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Animale d’affezione: ultime sentenze

1 Marzo 2022
Animale d’affezione: ultime sentenze

Ferimento o morte dell’animale d’affezione; risarcibilità del danno non patrimoniale; copertura delle spese mediche veterinarie.

Decesso o lesione di animali d’affezione

Il decesso dell’animale d’affezione dovuto alla negligenza o all’imperizia del veterinario è fonte di responsabilità extrapatrimoniale ai sensi dell’art. 2059 c.c.; sui padroni grava l’onere di provare il pregiudizio non patrimoniale subito per ottenere il risarcimento, non potendosi configurare un danno in re ipsa.

Tribunale La Spezia sez. I, 31/12/2020, n.660

Perdita dell’animale d’affezione: risarcibilità del danno

È risarcibile il danno non patrimoniale da perdita dell’animale d’affezione in quanto pregiudizio conseguente alla lesione di un diritto inviolabile della persona umana costituzionalmente tutelato.

Tribunale Novara, 24/03/2020

Denuncia di smarrimento di animali da compagnia o d’affezione

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 1, l. reg. Basilicata 30 novembre 2018, n. 46, censurato per violazione dell’art. 117, comma 2, lett. g), Cost., nella parte in cui prevede che la denuncia di smarrimento dell’animale da compagnia o d’affezione da parte del responsabile degli stessi animali debba essere presentata, oltre che al servizio veterinario ufficiale, anche alle «Forze dell’Ordine». Invero, l’obbligo di denuncia posto dalla legge regionale in capo al responsabile dell’animale, di per sé, non comporta l’attribuzione di competenze ulteriori alle forze di polizia, che sarebbero in ogni caso tenute a ricevere le denunce di smarrimento in virtù delle funzioni istituzionali già previste dalle norme statali, in cui trova quindi fondamento il coinvolgimento di organi dello Stato censurato dal ricorrente (sentt. nn. 454 del 2007, 10 del 2008, 104 del 2010).

Corte Costituzionale, 20/12/2019, n.277

Furto di animali da compagnia

In tema di furto, rientrano tra le cose mobili su cui può cadere la condotta appropriativa gli animali da compagnia o d’affezione, trattandosi di beni tutelati dalla l. 14 agosto 1991, n. 281 e dalla Convenzione Europea sul randagismo, stipulata a Strasburgo il 13 novembre 1987 e ratificata dalla l. 4 novembre 2010, n. 201, e suscettibili di costituire oggetto di diritti reali e di rapporti negoziali.

Cassazione penale sez. V, 01/07/2019, n.40438

Il ferimento dell’animale d’affezione

Il ferimento dell’animale d’affezione a seguito del fatto illecito altrui non è riconducibile ad alcuna categoria di danno non patrimoniale in quanto essa non è qualificabile come danno esistenziale consequenziale alla lesione di un interesse della persona umana alla conservazione di una sfera di integrità affettiva costituzionalmente tutelata, non potendo essere sufficiente, a tal fine, la deduzione di un danno in re ipsa, con il generico riferimento alla « qualità della vita ».

Cassazione civile sez. VI, 23/10/2018, n.26770

Compravendita di animali da compagnia o d’affezione

In tema di compravendita di animali, la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d’affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, va qualificato a tutti gli effetti “consumatore”, così come va qualificato “venditore”, ai sensi del codice del consumo, chi, nell’esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale, venda un animale da compagnia che, a sua volta, in quanto “cosa mobile” in senso giuridico, costituisce “bene di consumo”.

Ne consegue che la denuncia del difetto della cosa venduta è soggetta, ai sensi dell’art. 132 c.cons., al termine di decadenza di due mesi dalla data di scoperta del difetto.

Cassazione civile sez. II, 25/09/2018, n.22728

Perdita di un animale d’affezione

Va riconosciuta la risarcibilità del danno non patrimoniale per la perdita di un animale d’affezione (nella specie, cane), trattandosi di violazione del diritto di proprietà, rientrante nella categoria dei diritti fondamentali inerenti alla persona, purché venga allegata e provata la sussistenza di un rapporto consolidato tra il proprietario e l’animale.

