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Risarcimento danni lastrico solare: ultime sentenze

15 Marzo 2020
Risarcimento danni lastrico solare: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: ripartizione delle spese di riparazione e risarcimento danni del lastrico solare; lastrico solare dell’edificio condominiale; domanda di risarcimento dei danni provocati dalle infiltrazioni di umidità.

Danni derivanti dal lastrico solare

In caso di danni derivanti dal lastrico solare, i criteri di ripartizione delle spese necessarie alla sua manutenzione non incidono sulla legittimazione del condominio nella sua interezza e del suo amministratore.

Pertanto, la domanda di risarcimento dei danni è proponibile dal danneggiato nei confronti del condominio in persona dell’amministratore, quale rappresentante di tutti i condomini tenuti a effettuare la manutenzione, e non già del proprietario o titolare dell’uso esclusivo del lastrico, il quale può essere chiamato in giudizio a titolo personale soltanto ove frapponga impedimenti all’esecuzione dei lavori di manutenzione o ripristino, deliberata dagli altri obbligati, e al solo fine di sentirsi inibire comportamenti ostruzionistici od ordinare comportamenti di indispensabile cooperazione.

Tribunale Roma sez. VII, 09/01/2019, n.416

Lastrico solare di uso o proprietà esclusivi

Il lastrico solare dell’edificio condominiale svolge la funzione di copertura del fabbricato, anche se appartiene in proprietà superficiaria o è attribuito in senso esclusivo a uno dei condomini. Da ciò deriva che a provvedere alla sua riparazione o alla sua ricostruzione sono tenuti tutti i condomini, in concorso con il proprietario superficiario o con il titolare del diritto di uso esclusivo.

Alle relative spese, nonché al risarcimento del danno, costoro concorrono secondo le proporzioni stabilite dall’articolo 1126 del Cc, ovvero in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno. Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato la tesi dei condomini, i quali ritenevano che il riparto tra gli stessi delle spese dovesse avvenire, invece, nel caso di risarcimento del danno, secondo le tabelle millesimali.

Tribunale Nola, 24/04/2018, n.782

Dovere di custodia del condominio

In tema di responsabilità per danni del condominio, ai sensi dell’art. 2051 c.c., la responsabilità del condominio risiede nel dovere di custodia, che deve definirsi come potere di fatto sulla cosa, di regola corrispondente ad una situazione giuridica che sia almeno di detenzione qualificata e che conferisce al custode la possibilità e l’obbligo, in concreto, di escludere dalla cosa ogni situazione di pericolo che possa ragionevolmente rappresentarsi secondo criteri di normalità in un determinato contesto storico e sociale; responsabilità che va esclusa nelle ipotesi in cui ricorra il caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità.

Il Condominio, nel caso di specie, in qualità di proprietario del lastrico solare, ai sensi art. 1117, comma 1, n. 1) c.c., è obbligato ad esercitare un effettivo e non occasionale obbligo di vigilanza e custodia sul medesimo, con la conseguenza che in relazione ai danni cagionati dal lastrico solare è tenuto sia alla eliminazione della causa dei danni, che al risarcimento dei danni medesimi.

Tribunale Roma sez. VII, 03/10/2017, n.18645

Funzione del lastrico solare

Il lastrico solare, anche se attribuito in uso esclusivo o di proprietà esclusiva di uno dei condomini, svolge funzione di copertura del fabbricato e, perciò, l’obbligo di provvedere alla sua riparazione o ricostruzione, sempre che non derivi da fatto imputabile soltanto al condomino che ne abbia la proprietà esclusiva, grava su tutti i condomini (con riparazione delle spese ex art. 1126 c.c.) e quindi il Condominio, quale custode ex art. 2051 c.c. risponde dei danni che siano derivati al singolo condomino o a terzi per difetto di manutenzione del lastrico stesso.

(Nella specie, il Trib. ha accolto la domanda di risarcimento dei danni provocati dalle infiltrazioni di umidità).

