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Cos’è un contratto di affitto transitorio?

14 Marzo 2020 | Autore:
Cos’è un contratto di affitto transitorio?

Esigenze di lavoro o di studio possono richiedere un tuo momentaneo trasferimento. Se hai necessità di cambiare città e di trovare un nuovo alloggio puoi fare ricorso al contratto di affitto transitorio.

Nel corso della tua vita ti sarà sicuramente capitato di dover cambiare casa. Le difficoltà collegate a un trasferimento sono tantissime: il trasloco dei mobili, le volture delle utenze, la stessa individuazione della nuova dimora.

Laddove tu non voglia o non possa acquistare un immobile hai la possibilità di prendere in affitto un intero appartamento o una singola stanza in una casa condivisa con altre persone. In entrambe le circostanze, devi sottoscrivere un apposito contratto che, in termini giuridici, prende il nome di contratto di locazione a uso abitativo. La finalità dell’uso abitativo deve essere specificata affinché l’accordo non sia confuso con il contratto di locazione a uso commerciale o professionale; quest’ultimo assolve a scopi che a te in questa sede non interessano e segue delle differenti regole giuridiche.

Se ti stai interessando della materia per ragioni personali, sicuramente avrai sentito parlare di tipologie particolari di contratto di locazione e probabilmente ti stai chiedendo che cos’è un contratto di affitto transitorio. Ti stai forse domandando se questo è lo strumento giuridico più adatto alle tue esigenze e se può risolvere i tuoi problemi. A noi il compito di fugare alcuni dei tuoi dubbi.

Cos’è l’affitto

Partiamo da alcune regole generali. Per capire che cos’è l’affitto transitorio devi preliminarmente conoscere il significato del termine contratto e, di conseguenza, devi sapere quale disciplina si applica alla generale locazione di immobili.

Il contratto corrisponde all’incontro delle volontà di due o più soggetti che intendono trarre un beneficio dalla definizione di alcuni aspetti della propria vita personale, lavorativa o pubblica. Hai presente quando vai al supermercato a fare la spesa? Ecco, non stai facendo altro che dare attuazione tacita a un contratto. Tu individui i prodotti di cui hai bisogno e li acquisti attraverso il pagamento di una somma di denaro; il venditore si impegna a consegnarti quanto comprato e a ricevere il compenso pattuito. Tutta la nostra quotidianità è costellata da un dare e ricevere beni o servizi.

Guardando nel dettaglio a ciò che più ti interessa, quello che nel gergo comune viene chiamato “affitto” è, in realtà, uno specifico accordo stipulato tra due parti avente ad oggetto la possibilità di utilizzare un appartamento. Due sono appunto le parti coinvolte: da un lato ci sei tu che intendi prendere in affitto l’immobile (inquilino), dall’altro c’è il proprietario che te lo concede in uso (locatore).

Le caratteristiche generali del contratto di affitto

Perché il contratto di affitto sia valido ai fini di legge deve possedere dei requisiti minimi. Che gli stessi siano presenti nella loro interezza è soprattutto interesse tuo, posto che, tra i due soggetti, rischi di essere la parte più debole. Sei tu, infatti, colui che necessita di un alloggio e, soprattutto, colui che si impegna a pagare mensilmente un canone e a sostenere tutte le spese accessorie. Sono tali, ad esempio, le spese condominiali, i costi del sistema di riscaldamento centralizzato, se presente, e così via.

Il contratto di locazione deve essere redatto per iscritto, datato e sottoscritto da entrambe le parti e registrato presso l’Agenzia delle Entrate. I costi di registrazione, di norma, sono ripartiti equamente tra locatore e inquilino, ma nulla impedisce che siano convenute modalità diverse. È necessaria la presenza di alcune clausole che determino le modalità di esercizio dei diritti dell’inquilino e del proprietario di casa.

Se ti stai chiedendo perché l’accordo non può rimanere riservato ed è necessario darne comunicazione al Fisco, la spiegazione è questa. Per i rapporti di locazione è prevista l’applicazione di alcune tasse; il mancato versamento delle stesse fa incorrere in responsabilità tributarie e penali. L’affitto, infatti, rappresenta una fonte di profitto e, dunque, di reddito per il locatore.

Il contratto di locazione deve indicare, altresì, la durata del rapporto contrattuale che, salvo patto contrario, è di quattro anni, rinnovabili tacitamente.

Se, però, la tua intenzione o la tua esigenza è quella di un trasferimento momentaneo, l’arco temporale di un contratto di affitto tipico può risultare per te spropositato. Vincolarti per un periodo minimo di quattro anni può essere eccessivamente gravoso e per nulla opportuno. È in tale ipotesi che viene in soccorso la tipologia contrattuale di cui stiamo parlando: l’affitto transitorio.

Le caratteristiche specifiche del contratto di affitto transitorio

Il contratto di affitto transitorio altro non è che un normale contratto di locazione a uso abitativo. La differenza fondamentale rispetto a quest’ultimo sta nella durata del rapporto che vincola le parti.

Come ti suggerisce la parola stessa, l’uso dell’immobile o della stanza da parte dell’inquilino è temporaneo. In altri termini, la locazione ha una durata molto circoscritta e limitata nel tempo. In particolare, per espressa disposizione di legge, l’affitto transitorio può configurarsi soltanto se l’immobile è concesso all’inquilino per un periodo minimo di 1 mese e massimo di 18 mesi. I termini sono aumentati se stipuli il contratto per necessità di studio: in tal caso, si va da un minimo di 6 a un massimo di 36 mesi.

Altra condizione indispensabile perché si possa parlare di contratto di natura transitoria è che il fine sia quello abitativo: non sono ammessi contratti di tale tipologia per fini diversi, siano essi turistici o commerciali. Trattandosi di un normale contratto di affitto, anche in questo caso ti consigliamo di fare attenzione a che tutti gli elementi necessari siano presenti e che, soprattutto, si adempia alle formalità fiscali.

Probabilmente, per verificare la conformità dell’accordo alle tue necessità e l’opportunità di sottoscriverlo ti conviene rivolgerti a un professionista esperto del settore. La firma di qualsiasi contratto, a meno che non siano presenti profili di illegittimità, ti vincola inevitabilmente al rispetto di quanto pattuito.



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