Tribunale Bari, 22/11/2011

Danno non patrimoniale

La morte dell’animale d’affezione determinata del fatto illecito altrui non costituisce danno non patrimoniale risarcibile, mancando a monte la lesione di un interesse inviolabile della persona costituzionalmente protetto.

Tribunale S.Angelo Lombardi, 12/01/2011

Risarcimento del danno

La perdita dell’animale d’affezione non è risarcibile ex art. 2059 c.c. atteso che non sussiste un’ingiustizia costituzionalmente qualificata (Il g.o. si trova ad esaminare la domanda di risarcimento del danno patito dal titolare di un volpino azzannato da due cani maremmani e deceduto a distanza di sette mesi dal fatto, con ogni probabilità a seguito delle lesioni riportate. La affermazione in punto responsabilità risulta dubitativa, avendo il giudicante disposto la immediata decisione ritenendo la insussistenza del danno lamentato e, conseguentemente, la non necessità di procedere ad accertamento della responsabilità).

Tribunale S.Angelo Lombardi, 12/01/2011

Responsabilità del veterinario

La perdita dell’animale di affezione non rientra fra i diritti inviolabili della persona e, come tale, il relativo danno non patrimoniale non risulta risarcibile.

Tribunale Milano, 20/07/2010

Lesione di animale d’affezione

Il danno da lesione di animale d’affezione, aggredito da altri cani condotti senza guinzaglio e museruola nella pubblica via, è risarcibile a favore del proprietario di questo. Tale danno si articola nella componente patrimoniale, integrata dal depauperamento economico patito al fine della copertura delle spese mediche veterinarie necessarie ai fini della cura dell’animale ferito, e in quella non patrimoniale, corrispondente all’alterazione della qualità della vita nonché alla frapposizione di ostacoli alla libera estrinsecazione della personalità.

Giudice di pace Cosenza, 06/07/2010

Delocalizzazione di un animale d’affezione

È illegittima l’ordinanza emanata dal vicesindaco del comune, avente ad oggetto la delocalizzazione di un animale d’affezione. Infatti non è rinvenibile nell’ordinamento giuridico una norma che fondi il potere di ordinanza a tutela della quiete pubblica in capo al sindaco: un siffatto potere non è incluso fra le attribuzioni dell’autorità locale di pubblica sicurezza contemplate dall’art. 1, r.d. n. 773 del 1931, che invece demanda al Prefetto il potere di ordinanza a tutela dell’ordine pubblico nei casi di urgenza o grave necessità; nè può essere invocata la l. reg. n. 14 del 1994, che vieta la detenzione di animali il cui comportamento leda l’interesse alla quiete, poiché essa prevede la sanzione della pena pecuniaria, e non il potere di ordinanza.

T.A.R. Aosta, (Valle d’Aosta), 22/05/2002, n.50

Affidamento dell’animale d’affezione ad uno dei coniugi

Il giudice della separazione può disporre, in sede di provvedimenti interinali, che l’animale d’affezione, già convivente con la coppia sia affidato ad uno dei coniugi con l’obbligo di averne cura e statuire a favore dell’altro coniuge il diritto di prenderlo e tenerlo con sè per alcune ore nel corso di ogni giorno.

Tribunale Pescara, 09/05/2002

Vendita di animali d’affezione: garanzia per i vizi

In tema di garanzia per i vizi, nella vendita di animali d’affezione, la disciplina della l. 14 agosto 1991 n. 281 dettata al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale, prevale sugli usi locali e sulle disposizioni relative alla garanzia per i vizi della cosa venduta, risultando incompatibile ogni diversa eventuale contrastante disposizione ricompresa nel novero di quelle sussidiariamente previste dall’art. 1496 c.c., quando l’animale d’affezione possieda esclusivamente tale caratteristica e non anche quando abbia una oggettiva destinazione economico-funzionale tale da giustificare l’applicazione all’animale della disciplina propria della res (nella specie, è stato escluso che il prognatismo di cui un cane cucciolo si è rivelato affetto nel crescere potesse giustificare un’azione ex art. 1490 ss. c.c.).

Pretura Cremona, 20/03/1998



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