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Ho ricevuto un decreto ingiuntivo: cosa devo fare?

13 Febbraio 2020
Ho ricevuto un decreto ingiuntivo: cosa devo fare?

Come comportarsi dinanzi a un atto del tribunale che ti impone di pagare un vecchio debito: l’ingiunzione di pagamento e la difesa del debitore prima del pignoramento.

Molti anni fa, hai firmato un contratto, impegnandoti a pagare una somma a cui, tuttavia, non hai mai potuto far fronte. Dopo numerosi solleciti, il creditore ti ha inviato una diffida con raccomandata e, infine, ti ha notificato una ingiunzione di pagamento. Ora, ti chiedi come comportarti: non sai se convenga rispondere o far finta di nulla. 

La prima persona che contatti è il tuo avvocato a cui chiedi: “ho ricevuto un decreto ingiuntivo: cosa devo fare?”

Ci sono alcune regole che devi conoscere e che, se non vuoi peggiorare la situazione, devi osservare attentamente. Qui di seguito, ti spiegheremo come difendersi da un decreto ingiuntivo, come comportarsi quando si riceve la notifica dell’atto giudiziario, quali termini è necessario rispettare e quale strategia di difesa può risultare vincente. Ma procediamo con ordine.

Cos’è un decreto ingiuntivo?

Non puoi stabilire cosa fare se ricevi un decreto ingiuntivo se prima non sai di cosa si tratta. 

Il decreto ingiuntivo è un ordine del giudice con cui ti condanna a pagare una determinata somma di denaro (o, più raramente, a restituire una determinata cosa mobile, come un’auto in leasing). 

Ti chiederai allora: «Ma come? Si è tenuto un processo senza di me?». Più o meno è proprio così, ma non credere che sia irregolare. La legge, infatti, prevede che, tutte le volte in cui il creditore è in possesso di una prova scritta del tuo debito, può rivolgersi direttamente al giudice, senza chiamarti in causa, affinché ti condanni ad adempiere. Il Codice di procedura civile ha previsto questo particolare tipo di strumento per accelerare il recupero dei crediti tutte le volte in cui vi sia una valida prova dell’obbligazione, ossia un documento scritto.

«Ma come faccio a difendermi allora dal decreto ingiuntivo se non ho partecipato al processo?» continuerai a domandarti. La legge ti dà 40 giorni, a partire dal giorno in cui ti è stato notificato il decreto ingiuntivo, per fare opposizione: si tratta di adire il giudice e intentare una causa contro il creditore per dimostrare che il debito non esiste o lo hai già pagato o i conteggi sono errati o è stato commesso qualche errore di forma.

Per fare l’opposizione devi avvalerti necessariamente di un avvocato.

«Mi tocca anticipare le spese, quindi…» sospirerai rassegnato, credendo di essere vittima della legge. Sì, è vero, ma i costi della causa sono dimezzati: l’altra metà sono stati versati dal creditore quando ha presentato la richiesta di decreto ingiuntivo.

Ti chiederai ancora: «Ma io non ho firmato alcun contratto. Che prova scritta ha presentato il creditore?». Forse, questo è l’aspetto più delicato e controverso della procedura di decreto ingiuntivo: il creditore può anche presentare una fattura che ha emesso nei tuoi confronti. È vero, si tratta di un documento “auto-prodotto” e che, quindi, legittimerebbe chiunque ad agire per recuperare soldi non dovuti, ma se così si facesse si incorrerebbe in due rischi: affrontare un’opposizione sapendo di perderla e pagare le tasse sulla fattura emessa e non dovuta.

Ultima prevedibile domanda che potresti porti: «Che succede se non faccio opposizione al decreto ingiuntivo?». Il decreto diventa definitivo, un po’ come una sentenza della Cassazione, e non puoi più contestare la pretesa di pagamento del creditore, il quale sarà autorizzato a pignorarti i beni. 

Cosa fare dopo la notifica di un decreto ingiuntivo?

