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Diritto e Fisco | Articoli

Pensione anticipata a 64 anni

13 Febbraio 2020 | Autore:
Pensione anticipata a 64 anni

Possibilità di accedere al pensionamento con requisiti agevolati per i lavoratori privi di contribuzione precedente al 1996.

Per i lavoratori con minore anzianità contributiva, privi di versamenti al 31 gennaio 1995 e soggetti al calcolo contributivo del trattamento pensionistico, l’accesso alla pensione anticipata è consentito, oltre che con i requisiti previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti (41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, previa attesa di una finestra pari a 3 mesi), anche con un requisito contributivo ridotto, pari a 20 anni.

Bisogna però soddisfare un requisito di età minimo, a differenza di quanto richiesto per la pensione anticipata ordinaria, per la quale invece non è previsto alcun requisito anagrafico.

In particolare, per i lavoratori assoggettati al calcolo integralmente contributivo del trattamento, è possibile ottenere la pensione anticipata a 64 anni.

Oltre ai 64 anni di età ed ai 20 anni di contribuzione è richiesto, però, anche un importo minimo dell’assegno pensionistico, che non può essere inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Ma procediamo con ordine, ed analizziamo nel dettaglio le condizioni richieste per la pensione anticipata contributiva.

In particolare, cerchiamo di capire se questo trattamento agevolato può essere raggiunto anche da chi possiede contribuzione al 31 dicembre 1995, e se è possibile ottenere i 20 anni di contributi richiesti anche attraverso il cumulo dei versamenti accreditati presso gestioni previdenziali diverse.

Requisiti pensione anticipata contributiva

La pensione anticipata contributiva prevede, nello specifico, il perfezionamento dei seguenti requisiti:

  • compimento dei 64 anni di età, sia per gli uomini che per le donne: il requisito di età, che resterà invariato sino al 31 dicembre 2022, sarà successivamente adeguato agli incrementi demografici;
  • una contribuzione effettiva minima di 20 anni (non sono considerati utili, a tal fine, i contributi figurativi);
  • l’ammontare mensile della pensione deve risultare almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (1.287,52 euro nel 2020).

Per ottenere questa pensione è richiesta, in ogni caso, la cessazione dell’attività di lavoro dipendente, in parallelo a quanto previsto per la generalità delle pensioni dirette.

La pensione a 64 anni si potrà ottenere anche in futuro?

La pensione anticipata contributiva è una prestazione previdenziale strutturale, cioè che non deve essere prorogata di anno in anno da un apposito provvedimento normativo, come la prestazione sperimentale (ad esempio come la pensione quota 100, che è prevista solo sino al 31 dicembre 2021), ma che resta sempre operativa: il requisito di età, però, è aumentato ogni 2 anni in base agli adeguamenti alla speranza di vita. Per il biennio 2021-2022, in base a quanto reso noto dall’Inps [1], il requisito di età resterà pari a 64 anni, così come previsto dal decreto 5 novembre 2019 del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Com’è calcolata la pensione a 64 anni?

La pensione anticipata a 64 anni viene calcolata col sistema integralmente contributivo, che in molti casi comporta una penalizzazione sull’assegno del 30%. È comunque indispensabile valutare ogni situazione separatamente: in alcune rare ipotesi il calcolo contributivo può addirittura risultare più conveniente, ad esempio quando la retribuzione si abbassa sensibilmente alla fine della carriera e non si possono neutralizzare i redditi pensionabili meno elevati.

Chi può chiedere la pensione a 64 anni?

Per avere diritto alla pensione anticipata a 64 anni bisogna rientrare tra i lavoratori ai quali si applica il calcolo integralmente contributivo della pensione. Si tratta di coloro che:

  • non possiedono contributi accreditati prima del 1996;
  • hanno meno di 18 anni di contributi al 1996 (per la precisione alla data del 31.12.1995), almeno 5 anni di contributi dal 1996, almeno 15 anni di contributi complessivi e optano per il ricalcolo contributivo del trattamento;
  • hanno meno di 18 anni di contributi al 1996 (per la precisione alla data del 31.12.1995), almeno 5 anni di contributi dal 1996, almeno 15 anni di contributi complessivi, almeno un mese di contribuzione accreditato presso la gestione Separata e optano per il computo presso questa gestione [2].

Attenzione, però: la pensione anticipata contributiva può essere ottenuta solo da chi non possiede contribuzione anteriore al 1996, oppure da chi opta per il computo, in base all’attuale orientamento dell’Inps in materia.

Nello specifico, per beneficiare del computo, oltre a possedere gli stessi requisiti previsti per l’opzione contributiva bisogna possedere almeno 1 mese di contributi versati presso la gestione Separata, in qualità di libero professionista senza cassa, oppure di lavoratore parasubordinato- collaboratore autonomo occasionale, o, ancora, come lavoratore occasionale o lavoratore autonomo occasionale.

Il computo comporta il trasferimento di tutta la contribuzione presso la gestione Separata e il conseguente assoggettamento dei versamenti al calcolo interamente contributivo.

Posso ottenere la pensione anticipata a 64 anni con il cumulo?

La pensione anticipata a 64 anni, per chi possiede contribuzione accreditata presso gestioni differenti, può essere raggiunta grazie a una particolare tipologia di cumulo [3], utilizzabile soltanto da chi è assoggettato al calcolo integralmente contributivo del trattamento.

Sono inclusi tra i destinatari anche i liberi professionisti per i periodi di iscrizione alle casse private o privatizzate [4], nell’ipotesi in cui la gestione d’iscrizione adotti il sistema contributivo.

note

[1] Inps circ. 19/2020.

[2] Art.3 D.M. 282/1996.

[3] Dlgs. 184/1997; Circ. Inps 116/2011; Circ. Inps 103/2017.

[4] D.lgs 103/1996; D.lgs 509/1994.


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