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Naspi rifiutata per rioccupazione nel periodo di carenza

4 Marzo 2020 | Autore:
Naspi rifiutata per rioccupazione nel periodo di carenza

Se il lavoratore trova un nuovo impiego perde l’indennità di disoccupazione?

Hai da poco perso il lavoro e hai tutti i requisiti necessari per fruire della Naspi, l’indennità di disoccupazione che spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti. Hai, però, trovato subito un nuovo lavoro, anche se per un breve periodo di tempo, ma sai che questo non costituisce un problema, in quanto sai che la Naspi non si perde se il nuovo impiego ha una durata inferiore ai 6 mesi.

Ma ecco che arriva la “doccia fredda”: una comunicazione dell’Inps ti informa che la disoccupazione non ti spetta più. Per la precisione, nella lettera trovi questa dicitura: “Naspi rifiutata per rioccupazione nel periodo di carenza”. Che cosa significa? Esiste un periodo di carenza nella disoccupazione?

Qual è il periodo di carenza? Se ci si rioccupa nel periodo di carenza si perde sempre la Naspi, anche se l’impiego dura meno di 6 mesi? Ma in quali casi chi trova un nuovo lavoro mantiene la Naspi?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Se trovo un nuovo lavoro perdo la Naspi?

Se sei disoccupato, ma trovi un nuovo lavoro, non perdi in ogni caso lo stato di disoccupazione, ma lo mantieni se:

  • sei occupato con rapporto di lavoro subordinato (dipendente) di durata fino a 6 mesi: in questo caso però lo stato di disoccupazione è sospeso, e così anche la Naspi [1];
  • il lavoro svolto, subordinato o parasubordinato, produce un reddito inferiore ad 8.145 euro lordi all’anno (si tratta del limite di reddito annuo entro il quale l’Irpef lorda risulta inferiore alle detrazioni per produzione di redditi di lavoro dipendente, come ricordato dall’Anpal [2]);
  • il lavoro svolto produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi all’anno, se autonomo (si tratta del limite di reddito annuo entro il quale l’Irpef lorda risulta inferiore alle detrazioni per produzione di redditi di lavoro autonomo);
  • il lavoro è svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Quindi, se hai trovato un nuovo lavoro, ma questo è molto breve, la Naspi è solo sospesa: riprenderà a decorrere intervenuta la cessazione.

La sospensione può durare fino a un massimo di 180 giorni (6 mesi) per ogni rapporto di lavoro. Pertanto, se terminato il primo contratto instauri un nuovo rapporto di lavoro di durata inferiore ai 6 mesi, il periodo di sospensione ricomincia a decorrere.

Ma che cosa succede se il nuovo rapporto di lavoro è instaurato nel periodo di carenza?

Decorrenza della Naspi: qual è il periodo di carenza?

Definiamo, innanzitutto, qual è il periodo di carenza della Naspi, quindi da quando decorre l’indennità di disoccupazione.

La Naspi spetta a decorrere, normalmente:

  • dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro questo termine;
  • dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, se l’istanza è presentata oltre l’ottavo giorno dalla cessazione.

Se il disoccupato è in malattia o infortunio, la Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del periodo di malattia/ infortunio sul lavoro/malattia professionale, se l’istanza è presentata entro l’ottavo giorno dalla cessazione dell’evento.

Se la disoccupata è in maternità (o il disoccupato si trova in congedo di paternità, sostitutivo del congedo obbligatorio per maternità), la Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del periodo di congedo, se l’istanza è presentata entro l’ottavo giorno dalla cessazione dell’evento.

Se il disoccupato non ha fruito del periodo di preavviso, la Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del periodo di mancato preavviso, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno dalla cessazione dell’evento.

Se il disoccupato è licenziato per giusta causa, la disoccupazione decorre dal trentottesimo giorno successivo alla cessazione del rapporto: per la precisione, decorre dall’ottavo giorno successivo al trentesimo giorno dalla cessazione, nell’ipotesi in cui la domanda sia presentata entro l’ottavo giorno.

Relativamente alle ipotesi elencate, se la richiesta viene presentata oltre il termine dell’ottavo giorno, la Naspi spetta dal giorno successivo alla domanda, ma non oltre il 68° giorno dalla cessazione del rapporto o dalla cessazione del particolare evento considerato.

Rioccupazione nel periodo di carenza

Se trovi una nuova occupazione nel periodo di carenza o di preavviso, con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi, e con un reddito annuo, presunto, superiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale, cioè a 8,145 euro, la Naspi non è dovuta.

Se trovi un nuovo lavoro subordinato nel periodo di carenza o di preavviso, con contratto di durata pari o inferiore a sei mesi, con un reddito annuo, presunto, superiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale, la Naspi non è dovuta, ma va valutato l’eventuale diritto all’indennità in relazione alla nuova occupazione.

Se trovi un nuovo lavoro nel periodo di carenza o di preavviso, con contratto di lavoro subordinato, ma con un reddito annuo, presunto, inferiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale la Naspi ti spetta, decorso il periodo di carenza o di preavviso: l’indennità ti viene, però, ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito.

Come si comunica il nuovo rapporto di lavoro?

Se, una volta inviata la domanda di Naspi, trovi un nuovo impiego come dipendente, salvo particolari eccezioni non devi comunicare nulla all’Inps, in quanto la nuova occupazione è comunicata automaticamente dal sistema informativo unitario per le politiche del lavoro, al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro. Anche la valutazione sulla decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla Naspi è effettuata automaticamente dal sistema informativo, sulla base della retribuzione indicata dal datore di lavoro nella comunicazione di assunzione.

Se invece ti rioccupi come lavoratore autonomo, devi comunicare la nuova attività all’Inps, assieme al reddito presunto, attraverso il modulo Naspi-com, disponibile nel sito web dell’istituto, all’interno dei servizi telematici per il cittadino.


note

[1] Art.19, Co.3, D.lgs 150/2015.

[2] Circ. Anpal 1/2019.


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