Quando ricevi un decreto ingiuntivo devi, innanzitutto, valutare se sussistono obiettive possibilità di opporti e di vincere il relativo giudizio. 

Stai attento a ciò che ti sto per dire: non fare opposizione tanto per prendere tempo e per allungare la procedura. Innanzitutto, perché il giudice, se ritiene che la tua opposizione non sia fondata, potrebbe dichiarare l’ingiunzione «provvisoriamente esecutiva» e autorizzare il creditore al pignoramento anche in corso di causa; in pratica, non avresti risolto nulla.

In secondo luogo, se avvii un’opposizione senza presupposti, rischi di pagare, al creditore, oltre alle spese processuali, anche il risarcimento del danno per lite temeraria, che ora il giudice può infliggere a chi intenta una causa senza averne diritto. Senza contare che, oltre a ciò, dovrai versare la parcella del tuo avvocato e i costi vivi del giudizio.

La prima cosa che devi fare non appena ti arriva un decreto ingiuntivo è, quindi, contattare un avvocato. Questi effettuerà subito una verifica sulla regolarità dell’atto giudiziario per quanto attiene alle regole della procedura: ad esempio, potrebbero mancare una firma, la data, l’indicazione del credito e altri aspetti formali. Potrebbe anche essere stato commesso un errore sul tribunale competente.

La seconda verifica riguarda la regolarità del credito. L’avvocato ti chiederà copia del contratto che hai firmato per verificare che sia regolare: potrebbe essere un finanziamento, un mutuo, un abbonamento ecc. Di solito, sui finanziamenti si fa anche una verifica sul calcolo degli interessi per evitare che il creditore abbia esagerato per quanto riguarda le somme che gli devi versare.

Che fare se il debito è molto vecchio?

Spesso, i decreti ingiuntivi si riferiscono a finanziamenti molto vecchi e mai pagati integralmente. A questo punto, devi controllare se si è verificata o meno la prescrizione del diritto di credito. I termini sono diversi a seconda del tipo di credito. In generale, per tutti i contratti, la prescrizione è di 10 anni. Se si tratta di una obbligazione da pagare periodicamente (come un’utenza o un abbonamento) la prescrizione è di 5 anni. Per l’agenzia immobiliare la prescrizione del diritto alla provvigione è di 1 anno. Per le fatture dei professionisti (avvocati, commercialisti, medici, ecc.) la prescrizione è di 3 anni. E così via. Se vuoi conoscere l’elenco completo di tutti i termini di prescrizione vai alla guida Prescrizione fatture.

Per capire se il debito si è prescritto devi fare il calcolo dei termini dall’ultima raccomandata a.r. che hai ricevuto con il sollecito di pagamento. Le lettere semplici o le telefonate dei call center non valgono perché non garantiscono la prova di ricevimento. Ogni diffida scritta, che ha l’avviso di ricevimento (quindi, anche la Pec), interrompe il termine di prescrizione e lo fa decorrere nuovamente da capo.

Come evitare il pignoramento dopo il decreto ingiuntivo

Se non dovessi avere armi per bloccare il decreto ingiuntivo con una opposizione, potresti valutare la possibilità di tentare un accordo con il creditore, accordo che potrà essere portato avanti dal tuo avvocato o da te stesso. Magari potresti barattare la rinuncia all’opposizione con uno sconto o con una dilazione di pagamento. Se non hai beni intestati sarà per te più facile trattare, atteso che il creditore difficilmente potrebbe recuperare il proprio credito. Nello stesso tempo, devi sapere che se hai un reddito, anche di lavoro autonomo, il creditore può pignorarti i tuoi proventi (ad esempio, le provvigioni di un agente di commercio). 

Di solito, i creditori sono disposti ad accettare o un saldo e stralcio (ossia, il pagamento di un importo minore del dovuto) o una dilazione di pagamento (ossia una rateazione del debito).

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Autore immagine: 123rf com


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