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Furto aggravato: ultime sentenze

2 Novembre 2022
Furto aggravato: ultime sentenze

Requisito della esposizione per necessità; commissione del reato con violenza sulle cose; danno patrimoniale; condanna. 

Furto aggravato dal mezzo fraudolento e truffa

Il furto, sebbene aggravato dal mezzo fraudolento, cede il passo alla truffa di cui all’art. 640 c.p., nel momento in cui il “trasferimento del possesso della res si realizza con il consenso della vittima”, ancorché viziato dagli altrui artifici o raggiri. In altri termini, si parla di furto quando il mezzo fraudolento sia utilizzato al solo scopo di creare le condizioni per lo spossessamento, ma non lo spossessamento medesimo.

Tribunale Udine, 30/06/2022, n.1240

Furto aggravato dalla destrezza

In merito all’imputazione per il reato di furto, sussiste la circostanza aggravante dell’impiego di destrezza prevista dall’art. 625 comma 1 n. 4 c.p. ogniqualvolta l’agente impieghi accorgimenti, atteggiamenti o manovre che rivelino particolare agilità, sveltezza o callidità e siano idonei a sorprendere la buona fede dei presenti, eludendone, attenuandone o sviandone l’attenzione, quali il rapido impossessamento della refurtiva e il celere allontanamento. A tal fine non è richiesta nell’autore un’abilità di grado eccezionale, bastando che la condotta sia idonea a soverchiare l’attenzione normalmente prestata dai presenti, nè è necessario che il soggetto passivo non si avveda in seguito del furto subito.

Tribunale Udine, 28/06/2022, n.1245

Furto aggravato dal mezzo fraudolento

Configura il delitto di furto, aggravato dal mezzo fraudolento, l’interversione nel possesso della cosa altrui di cui l’agente sia riuscito a procurarsi, in virtù di una strumentale condotta artificiosa, la mera detenzione, realizzandosi in tal modo la condotta di sottrazione, mediante spossessamento, di cui all’art. 624 c.p.

Cassazione penale sez. IV, 15/06/2022, n.30823

Furto di energia elettrica

Integra il reato di furto aggravato dalla violenza sulle cose la sottrazione di energia elettrica previa effrazione del collettore di erogazione, ancorché detta manomissione non determini il blocco del conteggio dell’importo conseguente al flusso di energia erogata, consentendo all’ENEL di accertarne il quantitativo corrisposto, in quanto la registrazione del consumo ha solo natura di prova del fatto e dell’entità del danno causato ed il delitto è, pertanto, perfetto anche ove manchi l’occultamento dell’energia sottratta. In tema di furto di energia elettrica, costituisce infatti, mezzo fraudolento e, pertanto, integra l’aggravante di cui all’art. 625, comma 1, n. 2 c.p., l’allacciamento abusivo alla rete esterna mediante un cavo volante per la sottrazione dell’energia elettrica.

Tribunale Nola, 19/05/2022, n.440

Utilizzo di mezzi goffi ed artigianali

Integra il tentativo di furto aggravato il prevenuto che abbia posto in essere condotte inequivocabilmente volte a sottrarre un determinato bene alla vittima, anche se mediante l’utilizzo di modalità e mezzi goffi ed artigianali ed in relazione ad un bene di esiguo valore, e sia stato interrotto solo dall’intervento di un soggetto terzo.

Tribunale Gorizia, 15/03/2022, n.46

Delitto di furto aggravato dalla violenza sulle cose

Il delitto di furto aggravato dalla violenza sulle cose non concorre con il delitto di danneggiamento delle medesime cose, ma lo assorbe nel caso in cui la violenza si trovi in rapporto funzionale con l’esecuzione della condotta di furto. (Fattispecie in cui la violenza era consistita nella forzatura della portiera di un’auto al fine di potersi impossessare di una lampada-torcia custodita all’interno).