Tribunale Roma sez. VII, 29/10/2013, n.21600

Infiltrazioni di acqua provenienti dal lastrico

Dei danni cagionati all’appartamento sottostante a causa di infiltrazioni di acqua provenienti dal lastrico, deteriorato per difetto di manutenzione, devono rispondere tutti i condomini tenuti alla sua manutenzione, anche se l’ammontare del risarcimento deve essere diviso secondo le proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c., vale a dire per due terzi a carico di tutti i condomini della parte dell’edificio a cui il lastrico serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno, ed il residuo terzo a carico dei titolare del diritto di proprietà superficiaria o di uso esclusivo.

Pertanto, corretta è la richiesta di risarcimento dei danni al condominio, in persona dell’amministratore, che rappresenta tutti i condomini tenuti ad effettuare la manutenzione del terrazzo in questione, ivi compreso il proprietario dell’appartamento posto allo stesso livello del terrazzo.

Tribunale Bari sez. I, 17/04/2012, n.1325

Danni da infiltrazione

In materia di condominio di edifici, la legittimazione passiva nel giudizio avente a oggetto il risarcimento dei danni da infiltrazione causati alle proprietà sottostanti spetta al proprietario del lastrico solare soltanto allorché detti danni derivino da difetto di conservazione o di manutenzione a lui imputabili in via esclusiva, spettando altrimenti al condominio.

Qualora pertanto detto proprietario, nel giudizio instaurato nei suoi confronti, intenda eccepire il proprio difetto di legittimazione, egli ha l’onere di precisare, con opportuni riferimenti agli atti processuali, che l’azione introduttiva del giudizio era stata esercitata o comunque si era rivelata, all’esito dell’istruzione, come avente a oggetto una situazione dannosa non imputabile al medesimo in via esclusiva, ma della quale doveva rispondere il condominio.

(Nella specie, ha precisato la S.C. che una tale condotta non risulta mai avere formato oggetto di prova al riguardo, neppure offerta).

Cassazione civile sez. III, 06/03/2012, n.3454

Difetto di manutenzione del soprastante lastrico solare

L’amministratore del condominio, nelle controversie non rientranti tra quelle che può autonomamente proporre, non è legittimato a resistere in giudizio per il condominio, o ad impugnare la sentenza a questo sfavorevole, senza previa autorizzazione a tanto dell’assemblea dei condomini, fermo restando peraltro che, qualora egli si sia costituito in giudizio o abbia proposto l’impugnazione senza la detta autorizzazione, il suo operato può essere ratificato dall’assemblea (eventualmente anche in seguito all’assegnazione da parte del giudice di un termine a tal fine, ai sensi dell’art. 182 c.p.c.), derivandone, in mancanza, la inammissibilità della sua costituzione in giudizio o della sua impugnazione.

(Nella specie, la S.C., premesso che la controversia, avente ad oggetto il risarcimento dei danni cagionati da infiltrazioni d’acqua verificatesi in un appartamento dell’edificio condominiale per difetto di manutenzione del soprastante lastrico solare, esulava da quelle per le quali l’amministratore è autonomamente legittimato ex art. 1131, comma 1, c.c., ha dichiarato la inammissibilità del ricorso per cassazione proposto dall’amministratore del condominio senza l’autorizzazione dell’assemblea dei condomini, non avendo il medesimo neppure provveduto, di fronte all’eccezione al riguardo sollevata da controparte, a munirsi della necessaria ratifica).

Cassazione civile sez. un., 06/08/2010, n.18331

Imperfezioni del lastrico solare

Il condominio di un edificio, quale custode dei beni e dei servizi comuni, deve adottare tutte le misure necessarie affinché le cose in comunione non rechino pregiudizio ad alcuno. Di conseguenza, risponde, ex art. 2051 c.c. dei danni cagionati alla proprietà esclusiva di uno dei condomini, ponendosi questi ultimi come terzi nei confronti del condominio stesso. Detta responsabilità del condominio è di natura oggettiva, a fronte della prova gravante sul danneggiato circa il nesso causale tra la res ed il danno. Il condominio per sottrarsi alla responsabilità può provare che il danno sia dipeso da caso fortuito, idoneo ad interrompere il nesso causale.

Pertanto in mancanza di prova in tal senso ed in presenza di danni da infiltrazione d’acqua ad un condomino, causati da imperfezioni del lastrico solare, il condominio è tenuto al relativo risarcimento.

