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Si può rifiutare un battesimo?

16 Febbraio 2020 | Autore:
Si può rifiutare un battesimo?

I cristiani cattolici in Italia rappresentano una comunità numerosissima. I sacramenti sono alla base delle fede. Se uno di questi viene rifiutato si possono generare conflitti di non poco rilievo.

Il cristianesimo, in Italia, è largamente diffuso tra la popolazione. I cattolici, in particolare, rappresentano la comunità più numerosa. Come avviene in tutti i rapporti umani, anche nell’ambito della Chiesa cattolica possono nascere delle incomprensioni tra fedele e sacerdote. Forse ti è già capitato di entrare in scontro con il tuo parroco o di conoscere qualcuno che si è allontanato dalla parrocchia dopo un litigio. E forse il motivo della tensione è da ricondurre alle modalità con cui viene gestita la disposizione dei sacramenti.

I sacramenti sono sette: battesimo, matrimonio, unzione degli infermi, sacerdozio, confessione, Eucaristia, cresima o confermazione.

E’ possibile che la Chiesa rifiuti un sacramento? E, soprattutto, si può rifiutare un battesimo? Perchè si possa ottenere il battesimo è, infatti, necessario che tu ne faccia apposita richiesta al tuo parroco o a un sacerdote di tua fiducia. In tal caso ti potrebbe essere chiesto di seguire un breve percorso di formazione o un vero e proprio corso di studi (pensa, ad esempio, a chi vuole diventare prete). Questo perchè per la Chiesa cattolica è importante che tu arrivi preparato a ricevere il sacramento e che sei in grado di comprenderne il significato spirituale. Ogni sacramento assolve a una funzione diversa. Secondo la tradizione della Chiesa cattolica, il battesimo lava via il peccato originale e deve essere amministrato ai neonati o comunque a bambini ancora in fasce.

Soltanto così si entra a far parte a pieno titolo della comunità parrocchiale e, di conseguenza, della comunità dei fedeli: il cosiddetto  popolo di Cristo.

A decidere per il bambino sono, da un lato, i genitori che fanno richiesta del sacramento e, dall’altro, il sacerdote che decide se accettare o meno una tale richiesta. Si pone così il problema dell’autodeterminazione del soggetto che riceve il battesimo.

Ma verifichiamo quali sono le condizioni perché il minore possa essere battezzato e quali le conseguenze giuridiche in caso di eventuale rifiuto da parte del ministro di culto.

Rifiuto del battesimo: la responsabilità del sacerdote

Partiamo da un punto fermo. Lo Stato italiano è laico. Ciò sta a significare che non esiste più una religione di Stato, ossia una religione imposta ai cittadini, ma ciascun individuo è libero di vivere il proprio credo alle condizioni e secondo le modalità che reputa più opportuno purché il tutto avvenga nel rispetto delle regole di condotta della convivenza civile.

I rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica sono regolati da apposite norme [1] che decretano l’autonomia e l’indipendenza dei due ordinamenti. In altri termini, lo Stato e la Chiesa non possono reciprocamente intromettersi negli affari interni dell’uno e dell’altro.

Il sistema giuridico della Chiesa è disciplinato dal diritto canonico e dal diritto ecclesiastico e la Santa Sede, pur essendo materialmente presente sul territorio italiano, costituisce uno Stato a sé stante. Si pone, quindi, il problema del cittadino italiano che si reca dal sacerdote cattolico per chiedere il sacramento del battesimo per il proprio figlio e questa richiesta viene rifiutata.

Ti starai sicuramente chiedendo se tale rifiuto può comportare una responsabilità giuridica nei confronti del sacerdote e se questi può essere obbligato a somministrare coattivamente il sacramento. La risposta è tassativa: no. Nessun obbligo giuridico sorge nei confronti del ministro di culto.

Il sistema sacramentale cattolico: come opera?

Come accennato sopra, nell’ambito della Chiesa cattolica operano specifiche norme che regolano il sistema religioso e si applicano esclusivamente ai cristiani.