Cassazione penale sez. V, 28/02/2022, n.25953

Tentato furto aggravato da violenza sulle cose

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 380, comma 2, lett. e), c.p.p., censurato per violazione degli artt. 13 e 3, Cost., nella parte in cui prevede l’arresto obbligatorio di chi è colto in flagranza del delitto di tentato furto, quando ricorre la circostanza aggravante della violenza sulle cose, salvo che ricorra la circostanza attenuante della speciale tenuità. Rispetto al reato di tentato furto aggravato dall’uso di violenza sulle cose sussistono le condizioni in base alle quali, nella giurisprudenza costituzionale, la restrizione della libertà personale disposta dall’autorità di pubblica sicurezza è costituzionalmente compatibile, essendo la misura precautelare suscettibile di trasformazione in una misura cautelare coercitiva, ancorché non di tipo carcerario. Né la scelta legislativa è manifestamente irragionevole o arbitraria, tenuto conto che all’arresto obbligatorio potrà procedersi solo quando non ricorra la circostanza attenuante comune del danno di speciale tenuità.

Quanto all’applicazione dell’esimente della tenuità del fatto, essa postula una valutazione, complessiva e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, riservata al giudice della cognizione all’esito del relativo giudizio ed estranea ai profili che vengono in rilievo in sede di convalida dell’arresto e di successiva, eventuale applicazione di una misura cautelare coercitiva (sentt. nn. 54 del 1993, 188, 305 del 1996, 187 del 2001, 223 del 2004, 216 del 2016, 20, 31 del 2017, 137 del 2020; ord. 187 del 2001).

Corte Costituzionale, 22/02/2022, n.41

Arresto in flagranza per tentato furto aggravato

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 380, comma 2, lett. e) c.p.p., sollevate, in riferimento agli artt. 13 e 3 Cost., dal Tribunale ordinario di Firenze.

Corte Costituzionale, 22/02/2022, n.41

Riallaccio abusivo di utenza idrica

Integra il delitto di furto aggravato dalla violenza sulle cose il riallaccio abusivo di utenza idrica distaccata a seguito dell’apposizione dei sigilli per morosità, anche se a seguito della manomissione del contatore questo riprenda a registrare il consumo: circostanza, di per sé, non incompatibile col fine di profitto che connota il dolo del reato, da intendersi in senso ampio, così da comprendervi anche il vantaggio di natura non patrimoniale, realizzabile con l’impossessamento della cosa mobile altrui commesso con coscienza e volontà dall’utente che, senza il consenso dell’ente erogatore, ha riattivato la fornitura alla rete, senza avere alcuna legittimazione all’uso dell’acqua o all’intervento sull’impianto.

Tribunale Frosinone sez. II, 17/01/2022, n.78

Qualificazione del reato

Ai fini della qualificazione del reato come tentativo di furto aggravato dalla violenza sulle cose o come tentativo di danneggiamento, distinguendosi di due reati non per la materialità dell’atto, che può essere identica, ma per la finalità della condotta, occorre valutare le modalità dell’azione, i mezzi impiegati per realizzarla nonché le caratteristiche strutturali della cosa mobile, per stabilire se l’intenzione dell’agente fosse diretta all’impossessamento della cosa mobile o invece, al mero deterioramento della stessa.

Tribunale Rovigo, 06/12/2021, n.1116

Furto aggravato e sistemi di videosorveglianza

In tema di furto, la circostanza aggravante dell’esposizione della cosa alla pubblica fede non è esclusa dall’esistenza, nel luogo in cui si consuma il delitto, di un sistema di videosorveglianza, mero strumento di ausilio per la successiva individuazione degli autori del reato non idoneo a garantire l’interruzione immediata dell’azione criminosa, mentre solo una sorveglianza specificamente efficace nell’impedire la sottrazione del bene consente di escludere l’aggravante di cui all’art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen.

Tribunale Nocera Inferiore, 04/11/2021, n.1785

Furto aggravato dalla destrezza

In tema di furto la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l’agente abbia posto in essere, prima o durante l’impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla res, non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento del detentore medesimo.