Tribunale Salerno sez. I, 28/06/2010, n.1548

Diritto d’uso esclusivo del lastrico

È noto che il lastrico solare, come del resto le terrazze a livello, anche nell’ipotesi in cui vengano sfruttate esclusivamente da un determinato soggetto, conservano la funzione prioritaria di copertura dell’intero edificio. Si pone, pertanto, il problema di stabilire se la responsabilità per i danni da infiltrazioni provenienti dalla detta superficie debba ricadere sul proprietario esclusivo, sul condominio o su entrambi.

Nel caso in esame, l’assunto in ragione del quale deve individuarsi la legittimazione, è che queste ultime dipendano da un difetto di impermeabilizzazione, e, pertanto da un difetto delle strutture funzionali alla copertura dello stabile, e non da un cattivo utilizzo del lastrico che, in quanto tale sarebbe imputabile esclusivamente al suo proprietario. Ciò posto, la questione in ordine alla responsabilità per tale ipotesi di danno va risolta nel senso che del danno sono chiamati a rispondere tutti i condomini secondo le proporzioni di cui agli art. 1126, c.c.

Pertanto, va esclusa “la titolarità passiva” in capo al proprietario esclusivo del lastrico del diritto al risarcimento del danno invocato dal proprietario dell’appartamento interessato dalle infiltrazioni, con la precisazione che la relativa domanda va quindi proposta nei confronti del condominio in persona dell’amministratore, quale rappresentante di tutti i condomini obbligati, compreso il proprietario o titolare del diritto d’uso esclusivo del lastrico, il quale, può essere chiamato in giudizio a titolo personale soltanto ove frapponga impedimenti all’esecuzione dei lavori di manutenzione o ripristino, deliberata dagli altri obbligati, ed al solo fine di sentirsi inibire comportamenti ostruzionistici, od ordinare comportamenti di indispensabile cooperazione, non anche al fine di sentirsi dichiarare tenuto all’esecuzione diretta dei lavori medesimi.

Tribunale Bari sez. III, 05/05/2010, n.1562

Spese di riparazione del lastrico solare

In tema di condominio, la disposizione dell’art. 1126 c.c., il quale regola la ripartizione fra i condomini delle spese di riparazione del lastrico solare di uso esclusivo di uno di essi, si riferisce alle riparazioni dovute a vetustà e non a quelle riconducibili a difetti originari di progettazione o di esecuzione dell’opera, indebitamente tollerati dal singolo proprietario.

In tale ultima ipotesi, ove trattasi di difetti suscettibili di recare danno a terzi, la responsabilità relativa, sia in ordine alla mancata eliminazione delle cause del danno che al risarcimento, fa carico in via esclusiva al proprietario del lastrico solare, ex art. 2051 c.c., e non anche – sia pure in via concorrenziale – al condominio.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in controversia tra il condominio ed il proprietario del terrazzo soprastante un locale condominiale, costituente lastrico solare di tale locale, per le riparazioni necessarie ad eliminare le infiltrazioni d’acqua verificatesi nell’immobile condominiale a causa del difetto di impermeabilizzazione del terrazzo, dovuto a vetustà della relativa guaina impermeabilizzante e non già a vizi originari di progettazione o di esecuzione del manufatto, aveva ritenuto che la fattispecie fosse da sussumere nell’ambito applicativo dell’art. 2051 c.c.).

Cassazione civile sez. II, 15/04/2010, n.9084

Lastrico solare di proprietà esclusiva

In materia di condominio di edifici, la legittimazione passiva nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento dei danni da infiltrazione causati alle proprietà sottostanti spetta al proprietario del lastrico solare soltanto allorché detti danni derivino da difetto di conservazione o di manutenzione a lui imputabili in via esclusiva, spettando altrimenti al condominio.

Qualora pertanto detto proprietario, nel giudizio instaurato nei suoi confronti, intenda eccepire il proprio difetto di legittimazione, egli ha l’onere di precisare, con opportuni riferimenti agli atti processuali, che l’azione introduttiva del giudizio era stata esercitata o comunque si era rivelata, all’esito dell’istruzione, come avente ad oggetto una situazione dannosa non imputabile al medesimo in via esclusiva, ma della quale doveva rispondere il condominio.

