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Querela temeraria: cos’è?

4 Marzo 2020 | Autore:
Querela temeraria: cos’è?

Perché la querela è condizione di procedibilità? Quando si può parlare di querela temeraria? Quali sono le conseguenze per chi ha sporto ingiustamente querela?

Se sei stato vittima di un reato, allora non ti resta che recarti dalle autorità e sporgere querela, narrando al pubblico ufficiale i fatti che sono accaduti; in questo modo, potrai dare il via a un’indagine vera e propria, guidata dal procuratore della Repubblica incaricato. La querela serve dunque a segnalare gli eventi che costituiscono reato. A volte, però, di tale strumento si fa un abuso: un po’ per ripicca, un po’ per risparmiare sul processo civile (normalmente più costoso per le parti), si utilizza la querela anche quando non occorrerebbe. È proprio da questo discorso che dobbiamo partire per comprendere cos’è la querela temeraria.

Come capirai leggendo i prossimi paragrafi, la legge intende scoraggiare le querele facili, cioè le segnalazioni inutili che vengono fatte alle autorità inquirenti, e lo fa obbligando il querelante a pagare le spese del procedimento in determinati casi. Ciò accade quando la notizia di reato segnalata risulti, all’esito del processo, palesemente infondata. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è la querela temeraria.

Querela: che cos’è?

La querela è la segnalazione che viene fatta alle autorità competenti in merito a una vicenda costituente reato.

Secondo la legge [1], la querela è una condizione di procedibilità dell’azione penale: significa che, senza di essa, l’autorità inquirente non potrà svolgere le indagini né tantomeno rinviare a giudizio la persona sospettata di aver commesso il crimine.

In altre parole, senza querela la giustizia non può procedere; per tale ragione, essa è equiparabile a una specie di “consenso” che la persona offesa dà alle autorità affinché possano cominciare le indagini.

Querela: chi può sporgerla?

Prima di vedere cos’è la querela temeraria è bene che ti dia qualche altra indicazione utile in merito a tale segnalazione di reato.

Devi sapere che, a differenza della denuncia, la querela può essere sporta solamente dal diretto interessato, cioè dalla vittima del reato. In casi eccezionali, è possibile che la querela possa essere sporta da persona diversa: per la precisione, la legge [2] dice che, per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti in quanto infermi di mente, il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore.

Per la presentazione della querela presso le autorità può essere delegato un proprio procuratore speciale: è il caso dell’avvocato che, munito di procura ad hoc, si rechi in Procura per depositare l’atto di querela.

Querela: come si fa?

La querela può essere scritta oppure orale: in quest’ultimo caso, l’ufficiale che raccoglie la segnalazione provvederà a metterla per iscritto, redigendo apposito verbale, e a farla sottoscrivere al querelante.

La querela può anche essere recapitata da un incaricato o spedita a mezzo posta raccomandata, purché la firma sia autenticata. Dunque, se intendi depositare la tua querela con una raccomandata indirizzata alla Procura della Repubblica, la tua firma in calce all’atto dovrà essere autenticata dall’avvocato a cui conferisci procura speciale, oppure da un pubblico ufficiale abilitato a ciò, tipo il notaio.

L’autorità che riceve la querela provvede all’attestazione della data e del luogo della presentazione, all’identificazione della persona che la propone e alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero [3].

La querela deve contenere l’esposizione degli elementi essenziali del reato (data, luogo, ecc.), nonché le fonti di prova già note (documenti, ecc.). Contiene inoltre, quando è possibile, le generalità, il domicilio e quanto altro valga all’identificazione della persona alla quale il fatto è attribuito e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

La querela, inoltre, deve contenere l’espressa volontà della persona offesa affinché si proceda nei confronti dell’autore del crimine: in altre parole, il querelante deve dichiarare di volere che la giustizia si attivi perché punisca l’autore del fatto delittuoso.

Cos’è la querela temeraria?

