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Da quando decorre la malattia

9 Marzo 2020 | Autore:
Da quando decorre la malattia

Durante l’inverno, si sa, i malanni di stagione non danno tregua. Ma se l’influenza colpisce anche te, come fai a lavorare? Se sei un dipendente pubblico o privato hai diritto all’astensione per malattia.

Negli ultimi mesi migliaia di italiani sono stati costretti a letto dall’influenza stagionale. Tosse persistente, febbre alta, congestione intestinale i sintomi tipici. E in queste condizioni recarsi a lavoro è impossibile e altamente sconsigliato, sia per la tutela della propria salute sia per l’incolumità di chi ci sta accanto. Questo vale soprattutto per i lavoratori che svolgono un’attività a stretto contatto con la gente.

Il problema che ti si presenta è allora quello di decidere se rimanere o meno a casa e, soprattutto, di capire da quando decorre la malattia.

Le astensioni provocano un disagio di non poco rilievo. Causano ritardi nella macchina organizzativa e possono richiedere uno sforzo maggiore ai colleghi di lavoro. Ed è per questo che, se sei ligio al dovere, può sorgerti il dubbio se sia corretto o meno approfittare di tale facoltà. A tal proposito, è bene ricordare che la possibilità di non recarsi a lavoro è frutto di importantissime battaglie portate avanti da lavoratori e sindacati. Il diritto di astenersi per motivi di salute è un diritto consolidato nel nostro ordinamento giuridico e rappresenta un pilastro fondamentale del sistema democratico.

Dunque, se sulla base di una valutazione medica, le tue condizioni non ti consentono di spostarti, non temere di fare un torto al tuo titolare o ai tuoi colleghi. Puoi e devi esercitare un diritto riconosciuto dalla stessa Costituzione. Possibilità, questa, che trova però applicazione soltanto per determinate categorie di soggetti; ne potrai beneficiare unicamente se sei titolare di un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato,

L’astensione per malattia 

Dopo aver verificato che il diritto di curarti prevale sul tuo dovere lavorativo, devi sapere che il regime giuridico è parzialmente diverso a seconda che tu sia dipendente pubblico o dipendente privato. Di regola, è dipendente pubblico colui che presta la propria attività a favore di amministrazioni pubbliche statali o non; è dipendente privato colui che svolge le proprie mansioni a beneficio di soggetti non pubblici.

Operata questa dovuta premessa, andiamo a vedere nel dettaglio quale disciplina si applica all’istituto della malattia. La materia è stata oggetto di moltissime discussioni politiche e di tanti interventi di modifica del diritto del lavoro. Possiamo immaginare due fronti opposti: da un lato i datori di lavoro che, nella maggior parte dei casi, denunciano un uso spropositato della malattia e, dall’altro, i lavoratori che non vogliono rinunciare a tale prerogativa.

L’ultima riforma adottata in Italia prende il nome di Decreto Madia [1] e ha cercato di bilanciare gli interessi in gioco.

Le novità della riforma

La riforma Madia ha introdotto delle novità fondamentali alle quali devi prestare molta attenzione per evitare di incorrere in sanzioni più o meno importanti.

Se sei abituato alla visita fiscale condotta dal medico della tua Asl è bene che tu sappia che questa procedura è stata soppressa. La nuova legge ha introdotto il cosiddetto Polo Unico Inps, di carattere provinciale, attraverso il quale passa tutto il sistema di controllo sulla veridicità della condizione di malattia dichiarata dal lavoratore. Sarà, quindi, la sede centrale dell’Inps a designare il medico che dovrà recarsi nel tuo domicilio e appurare che ti trovi in condizioni tali da impedirti di svolgere ordinariamente le tue mansioni.

Per poter godere della malattia dovrai trasmettere al tuo datore di lavoro, per il tramite del tuo medico di base, un certificato nel quale viene indicata la necessità di sottoporti a delle cure, il numero di giorni necessari per recuperare le condizioni ottimali e il domicilio presso il quale possano essere effettuati eventuali controlli. Dal momento della comunicazione al datore di lavoro, si applicano nei tuoi confronti tutte le regole vigenti in materia.

Per evitare un abuso del tuo diritto, sono stati modificati anche gli orari in cui la visita fiscale è consentita. Nelle fasce orarie indicate dovrai necessariamente farti trovare a casa, pena la revoca dell’astensione e il dovere di rientrare a lavoro.

Gli orari in cui puoi essere soggetto a controllo sono diversi a seconda che tu sia un dipendente pubblico o un dipendente privato. Le regole sono più severe per i lavoratori pubblici a causa delle ripercussioni che l’assenza può provocare sugli utenti.

In particolare, posto che la visita fiscale può essere effettuata anche più volte e in qualsiasi giorno della settimana (feriale o festivo), per i dipendenti pubblici è prevista la possibilità di subire dei controlli dalle 9.00 alle 18.00 con una pausa intermedia dalle 13.00 alle 15.00; viceversa, per i dipendenti privati il medico potrà svolgere la propria attività ispettiva soltanto a partire dalle 10.00 sino alle 12.00 e dalle 17.00 sino alle 19.00.

Come tutelarsi in caso di abusi

Tasto dolente della riforma Madia è quello degli incentivi economici riconosciuti ai medici fiscali per le visite effettuate. Alcune associazioni di categoria hanno paventato la possibilità di abusi da parte del controllore al fine di trarne un vantaggio.

Prima di guardare nel dettaglio la situazione, partiamo da un presupposto: il medico fiscale è un professionista che difficilmente presta il fianco a comportamenti contrastanti con la propria deontologia. Tuttavia, laddove tu ti senta vittima di una decisione ingiusta, hai la possibilità di trovare tutela se la tua condotta è stata osservante delle regole.

In particolare, se si presenta la necessità di allontanarti da casa per effettuare delle visite specialistiche o recarti in ospedale, non devi fare altre che darne debita comunicazione al centro Inps e conservare tutta la documentazione diagnostica che ti viene rilasciata. In tal caso, qualora ti venga contestato l’allontanamento ingiustificato dalla tua dimora, avrai la possibilità di dimostrare la regolarità del tuo comportamento.

Il libero professionista  

Assolutamente diversa è la posizione del libero professionista che, proprio perché “libero” da ogni dipendenza, non può vantare un tale diritto nei confronti di alcun datore di lavoro. Ne deriva la necessità per tale categoria di porsi davanti a due scelte: continuare a lavorare anche in caso di malattie transitorie ovvero chiedere supporto a colleghi disponibili a operare delle sostituzioni. È pur vero che alcuni ordini professionali riconoscono un’indennità per ipotesi di degenza prolungata e collegata a patologie più o meno invalidanti.


note

[1] L. n. 124 “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche” del 7.08.2015.


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