Tribunale Udine, 28/10/2021, n.1696

Furto aggravato dal mezzo fraudolento e truffa: differenze

In tema di reati contro il patrimonio, la differenza tra il delitto di furto aggravato dal mezzo fraudolento e quello di truffa si individua nella fase risolutiva del processo causale, che qualifica il carattere dell’ offesa, cosicché integra l’ ipotesi di furto, e non di truffa, la realizzazione da parte dell’ autore di attività preparatorie finalizzate ad operare il trasferimento a sè del bene col ricorso a mezzi fraudolenti nei confronti della vittima, quando tra l’ atto dispositivo di questa ed il risultato dell’ impossessamento si inserisca l’ azione del predetto con carattere di usurpazione unilaterale.

Tribunale Genova sez. I, 05/10/2021, n.3847

Furto di una bicicletta in sharing

La bicicletta che viene messa a disposizione degli utenti lungo la pubblica via nell’esercizio dell’attività di bike sharing è da considerarsi esposta per necessità alla pubblica fede; pertanto, il relativo furto è da ritenersi aggravato ai sensi dell’art. 625, comma 1, n. 7, c.p.

Cassazione penale sez. IV, 23/09/2021, n.36547

Furto di benzina contenuta nel serbatoio di camion in sosta

La circostanza aggravante del fatto commesso su cose esposte per necessità alla pubblica fede è configurabile in caso di furto avente ad oggetto la benzina contenuta nel serbatoio di un camion in sosta in un’area di servizio autostradale, trattandosi di dotazione e parte integrante del veicolo, per ciò stesso esposta, al pari di questo, alla pubblica fede, senza che possa valere ad escludere la predetta circostanza il fatto che, al momento del furto, il conducente stia dormendo all’interno del mezzo, non potendo lo stesso esercitare una forma attiva e diretta di vigilanza sul bene.

Cassazione penale sez. IV, 21/09/2021, n.37794

Furto di energia elettrica

Nel furto di energia elettrica il dolo del reato si evince dalla modalità di condotta, dalle sofisticazioni poste in essere dal prevenuto per realizzare la sottrazione ed il fine del profitto è desumibile, di per sé , dal valore economico del bene sottratto; risponde di tale reato, aggravato dalla violenza sulle cose, anche chi consapevolmente si sia avvalso dell’ allaccio abusivo operato da altri.

Tribunale Trieste, 15/09/2021, n.1368

Violenza usata sugli strumenti di protezione dei beni

Sussiste l’ aggravante della violenza sulle cose per l’ imputato che abbia manomesso, provocandone la rottura, il guasto o il danneggiamento, i beni che ha sottratto alla persona offesa anche nel caso in cui la violenza sia stata utilizzata nei confronti degli strumenti posti a protezione come i cartellini o gli involucri. (Nel caso di specie l’ imputata staccava il cartellino identificativo da un paio di scarpe e rompeva l’ involucro di calzini)

Tribunale Treviso, 14/09/2021, n.721

Furto di oggetti da un’autovettura

Il furto di oggetti che si trovano all’ interno di un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via deve considerato aggravato dall’ esposizione alla pubblica fede dei beni oggetto di furto, allo stesso tempo, però , non può ritenersi sussistente l’ aggravante dello scasso quando non siano stati individuati segni di effrazione sul mezzo né , tanto meno, i responsabili, fermati nell’ immediatezza dei fatti, erano in possesso di arnesi idonei allo scasso. Di talché può legittimamente presumersi che il mezzo fosse stato lasciato aperto.

Corte appello Cagliari sez. I, 06/09/2021, n.532

Furto con destrezza: casistica

Integra il reato di furto aggravato dalla commissione con destrezza la condotta della prevenuta che, coinvolgendo nella commissione del reato una minore, abbia sottratto vari prodotti da un’ attività commerciale occultando i beni sotto i suoi indumenti, riuscendo ad allontanarsi, venendo poi identificata mediante l’ utilizzo delle riprese delle telecamere di sicurezza del negozio.

