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Residenza: conseguenze legali

13 Febbraio 2020
Residenza: conseguenze legali

Che succede a chi fornisce una residenza falsa e cosa rischia chi non è reperibile?

Può sembrarti una formalità, un atto dovuto privo di alcun effetto. Ma non è così. Le conseguenze legali della residenza sono importantissime, forse più di quanto puoi immaginare in questo momento. Non è neanche vero, come spesso si ritiene, che si può scegliere la residenza a proprio piacimento, fornendo all’ufficio anagrafe un indirizzo piuttosto che un altro, specie quando si hanno due case di proprietà. 

Se tutto ciò ti risulta difficile da credere, non devi far altro che leggere la seguente guida. Qui di seguito, ti spiegheremo quali conseguenze legali ha la dichiarazione di residenza e cosa succede a chi fornisce una residenza “di comodo” o risulta irreperibile. Ma procediamo con ordine. 

Cos’è la residenza?

La residenza è, solo in apparenza, un dato formale: non è semplicemente l’indirizzo dichiarato, dal cittadino, all’ufficio dell’anagrafe del Comune; si tratta del luogo dove questi ha fissato la propria dimora. E non basta che sia una dimora qualsiasi: deve essere la dimora abituale. In altre parole, è il luogo ove questi abita, dorme, cena (i più fortunati ci pranzano anche). 

Quindi, nella residenza, il cittadino deve vivere per gran parte dell’anno. Certo, se va al mare e si trasferisce nella casa estiva non deve cambiare residenza; se per qualche mese va all’estero per lavoro non deve altrettanto inviare alcuna dichiarazione al Comune. Ma se si trasferisce in un’altra abitazione, se cambia casa in affitto o se decide di spostarsi, per qualche anno, in un’altra dimora è obbligato a cambiare residenza.

In sintesi, la residenza è il luogo dell’abitazione principale di ogni persona. 

Questo significa che non si può fornire una residenza fasulla, ad esempio dichiarando al Comune, come luogo di propria residenza, la seconda casa se lì non si vive materialmente.

Cosa rischia chi dà al Comune una falsa residenza?

Quando si fa la dichiarazione di residenza, viene compilato un registro, quello dell’anagrafe comunale. Si tratta di un atto pubblico stilato da un pubblico ufficiale (il funzionario del Comune). Pertanto, una falsa attestazione di residenza integra un reato: quello di «falso in atto pubblico». 

Chi fornisce una falsa residenza può, quindi, essere perseguito penalmente e condannato. Ma non solo. Il cittadino viene dichiarato «irreperibile» non appena il Comune si accorge che questi non vive nel luogo indicato come residenza (prima di ciò vengono effettuate delle ricerche che possono durare anche un anno). 

In più, se la falsa dichiarazione di residenza è stata rivolta a conseguire dei benefici non dovuti – ad esempio, un Isee più basso per percepire dei sussidi o una agevolazione fiscale sulle imposte immobiliari – scatteranno gli ulteriori accertamenti con il recupero degli importi indebitamente percepiti dal contribuente. 

Pensa, ad esempio, a chi dichiara di abitare nella casa al mare solo per non pagare l’Imu: non appena il Comune se ne accorge (cosa che può fare agevolmente chiedendo alla società della luce e del gas l’indicazione dei consumi nella stagione invernale), emetterà un accertamento fiscale per gli ultimi cinque anni di imposta non versata. 

Conseguenze legali della residenza

Alla luce di quanto detto, puoi già intuire quali importanti effetti ha la residenza. Ma specifichiamoli più nel dettaglio.

Innanzitutto, la residenza è legata all’esercizio del diritto al voto. Chi è irreperibile e non ha una residenza fissa non può votare.

Dalla residenza poi dipende la possibilità di prendere visione delle notifiche di atti giudiziari, amministrativi o privati. Ad esempio, la consegna di un decreto ingiuntivo, di una multa, di una cartella esattoriale, di una raccomandata vengono eseguite presso la residenza del cittadino. Se questi, però, ha dichiarato una falsa residenza e il postino o l’ufficiale giudiziario non lo trova, la notifica si considera ugualmente avvenuta correttamente con il deposito della busta all’ufficio postale o al Comune. È la cosiddetta compiuta giacenza. In pratica, gli effetti dell’atto si producono lo stesso, con la differenza che il destinatario non può difendersi.

Alla residenza è poi collegata la possibilità di godere di benefici fiscali. Ad esempio, il bonus prima casa, sull’acquisto dell’immobile, è condizionato allo spostamento della residenza nel Comune ove si trova la nuova abitazione da effettuare entro massimo 18 mesi dal rogito.

Sempre per rimanere in tema di agevolazioni fiscali, è possibile ottenere l’esenzione Imu solo sull’abitazione principale: il contribuente, quindi, non versa l’imposta solo nell’immobile in cui è residente e in cui vive abitualmente. 

In base alla residenza vengono assegnati un pediatra per i figli e un medico di base per il resto della famiglia. 

Spesso, in base alla residenza, vengono assegnati dei benefici socio-assistenziali dal Comune come, ad esempio, i contributi per gli affitti o per l’edilizia popolare.

Se sei residente con i tuoi genitori, il tuo Isee si somma al loro e, probabilmente, non potrai ottenere alcune agevolazioni. Invece, chi ha un Isee basso – cosa che può realizzare solo trasferendo la propria residenza – può accedere a numerose prestazioni come, ad esempio, il Reddito di cittadinanza, il gratuito patrocinio per la difesa giudiziale dei non abbienti o i bonus mensa, baby sitter e asilio nido.

Altra importante conseguenza della residenza scatta per chi è debitore dell’Agente della Riscossione Esattoriale, attualmente Agenzia Entrate Riscossione. La legge, infatti, vieta il cosiddetto pignoramento della prima casa, la quale deve essere non solo l’unico immobile di proprietà del contribuente, ma anche il luogo di residenza.

Dalla residenza derivano ulteriori effetti giuridici. Ad esempio, se devi rivolgerti a un giudice per tutelare i tuoi diritti, di regola devi adire quello del luogo di tua residenza. In base, quindi, all’indirizzo in cui vivi viene determinata la competenza territoriale dell’autorità giudiziaria.

Nel luogo di residenza, poi, devono essere fatte le pubblicazioni di matrimonio.

Senza una residenza non puoi accedere a una pensione, non puoi aprire una partita Iva o una società, non puoi esercitare attività commerciali, non puoi ottenere gli assegni per l’invalidità. 

Non dimenticare, infine, che dalla residenza dipende il rilascio della carta d’identità, della tessera sanitaria e, se sei straniero, del permesso di soggiorno.

In ogni caso, ricorda che la residenza è obbligatoria: ogni cittadino ha, infatti, il dovere di essere reperibile, per poter essere rintracciato non solo dall’ufficiale giudiziario, dal postino o dai vigili, ma anche dalle forze dell’ordine in caso di procedimenti penali a suo carico. A stabilirlo è una legge del 1954 (la numero 1228) in base alla quale essere reperibili è un dovere di tutti.

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Autore immagine https://it.depositphotos.com


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