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Cos’è il diritto d’autore?

14 Febbraio 2020 | Autore:
Cos’è il diritto d’autore?

La tutela delle opere creative: diritti patrimoniali e diritti morali.

Se hai scritto un libro, una canzone oppure hai realizzato un’opera d’arte, sappi che devi prestare molta attenzione al diritto d’autore. La legge, infatti, tutela le opere creative e i loro autori dal rischio del plagio (cioè quando qualcuno si appropria di un’opera altrui) e della contraffazione ( vale a dire lo sfruttamento economico di un’opera altrui non autorizzato). Ma esattamente, come si dimostra di essere il vero autore dell’opera? Quali diritti sono tutelati? In altre parole, cos’è il diritto d’autore? Niente paura te lo spiego in questo articolo.

Qual è la differenza tra diritto d’autore e copyright?

Spesso, si usa impropriamente la parola copyright per indicare il diritto d’autore. In realtà tra i due termini sussiste una differenza sostanziale: il copyright (che letteralmente significa diritto di copia) nasce con il deposito dell’opera all’Ufficio Copyright ed è solitamente indicato con il simbolo ©. Esso si riferisce più agli aspetti patrimoniali dell’opera. Il diritto d’autore, invece, si acquista con la semplice creazione dell’opera (senza che sia necessario alcun deposito) e tutela anche gli aspetti morali. A conti fatti, però, entrambi i termini riguardano la tutela dei diritti del creatore di un’opera di ingegno.

Quali opere sono coperte dal diritto d’autore?

A dispetto di ciò che si pensi, il diritto d’autore non tutela le invenzioni. Per tale categoria, infatti, si fa riferimento alla normativa sui brevetti. 

Il diritto d’autore, invece, tutela tutte le opere creative che abbiano i requisiti della novità e dell’originalità. In particolare, si possono menzionare:

  • le opere letterarie (in forma scritta e orale): ad esempio, romanzi, saggi, poesie ecc.;
  • opere e composizioni musicali e teatrali;
  • opere coreografiche;
  • opere visive: ad esempio disegni, fotografie, opere architettoniche ecc.;
  • opere cinematografiche;
  • programmi per elaboratore: software e banche dati.

Cos’è il diritto d’autore?

Il diritto d’autore tutela l’attività intellettuale, ovvero le opere creative, e riconosce all’autore diritti morali e patrimoniali.  Il diritto d’autore, quindi, consente all’autore di:

  • utilizzare le sue opere in modo esclusivo;
  • rivendicare la paternità delle sue opere;
  • scegliere se, quando e come pubblicare l’opera;
  • rifiutare eventuali modifiche dell’opera;
  • decidere di ritirare l’opera dal mercato;
  • ricevere compensi relativi alla sua opera. 

In estrema sintesi, la legge riconosce all’autore di un’opera:

  • diritti patrimoniali: nel senso che l’autore è libero di sfruttare economicamente la sua opera, in qualsiasi modo e forma, e quindi trarne un guadagno. Ad esempio, attraverso la pubblicazione, la riproduzione, la diffusione, la traduzione ecc.;
  • diritti morali: cioè il diritto dell’autore ad ottenere un riconoscimento della propria qualità di autore dell’opera e di impedire che venga modificata senza il suo consenso.

Come si cedono i diritti d’autore?

La legge consente la cessione o la licenza dei diritti patrimoniali connessi al diritto d’autore. Ad esempio, se hai scritto un libro puoi acconsentire che il tuo editore pubblichi l’opera e venda le copie dietro compenso (solitamente una percentuale in base al numero delle copie vendute).

La cessione dei diritti patrimoniali avviene tramite un contratto scritto nel quale occorre indicare l’opera, la durata, il compenso, ecc. Una volta scaduto il contratto, l’autore torna ad avere tutti i diritti sull’opera stessa. I diritti morali, invece, non possono essere ceduti.

Come tutelare i diritti d’autore?

Come già anticipato, il diritto d’autore nasce nel momento in cui si crea l’opera. In buona sostanza, se hai scritto un libro che tieni nel cassetto sei già titolare dei diritti d’autore. Per dimostrare, però, di essere il primo creatore dell’opera hai tre possibilità:

  • la registrazione alla Siae: in pratica, depositi una copia della tua opera presso la Società italiana degli autori e degli editori (Siae) insieme ad una dichiarazione di paternità. In questo modo, le opere successive che siano identiche a quella depositata si considerano plagi. Il deposito dura 5 anni e può essere rinnovato alla scadenza. Tuttavia, se alla scadenza non provvedi al rinnovo oppure non ritiri l’opera depositata, la Siae avrà il diritto di distruggerla. 
  • deposito presso un notaio che, in qualità di pubblico ufficiale, può certificare la data certa, vale a dire la data di creazione dell’opera;
  • stampare l’opera e spedirla a sé stessi con la posta elettronica certificata (Pec)) oppure con raccomanda con ricevuta di ritorno. Questo metodo, parecchio utilizzato, è utile per certificarne il possesso dell’opera alla data di invio ( che varrà, appunto, come data certa).

Diritto d’autore: quanto dura?

I diritti patrimoniali valgono per tutta la vita dell’autore dell’opera e fino a 70 anni dopo la sua morte. Trascorso questo periodo, le opere diventano di dominio pubblico. Questo vuol dire che tutte le opere di autori deceduti da più di settanta anni, possono essere liberamente utilizzate.

I diritti morali, invece, non hanno una data di scadenza. Tali diritti, infatti, valgono per sempre, anche dopo la morte dell’autore dell’opera.

In cosa consiste la violazione del diritto d’autore? 

Si verifica la violazione del diritto d’autore tutte le volte in cui qualcuno utilizza un’opera protetta senza prima aver ottenuto l’autorizzazione da parte dell’autore. Ci sono però delle eccezioni, nel senso che la legge consente in alcuni casi che l’opera sia liberamente utilizzata senza dover chiedere un consenso. Ciò accade, ad esempio, quando si verifica una riproduzione di brani per fini di insegnamento o per una discussione. Sono ammessi, altresì, il riassunto o la citazione dell’opera purché non sia fatto per un fine commerciale.

Tra le violazioni connesse al diritto d’autore, quelle più diffuse sono il plagio e la contraffazione. Il primo è legato alla paternità dell’opera e si verifica quando qualcuno si appropria di un’opera dichiarandosene autore. Ad esempio Tizio si dichiara pubblicamente autore della Divina Commedia quando in realtà l’autore è Dante Alighieri.

La contraffazione, invece, è legata agli aspetti economici dell’opera, cioè in sostanza è lo sfruttamento economico di un’opera altrui senza avere i dovuti permessi. Ad esempio, Tizio riproduce più copie di un libro (di cui non è autore) e poi le vende.  


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