Cassazione civile sez. III, 04/01/2010, n.20

Ricostruzioni del lastrico solare

Se alle riparazioni ed alle ricostruzioni del lastrico solare sono obbligati solo i condomini, in quanto il lastrico adempie soltanto alla funzione di copertura dell’edificio (e perciò appartiene solamente ai partecipanti al condominio), al risarcimento dei danni cagionati all’appartamento sottostante dalle infiltrazioni d’acqua derivanti dal lastrico per difetto di manutenzione sono tenuti i condomini, in proporzione alle quote riportate dalle tabelle millesimali di proprietà.

Se invece alla riparazione ed alle ricostruzioni sono tenuti, oltre i condomini, anche il titolare della proprietà superficiaria o dell’uso esclusivo perché il lastrico, oltre la funzione di copertura, al proprietario superficiario o al titolare dell’uso esclusivo offre concretamente altre utilità, dei danni rispondono in concorso tra loro, tutti gli obbligati inadempienti (condomini, proprietario superficiario, usuario esclusivo), secondo le proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c.

Vale a dire: i condomini, ai quali il lastrico serve da copertura in proporzione dei due terzi; il titolare della proprietà o dell’uso esclusivi, in ragione del terzo residuo. Il condominio, per andare esente da responsabilità deve dimostrare di essersi positivamente adoperato per risolvere a livello condominiale il problema delle infiltrazioni provenienti dai propri terrazzini senza alcun risultato utile.

La condotta non collaborativa del condominio non esime il condominio dalla responsabilità disciplinata dall’art. 2051 c.c., in ragione della natura condominiale del bene ed in assenza di prova della ricorrenza dell’esimente dal caso fortuito.

Tribunale Milano sez. X, 03/12/2009, n.14511

Domanda di risarcimento danni

Merita accoglimento la domanda di risarcimento danni provocati ad un appartamento dalle infiltrazioni di acqua meteorica riferibili all’inadeguata impermeabilizzazione della pavimentazione della sovrastante terrazza, svolgente anche la funzione di lastrico solare. Detta responsabilità è da ascrivere in solido sia al proprietario esclusivo del lastrico solare che ai condomini ai quali il lastrico solare funge da copertura.

Tribunale Roma, 17/03/2009



10 Commenti

  1. Possiedo un appartamento in una palazzina composta da 3 piani e 3 appartamenti. La palazzina è coperta da un terrazzo/lastrico solare interamente di mia proprietà. In occasione di lavori di riparazione sulla colonna di deflusso acque, che parte dal terrazzo sopra menzionato e serve tutta la palazzina, sorge la questione della suddivisione delle spese. Gli altri proprietari affermano che, in qualità di proprietario del terrazzo, la ripartizione sarebbe quella di 1/3 spettante a me e gli altri 2/3 suddivisi nuovamente per tre. Vi sarei grato di avere un Vostro parere illuminante.

    1. Le confermiamo quanto stabilito dalla Cassazione con sentenza n. 27154 del 2014.La ripartizione richiamata dai condomini riguarda l’articolo 1126 del codice civile, il quale si riferisce espressamente alla spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico.Con riguardo al caso in oggetto, da quanto si evince, l’intervento non riguarda il lastrico, in quanto tale, ma la colonna di scarico acque.D’altronde, il lastrico solare, anche se accessibile unicamente da un appartamento in proprietà esclusiva, rientra tra le parti comuni dell’edificio, essendo irrilevanti le contrarie indicazioni catastali che ne indichino l’eventuale natura privata (Cassazione civile, sez. II, 06/09/2019, n. 22339). Pertanto, il lastrico solare, pur potendo essere utilizzato in altri usi accessori, è compreso nel novero delle parti comuni dell’edificio, per il quale opera una presunzione legale di comunione e, conseguentemente, una ripartizione equa delle spese.Nel Suo caso, si aggiunge il fatto che ad essere interessato non è il lastrico solare in sé, bensì la colonna di deflusso, la quale assolve la funzione essenziale di convogliamento delle acque piovane.Tale funzione prescinde dal regime proprietario del lastrico solare, dal quale provengono le acque che si immettono nei canali essendo l’esistenza delle due strutture (lastrico e colonna) indipendenti l’una dall’altro.La stessa Cassazione afferma che non è, neppure, consentita un’interpretazione che per analogia estenda il regime dei costi di riparazione stabilito in via eccezionale dall’art. 1126 c.c..Fatta questa premessa, il consiglio è quello di rappresentare in assemblea ai condomini dissenzienti le proprie ragioni, anche alla luce di quanto sopra riferito.Se, nonostante ciò, non dovessero persuadersi e, quindi, dovessero deliberare una ripartizione delle spese ai sensi dell’art.1126 c.c., allora Lei sarebbe costretto ad impugnare la delibera davanti al tribunale competente, al fine di ottenere una sentenza di annullamento della decisione assembleare e, così, procedere alla ripartizione equa delle spese da sostenere per la riparazione della colonna in questione.

