un preventivo accordo scritto tra le parti (si pensi, ad esempio, al paziente che deve pagare una cura effettuata dal dentista);
  • sia conforme agli usi commerciali: si pensi ai lavori pagati ad una ditta edile;
  • preveda ogni rata non superiore a 3.000 euro;

L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza eseguono controlli periodici sui trasferimenti di denaro contante che superano il limite previsto dalla legge. Una volta che sono stati acquisiti e valutati tutti i dati relativi all’illecito, si procederà alla contestazione della violazione notificando il tutto entro  il termine di 90 giorni dall’accertamento. A questo punto, il trasgressore ha la possibilità di presentare una memoria difensiva entro 30 giorni e chiedere di essere sentito, anche con la presenza di un avvocato. L’Amministrazione deciderà poi se adottare il provvedimento sanzionatorio o disporre l’archiviazione degli atti.

Denaro contante: limite prelievi 

I limiti che abbiamo visto non si applicato ai prelievi di denaro in banca o in posta. Tuttavia, occorre prestare molta attenzione. Ad esempio se nello stesso mese effettui dei prelievi superiori a diecimila euro, la banca può effettuare una segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria (c.d. UIF) che ha il compito di valutare se notiziare o meno la Procura della Repubblica per eventuali illeciti.

Superato un certo limite quindi – di solito 10 mila euro – hai l’obbligo di giustificare  alla banca le ragioni del prelievo e l’impiego di tali somme. Se prelevi contanti al di sotto di tale soglia non rischi nulla. S , invece, superi la soglia – anche attraverso più operazioni di importo basso – dovrai fornire alla banca una dichiarazione scritta e motivare il prelievo di denaro sospetto. Su tale dichiarazione, l’istituto bancario valuterà se avvisare o meno la UIF. Ad esempio: in un mese prelevi 11 mila euro con 11 prelievi diversi da mille euro ciascuno. In tal caso potresti rischiare di essere segnalato.

L’obiettivo, ovviamente, è sempre quello di contrastare il riciclaggio del denaro sporco o reati come il contrabbando. La Procura, a sua volta, può trasmettere il fascicolo all’Agenzia delle Entrate nel caso in cui dovesse rilevare un’evasione fiscale.

Denaro contante da portare all’estero

Devi sapere che in Italia non c’è alcun limite di denaro contanti da detenere in casa oppure da portare con sé. Questo vuol dire che se hai intenzione di fare un viaggio all’estero – da e verso gli Stati membri dell’Unione europea oppure da e verso Paesi extraeuropei – puoi trasportare somme di denaro contante anche elevate. Tuttavia, come già detto, dai 10.000 euro in su sei comunque tenuto a fare una dichiarazione al fine di prevenire eventuali illeciti, come ad esempio il riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento del terrorismo ecc.



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2 Commenti

  1. L’obbligo di segnalazione alla UIF scatta non solo per il prelievo, ma nel caso in cui la movimentazione in contanti del mese di riferimento in termini di “valore assoluto” é pari o superiore a €10,000.00. Ció significa che in caso di deposito di 5,000.00 e prelievo di 5,000.00 la banca é tenuta ad inviare la comunicazione alla UIF.

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