Tribunale Treviso, 03/09/2021, n.554

Furto aggravato in un negozio

Integra le aggravanti di cui all’art. 625 n. 2 e 7 c.p. la condotta di chi, al fine di sottrarsi ai controlli dell’attività commerciale e nascondere la refurtiva, si sia introdotto nel negozio utilizzando un borsone nascosto sotto gli indumenti al solo fine di riporvi la refurtiva.

Tribunale Cassino, 22/07/2021, n.752

Furto di acqua: casistica

Integra il reato di furto aggravato di aver commesso il fatto su cose esposte alla pubblica fede la condotta del conduttore dell’immobile che, mediante la predisposizione di un tronchetto direttamente sulla montante della società persona offesa, procedeva al prelievo di acqua in assenza di qualsivoglia registrazione dei consumi. È integrata la predetta aggravante dal momento che l’acqua erogata dal servizio idrico comunale costituisce un bene destinato ad un pubblico servizio.

Tribunale Nocera Inferiore, 17/06/2021, n.1089

Tentativo di furto aggravato dalla violenza sulle cose

Ai fini della qualificazione del reato come tentativo di furto aggravato dalla violenza sulle cose o come tentativo di danneggiamento, poiché i due reati si distinguono non per la materialità del fatto, che può essere identica, ma per la finalità della condotta, occorre valutare le modalità dell’azione, i mezzi impiegati per realizzarla nonchè le caratteristiche strutturali della cosa mobile, per stabilire se l’intenzione dell’agente fosse diretta all’impossessamento della cosa mobile o, invece, al mero deterioramento della stessa.

(In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure la qualificazione, come tentativo di furto aggravato, della condotta del ricorrente consistita nel frantumare, con una violenta gomitata, il finestrino di un’autovettura parcheggiata in un’area di sosta sita sul greto di un fiume, per poi allontanarsi rapidamente a bordo della propria auto, non appena sopraggiunta altra autovettura).

Cassazione penale sez. IV, 09/06/2021, n.37532

Furto di cellulare lasciato incustodito al tavolo di bar

In tema di furto aggravato di cose esposte alla pubblica fede, il requisito della esposizione per “necessità” richiede che sia puntualmente accertata in concreto la sussistenza di una situazione determinata da impellenti e non differibili esigenze che abbiano impedito alla persona offesa di portare con sé o custodire più adeguatamente la “res” furtiva. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza dell’aggravante relativamente al furto di un telefono cellulare lasciato incustodito sul tavolino di un bar).

Cassazione penale sez. V, 30/10/2019, n.51255

Furto in abitazione

Vanno dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 656, comma 9, lettera a), c.p.p., nella parte in cui stabilisce che la sospensione dell’esecuzione di cui al comma 5 della medesima disposizione non può essere disposta nei confronti dei condannati per il delitto di furto in abitazione di cui all’art. 624 -bis, comma 1, c.p.

Non può essere tacciato in termini di manifesta irragionevolezza il differente trattamento previsto per i condannati per furto in abitazione rispetto a chi si sia stato condannato per furto con strappo (dopo la sentenza n. 125 del 2016) ovvero per altre ipotesi di furto aggravato o pluriaggravato.

Il divieto di sospensione dell’ordine dell’esecuzione trova infatti la propria ratio nella discrezionale, e non irragionevole, presunzione del legislatore relativa alla particolare gravità del fatto di chi, per commettere il furto, entri in un’abitazione altrui, ovvero in altro luogo di privata dimora o nelle sue pertinenze, e della speciale pericolosità soggettiva manifestata dall’autore di un simile reato.

Corte Costituzionale, 27/09/2019, n.216

Esposizione della cosa alla pubblica fede

Integra il reato di furto aggravato dall’esposizione della cosa alla pubblica fede la condotta di colui che si appropria dei beni mobili presenti in un edificio pubblico in disuso, in quanto il bene – indipendentemente dalla sua utilizzazione – resta di proprietà dello Stato fino a che non venga dismesso nelle forme di legge.