Per i cattolici, affinché si possa ricevere un sacramento, è necessario trovarsi in determinate condizioni. Non tutti possono accostarsi al rito previsto per il singolo atto. Ad esempio, come sai, alle donne è fatto divieto assoluto di diventare preti; gli uomini coniugati non possono accedere al sacerdozio; e così via. I fedeli ne devono essere consapevoli e preso atto delle condizioni richieste possono decidere in autonomia se accettare o meno di continuare a far parte della Chiesa cattolica.

Più problematica è la posizione del minore, che non solo non ha il potere di scegliere se farsi o meno battezzare, ma rischia di vedersi negata una possibilità laddove il sacramento venga rifiutato. C’è da dire che, in tal caso, la discrezionalità del sacerdote è molto limitata. E’ molto improbabile, infatti, che il tuo parroco decida di non battezzare il tuo bambino; forse è un’ipotesi che non si è mai verificata nella storia della Chiesa o comunque si tratta di un evento rarissimo. Per vero, a differenza degli altri sacramenti, il battesimo del bambino non richiede il possesso da parte di quest’ultimo di particolari requisiti. E questo per ovvie ragioni: il fanciullo viene tradizionalmente considerato soggetto innocente, immune da colpe.

È, quindi, altamente improbabile che il battesimo venga negato a un bambino. Qualora, però, questo dovesse accadere, potresti tranquillamente rivolgerti alle autorità ecclesiali superiori che accoglierebbero la tua richiesta e procederebbero nell’attivare il rito battesimale.

Per converso, potrebbe verificarsi un’ipotesi differente: le persone che hai selezionato per rivestire il ruolo di madrina e/o padrino del bambino non vengono ammessi in tale posizione. In tal caso, pena lo scontro aperto con le autorità ecclesiali, devi rassegnarti a individuare dei soggetti diversi. Coloro che affiancano i genitori nel percorso educativo cristiano devono, infatti, possedere specifiche caratteristiche considerate imprescindibili per l’ordinamento cattolico. Devono cioè vivere in stato di grazia e tenere una condotta conforme alla moralità richiesta dal cristianesimo.

Il battesimo dell’adulto

Diversa è la situazione in cui sia un adulto a chiedere di essere battezzato. Si parla, in tal caso, di catecumeno, ovverosia di persona che non ha ricevuto alcun sacramento, incluso il battesimo, nell’arco della sua vita.

Ti chiederai allora se, almeno in tale ipotesi, sia prevista una tutela giuridica in caso di rifiuto. La risposta non può che essere identica alla precedente: no, il sacramento non può essere imposto.

Come detto, lo Stato italiano non può intervenire nelle questioni di fede della Chiesa cattolica. Si possono soltanto ravvisare circostanze di opportunità morale, ma non è possibile imporre a nessuno, meno che mai a un ministro di culto, l’esecuzione coattiva di un rito facente capo a un credo religioso.

E se vuoi sbattezzarti?

Negli ultimi anni, sono moltissime le richieste di revoca del battesimo presentate da giovani e da adulti alle proprie diocesi. Potresti avere anche tu una tale esigenza. Ed è allora il caso di segnalarti come è assolutamente possibile chiedere di essere “sbattezzato“. Per far ciò, dovrai presentare una semplice richiesta alla tua parrocchia e il sacerdote accontenterà il tuo desiderio.
Ma in cosa consiste la revoca del battesimo? Si tratta di un semplice atto formale: il tuo nome verrà cancellato dal registro dei battezzati. Tutto qui. Nella sua natura di sacramento, invece, per la fede cristiana, il battesimo continuerà a essere valido. Se chiedi di essere sbattezzato probabilmente non hai uno spirito religioso e, dunque, questa ultima considerazione ti lascia del tutto indifferente.

note

[1] Patti Lateranensi sottoscritti l’11 febbraio 1929 dalla Senta Sede e il Regno d’Italia


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