  2. Sono proprietario di un box e di tutto il lastrico solare che copre i box e l’area condominiale di questi ultimi. Sul lastrico solare, ho avviato un parcheggio aperto per auto e quest’anno , ho notato delle infiltrazioni, così ho scritto all’amministratore di essere disposto a fare i lavori di “manutenzione o straordinari” come previsto dal regolamento di condominio (ovvero nella misura de 1/3 a totale carico mio e 2/3 diviso con il condominio) da subito onde evitare che il peggioramento della situazione possa arrecare danni ai condomini e di conseguenza esserne imputato io. Molti condomini dicono che non vogliono eseguire i lavori, in quanto la causa delle infiltrazioni è da imputare alle macchine ed al loro passaggio e che quindi i lavori devo farli io. Volevo sapere se è corretto il loro pensiero e come devo comportarmi in assemblea, anche qualora, ripetutamente non sia possibile raggiungere il numero legale.

    1. Come da Lei correttamente citato, l’articolo di riferimento per la questione in esame è il 1126 del codice civile il quale, in tema di lastrici solari ad uso esclusivo, stabilisce che, quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.Ora, il ragionamento dei condomini sarebbe condivisibile laddove il lastrico solare in oggetto fosse stato area condominiale, di uso comune a tutti. In quel caso, avrebbero potuto accusarLa di aver usato impropriamente un’area di proprietà comune e, quindi, avrebbero potuto imporLe un intervento economico esclusivo.Tuttavia, nel Suo caso, il lastrico solare è di Sua proprietà esclusiva; ciò significa che Lei, in qualità di unico proprietario, può usufruirne in tutti i modi consentiti dalla legge, senza che terzi possano recriminare alcunché.Dunque, il fatto che le infiltrazioni possano essere conseguite al passaggio delle auto da parcheggiare non li esonera dall’applicazione dell’art.1126 c.c.. Diverso sarebbe stato il caso in cui tali infiltrazioni fossero dolosamente provocate da una Sua condotta; qui, ci troveremmo dinanzi ad una condotta illecita civilmente, che la vedrebbe costretta ad agire in via esclusiva per il ripristino.Ma, in assenza di prova della riconducibilità del danno a fatto esclusivo del titolare del diritto di uso esclusivo del lastrico solare, sarà necessaria la collaborazione tra Lei e il condominio, con il criterio di riparto di cui all’art.1126 c.c., dovendo quel lastrico ad uso esclusivo fungere anche da copertura per l’intero edificio (Tribunale Catania, sez. III, 18/04/2019, n. 1653).Per tali motivi, il mio consiglio è quello di far verbalizzare in assemblea quanto sopra riferito. Nel caso in cui non dovesse formarsi la maggioranza, allora la soluzione migliore – al fine di evitare il peggiorarsi della situazione – sarebbe quella di:ottenere una relazione di un perito che attesti l’improrogabilità dei lavori,eseguire i lavori a proprie spese,citare in giudizio i condomini per ottenere il pagamento di quanto esborsato per la rispettiva quota stabilita dall’art.1126 c.c..Se, invece, l’assemblea – raggiunto il numero legale – dovesse deliberare contro la Sua richiesta, rappresentando come non può essere applicata la normativa sui lastrici solari ad uso esclusivo, sarebbe necessario impugnare quella delibera in Tribunale, al fine di ottenere una sentenza del giudice che attesti le Sue ragioni.

  3. A luglio 2018, il proprietario del lastrico solare, situato sopra il mio appartamento inizia dei lavori, procurandomi dei danni. Io non gli ho mai chiesto il pagamento dei danni consapevole comunque che una parte delle spese del lavoro gliele avrei dovute dare. Ora, lui mi cita in giudizio chiedendomi il 50% delle spese del lavoro in base all’art. 1125 del Codice civile. Io, invece, credo che l’articolo corretto sia il 1126 del codice civile. Cosa ne pensate?