Cassazione penale sez. V, 18/06/2019, n.40036

Danno patrimoniale

L’art. 6, paragrafo 4, della direttiva 2012/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, e l’art. 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale in forza della quale l’imputato può domandare, nel corso del dibattimento, l’applicazione di una pena su richiesta nel caso di una modifica dei fatti su cui si basa l’imputazione, e non nel caso di una modifica della qualificazione giuridica dei fatti oggetto dell’imputazione (nella specie, l’imputazione era mutata da ricettazione a furto aggravato dall’aver causato alla vittima un ingente danno patrimoniale).

Corte giustizia UE sez. I, 13/06/2019, n.646

Furto in abitazione e furto aggravato

La condotta di colui che si introduca in una struttura alberghiera per poi introdursi in alcune camere occupate dagli ospiti, ovvero nell’unità abitativa di proprietà del titolare della struttura, al fine di impossessarsi dei loro effetti personali, integra il delitto furto in abitazione e non quello di furto aggravato dal fatto di essere commesso sul bagaglio dei viaggiatori.

Difatti, la circostanza aggravante di cui all’art. 625, comma 1, n. 6, c.p., ricorre quando la sottrazione si riferisce al bagaglio dei viaggiatori depositato o in transito negli ambienti dell’albergo di comune frequentazione o accesso, mentre la stessa non ricorre quando il bagaglio sia depositato in stanza o nell’appartamento assegnato al cliente.

Nel caso di specie, avente a oggetto il furto del portafogli dell’albergatore, custodito nell’appartamento sito all’interno dell’albergo, il Tribunale ha riconosciuto integrato il reato ex articolo 624-bis, escludendo la contestata aggravante del fatto commesso sul bagaglio dei viaggiatori.

Tribunale Lecce sez. I, 04/03/2019, n.622

Denaro sottratto dal conto aziendale

Risponde del reato di furto aggravato, e non di appropriazione indebita, la dipendente di una società, incaricata di provvedere ai pagamenti in nome della stessa, che si impossessi di somme di denaro sottraendole dal conto corrente aziendale.

(Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso che l’imputata avesse la disponibilità del denaro sottratto solo perché disponeva della “password” per operare sul conto corrente della società, rilevando che la facoltà dell’imputata di effettuare pagamenti non le conferiva una signoria autonoma sui conti correnti, trattandosi di facoltà vincolata alle istruzioni e alle direttive impartitele dai vertici societari, e che la provvista depositata sui conti correnti era sempre rimasta nella piena disponibilità dell’ente titolare).

Cassazione penale sez. IV, 31/01/2019, n.8128

Furto aggravato: denuncia

In tema di furto aggravato ai sensi dell’art. 625, comma 1, n. 7 c.p., ai fini della sussistenza dell’altruità della cosa, non occorre che sia presentata denuncia da parte del proprietario e la sua individuazione, essendo sufficiente l’accertamento dell’appartenenza della cosa stessa a soggetto diverso dall’autore del reato.

Cassazione penale sez. V, 16/01/2019, n.11220

Il reato di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento

Causa ostativa al rilascio del permesso di soggiorno è considerata solo l’ipotesi di reato di furto aggravato, di cui all’art. 625, co. 1, n. 2 c.p., consistente nell’aver commesso il reato con violenza sulle cose, non essendo invece contemplata quella dell’uso del mezzo fraudolento.

Consiglio di Stato sez. III, 14/01/2019, n.353

Furto aggravato a carico dell’extracomunitario

In presenza di una condanna per furto aggravato a carico dell’extracomunitario (delitto rientrante nelle ipotesi per le quali opera l’arresto obbligatorio ex art. 380 c.p.p.), in sede di rilascio del permesso di soggiorno la valutazione sulla pericolosità sociale è stata già compiuta dal Legislatore ex art. 4 del d.lgs. n. 286/98; non compete, quindi, al Questore alcun obbligo di valutazione sul punto, se non vi è prova dell’esistenza di vincoli familiari.

Consiglio di Stato sez. III, 11/01/2019, n.277



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