Per querela temeraria si intende la querela sporta senza che vi fossero i necessari presupposti. In pratica, è temeraria la querela presentata quando nessun reato è stato commesso.

In realtà, la legge non parla mai di querela temeraria: si tratta di un’espressione coniata dai giuristi sulla falsariga della lite temeraria ben nota nel processo civile.

In ambito penale, dunque, la querela temeraria indica la querela infondata, sporta senza un ragionevole motivo. Come vedremo, la querela può dirsi veramente temeraria soltanto quando sia stata comprovata l’assoluta innocenza dell’imputato.

Cosa succede in casi del genere? Cosa prevede la legge per contrastare le querele temerarie? Scopriamolo insieme.

Querela temeraria: cosa succede?

La legge prevede delle conseguenze nel caso di querela temeraria. Nello specifico, con la sentenza di non luogo a procedere (in udienza preliminare) oppure di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso, il giudice condanna il querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato.

Il giudice inoltre, quando ne è fatta domanda, condanna il querelante al rimborso delle spese sostenute dall’imputato e, se il querelante si è costituito parte civile, anche di quelle sostenute dal responsabile civile citato o intervenuto. Infine, se vi è colpa grave, il giudice può condannare il querelante a risarcire i danni all’imputato e al responsabile civile che ne abbiano fatto domanda [4].

Dunque, una querela temeraria può condurre il querelante a dover pagare tutte le spese del procedimento, il quale è stato intrapreso inutilmente per via della sua segnalazione inappropriata.

Ma non solo: il querelante temerario può essere condannato anche a pagare le spese che ha dovuto sostenere la persona ingiustamente accusata (cioè, l’imputato) per difendersi in giudizio: dovrà quindi pagargli le spese legali sostenute, nonché tutte le altre connesse.

Il querelante temerario che si sia costituito parte civile potrebbe essere condannato a pagare anche le spese sostenute dal responsabile civile chiamato in causa, cioè da colui che deve pagare i danni provocati dall’imputato (pensa all’assicurazione nel caso di sinistro che ha provocato la morte di una persona).

Infine, la querela temeraria potrebbe comportare perfino una condanna al risarcimento dei danni patiti dall’imputato, se questi ne abbia fatto richiesta e il giudice accerti che vi sia stata colpa grave nello sporgere querela: pensa, ad esempio, a colui che, accusato ingiustamente di violenza sessuale, chiede di essere risarcito del lavoro che ha perduto a causa dell’infamante accusa rivelatasi poi del tutto falsa.

Querelante temerario: quando deve pagare?

Abbiamo detto nel paragrafo precedente che la querela temeraria obbliga il querelante a rifondere allo Stato le spese processuali, a rimborsare all’imputato (ed, eventualmente, al responsabile civile) le spese della difesa e, nei casi accertati di colpa grave, perfino a pagare a quest’ultimo una somma a titolo di risarcimento del danno.

Quando la querela temeraria costringe il querelante a dover rimborsare le spese e pagare i danni? Solamente quando il giudice pronunci sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste o l’imputato non lo ha commesso.

In pratica, la querela temeraria dà luogo alle conseguenze sopra viste solamente se l’imputato venga assolto con le formule maggiormente favorevoli, e cioè venga assolto perché:

  • il fatto non sussiste, nel senso che il crimine denunciato dal querelante non è mai stato commesso da alcuno,
  • per non aver commesso il fatto, nel senso che il reato è stato commesso, ma non dal querelato.

Solamente in questi due casi di assoluzione si potrà condannare il querelante temerario al rimborso delle spese e al risarcimento dei danni.

Di conseguenza, se l’imputato verrà prosciolto per prescrizione, allora non si potrà parlare di querela temeraria e, di conseguenza, il querelante non sarà tenuto a pagare nulla.


note

[1] Art. 336 cod. proc. pen.

[2] Art. 120 cod. pen.

[3] Art. 337 cod. proc. pen.

[4] Artt. 427 e 542 cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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