    1. Non è stato corretto da parte del signore, né – a maggior ragione – del suo legale, avviare un giudizio senza prima tentare con Lei e il Suo avvocato di risolvere la questione stragiudizialmente.Avrebbero, di certo, dovuto notificarLe una lettera con la quale Le chiedevano il pagamento del 50% delle spese e, solo in caso di mancato riscontro, o di riscontro negativo, provvedere ad agire in giudizio.Fatta questa premessa, come Lei ben sa, l’articolo 1125 del codice civile stabilisce che devono essere sostenute in parti uguali tra i proprietari dei due piani le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto, mentre l’articolo 1126 del codice civile si sofferma esclusivamente sulla questione lastrici solari, comandando la ripartizione da Lei correttamente riportata.Per stabilire quale articolo debba essere applicato al caso di specie, occorrerà verificare i lavori eseguiti dal proprietario del piano sovrastante e, soprattutto, quello che dichiarano, di concerto con il legale, all’interno dell’atto giudiziario ricevuto.Da quanto dedotto dalla vicenda, pare indiscusso che la questione riguardi il rifacimento del lastrico solare, ma – se loro dovessero cercare di applicare l’altra normativa, attraverso una distorta rappresentazione dei fatti – allora occorrerà dimostrare la falsità degli assunti, provando come i lavori eseguiti riguardassero solo ed esclusivamente il lastrico solare, senza intaccare la ricostruzione di soffitti e solai.Solo così si potrà sostenere, in diritto, che l’esecuzione di opere di riparazione o di ricostruzione, necessarie al fine di evitare il deterioramento del lastrico e il conseguente danno da infiltrazioni (che già c’è stato) sottostanno al criterio di riparto previsto dall’art.1126 c.c. (Tribunale Catania, sez. III, 18/04/2019, n. 1653). A questo punto, una volta valutato il contenuto dell’atto giudiziario ricevuto, il mio consiglio è quello di costituirsi ed eccepire l’errata applicazione normativa, offrendo in pagamento la quota correttamente dovuta.In aggiunta, con domanda riconvenzionale, all’interno dello stesso giudizio, chiederei il risarcimento dei danni patiti da quei lavori, visto che chi ha l’uso esclusivo del lastrico solare si trova in rapporto alla copertura dell’edificio condominiale in una posizione del tutto specifica, che se da un lato gli consente appunto l’uso esclusivo, dall’altro lo costituisce quale custode della superficie del lastrico o della terrazza, con il conseguente insorgere a suo carico di una responsabilità per danno non patrimoniale.Infine, mancando un tentativo conciliativo stragiudiziale, chiederei la condanna della controparte per lite temeraria, in quanto avrebbe potuto tentare di risolvere la questione bonariamente, invece di avviare immediatamente il giudizio in questione e così provocare le inevitabili spese legali.

    1. Alla manutenzione e al rifacimento del tetto contribuiscono tutti i condomini comproprietari in base ai rispettivi millesimi. Per decidere come ripartire le spese relative al lastrico solare occorre prima analizzarne la struttura e l’assetto proprietario. In particolare, nel caso in cui il lastrico sia inaccessibile e svolga la sola funzione di copertura, è di proprietà comune e per la sua conservazione contribuiranno tutti i condomini. Al contrario, se il lastrico è dotato di parapetti ed è calpestabile (cioè utilizzabile), servirà verificare dagli atti di acquisto se appartiene a tutti i condomini (che possono usufruirne come stenditoio, solarium, giardino pensile e altro) oppure se è in uso esclusivo o di proprietà esclusiva (o altro diritto reale) di un solo condomino, (solitamente, chi occupa l’appartamento posto all’ultimo piano dello stabile).In base al Codice civile «quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico; gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno».

    1. Sul tetto o sul lastrico solare di uso condominiale è possibile posizionare antenne o impianti fotovoltaici senza bisogno della previa autorizzazione dell’assemblea (dandone notizia all’amministratore). Tali opere non devono, però, occupare troppo spazio tanto da impedire agli altri condomini di fare altrettanto.

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