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Animale d’affezione: ultime sentenze

14 Marzo 2020
Animale d’affezione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze: ferimento o morte dell’animale d’affezione; risarcibilità del danno non patrimoniale; uccisione dell’animale d’affezione; copertura delle spese mediche veterinarie.

Il ferimento dell’animale d’affezione

Il ferimento dell’animale d’affezione a seguito del fatto illecito altrui non è riconducibile ad alcuna categoria di danno non patrimoniale in quanto essa non è qualificabile come danno esistenziale consequenziale alla lesione di un interesse della persona umana alla conservazione di una sfera di integrità affettiva costituzionalmente tutelata, non potendo essere sufficiente, a tal fine, la deduzione di un danno in re ipsa, con il generico riferimento alla « qualità della vita ».

Cassazione civile sez. VI, 23/10/2018, n.26770

Compravendita di animali da compagnia o d’affezione, la denuncia del difetto della cosa venduta è regolata dal codice del consumo

Compravendita di animali da compagnia o d’affezione

In tema di compravendita di animali, la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d’affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, va qualificato a tutti gli effetti “consumatore”, così come va qualificato “venditore”, ai sensi del codice del consumo, chi, nell’esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale, venda un animale da compagnia che, a sua volta, in quanto “cosa mobile” in senso giuridico, costituisce “bene di consumo”.

Ne consegue che la denuncia del difetto della cosa venduta è soggetta, ai sensi dell’art. 132 c.cons., al termine di decadenza di due mesi dalla data di scoperta del difetto.

Cassazione civile sez. II, 25/09/2018, n.22728

Perdita di un animale d’affezione

Va riconosciuta la risarcibilità del danno non patrimoniale per la perdita di un animale d’affezione (nella specie, cane), trattandosi di violazione del diritto di proprietà, rientrante nella categoria dei diritti fondamentali inerenti alla persona, purché venga allegata e provata la sussistenza di un rapporto consolidato tra il proprietario e l’animale.

Tribunale Bari, 22/11/2011

Danno non patrimoniale

La morte dell’animale d’affezione determinata del fatto illecito altrui non costituisce danno non patrimoniale risarcibile, mancando a monte la lesione di un interesse inviolabile della persona costituzionalmente protetto.

Tribunale S.Angelo Lombardi, 12/01/2011

Responsabilità del veterinario

La perdita dell’animale di affezione non rientra fra i diritti inviolabili della persona e, come tale, il relativo danno non patrimoniale non risulta risarcibile.

Tribunale Milano, 20/07/2010

Lesione di animale d’affezione

Il danno da lesione di animale d’affezione, aggredito da altri cani condotti senza guinzaglio e museruola nella pubblica via, è risarcibile a favore del proprietario di questo. Tale danno si articola nella componente patrimoniale, integrata dal depauperamento economico patito al fine della copertura delle spese mediche veterinarie necessarie ai fini della cura dell’animale ferito, e in quella non patrimoniale, corrispondente all’alterazione della qualità della vita nonché alla frapposizione di ostacoli alla libera estrinsecazione della personalità.

Giudice di pace Cosenza, 06/07/2010

Delocalizzazione di un animale d’affezione

È illegittima l’ordinanza emanata dal vicesindaco del comune, avente ad oggetto la delocalizzazione di un animale d’affezione. Infatti non è rinvenibile nell’ordinamento giuridico una norma che fondi il potere di ordinanza a tutela della quiete pubblica in capo al sindaco: un siffatto potere non è incluso fra le attribuzioni dell’autorità locale di pubblica sicurezza contemplate dall’art. 1, r.d. n. 773 del 1931, che invece demanda al Prefetto il potere di ordinanza a tutela dell’ordine pubblico nei casi di urgenza o grave necessità; nè può essere invocata la l. reg. n. 14 del 1994, che vieta la detenzione di animali il cui comportamento leda l’interesse alla quiete, poiché essa prevede la sanzione della pena pecuniaria, e non il potere di ordinanza.

T.A.R. Aosta, (Valle d’Aosta), 22/05/2002, n.50

Affidamento dell’animale d’affezione ad uno dei coniugi

Il giudice della separazione può disporre, in sede di provvedimenti interinali, che l’animale d’affezione, già convivente con la coppia sia affidato ad uno dei coniugi con l’obbligo di averne cura e statuire a favore dell’altro coniuge il diritto di prenderlo e tenerlo con sè per alcune ore nel corso di ogni giorno.

Tribunale Pescara, 09/05/2002

Vendita di animali d’affezione: garanzia per i vizi

In tema di garanzia per i vizi, nella vendita di animali d’affezione, la disciplina della l. 14 agosto 1991 n. 281 dettata al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale, prevale sugli usi locali e sulle disposizioni relative alla garanzia per i vizi della cosa venduta, risultando incompatibile ogni diversa eventuale contrastante disposizione ricompresa nel novero di quelle sussidiariamente previste dall’art. 1496 c.c., quando l’animale d’affezione possieda esclusivamente tale caratteristica e non anche quando abbia una oggettiva destinazione economico-funzionale tale da giustificare l’applicazione all’animale della disciplina propria della res (nella specie, è stato escluso che il prognatismo di cui un cane cucciolo si è rivelato affetto nel crescere potesse giustificare un’azione ex art. 1490 ss. c.c.).

Pretura Cremona, 20/03/1998



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