Lifestyle | Articoli

Downshifting: cos’è e come migliora la nostra vita

5 Marzo 2020
Downshifting: cos’è e come migliora la nostra vita

La società moderna spinge le persone a mantenere degli altissimi livelli di stress. Per questo si stanno diffondendo modelli di vita alternativi.

Impegnarsi, fare carriera, avere successo, guadagnare sempre più soldi. Siamo abituati a dare per scontato che, nella vita, le persone più fortunate e realizzate sono quelle che sono riuscite a scalare la scala sociale, ad ottenere un lavoro prestigioso e ben retribuito, a comprarsi una bella casa, magari in un quartiere chic di una città, ad avere una macchina nuova e costosa.

Lo spasmodico sogno del successo e della carriera spinge le persone a condurre una vita molto stressante, con ritmi lavorativi incessanti a cui, spesso, non corrisponde affatto uno stato psicologico di soddisfazione.

Per questo si moltiplicano modelli di vita alternativi e storie di persone che, pur avendo toccato con mano il successo, decidono di voltare radicalmente pagina e cambiare nel profondo il proprio stile di vita. In questo contesto, si inserisce il downshifting: cerchiamo di capire cos’è e come migliora la nostra vita.

Innanzitutto si tratta di un termine di derivazione anglossassone e ciò non è casuale. Infatti, è proprio il mondo anglosassone, ed il suo modello di business, ad aver contagiato il mondo intero con la logica del successo, dell’affermazione professionale e della carriera. E non a caso, proprio in quel contesto, è nato il downshifting come modello di vita alternativo che, rifiutando il modello dominante, predica la necessità di rallentare i ritmi della propria vita e di riappropriarsi del proprio tempo.

Che cos’è il downshifting?

Milioni di persone concepiscono, oggi, la vita come una continua rincorsa al successo, alla carriera, ai soldi, allo status sociale.

La vita diventa, in questo modo, un vortice velocissimo in cui tutto il tempo viene risucchiato dal lavoro, dai rapporti professionali, dal business. Non c’è più tempo per sè stessi, per la propria famiglia, per fare figli, per avere relazioni che non siano business oriented.

Ma la ricerca del successo equivale alla ricerca della felicità? La risposta è no. Anzi, è vero proprio il contrario. La spasmodica ricerca del successo si traduce spesso in una vita triste ed infelice, piena di frustrazioni, sensi di colpa, sensi di inadeguatezza. Anche chi arriva a toccare con mano il tanto agognato successo, molto spesso, ne resta deluso e conduce una vita piena di beni materiali ma priva di una vera e profonda serenità interiore.

Proprio come reazione a questo modello dominante si sono diffuse teorie e filosofie di vita alternative, che postulano la necessità di invertire il paradigma seguito dalla maggioranza. In questo scenario, si inserisce il downshifting, un termine sempre più diffuso e di cui si sente parlare sempre di più. Spesso, questo termine viene associato alle storie di vita di persone che affermano di aver modificato radicalmente la loro vita, migiorandone la qualità, in certi casi anche rinunciando alla propria promettente carriera lavorativa.

Molto probabilmente, ti è capitato di sentire parlare di downshifting e di sentire dire che, nel futuro, non ci sarà alternativa a questo modello di vita.

Ma che cos’è realmente il downshifting? In Italia, il downshifting viene spesso tradotto con la locuzione “semplicità volontaria“. Si tratta, in estrema sintesi, della scelta di vita di coloro che decidono di mettere al primo posto la propria felicità ed il proprio star bene.

Il downshifting è, dunque, una radicale scelta di vita: al primo posto viene posta la propria serenità e la qualità della propria vita e tutto il resto (lavoro, carriera, soldi, successo, status sociale) viene messo in secondo piano.

Il downshifting è un approccio alla vita, e rappresenta l’attuazione di un detto molto diffuso, secondo il quale, dobbiamo lavorare per vivere e non vivere per lavorare.

Come si realizza il downshifting?

Inquadrato, in generale, il fenomeno del downshifting, cerchiamo ora di capire quali sono le scelte concrete che vengono messe in campo da coloro che decidono di fare downshifting e, dunque, di imprimere una netta virata alla propria esistenza.

Il downshifting non prevede un decalogo fisso e rigido di azioni da intraprendere.

In generale, il downshifting porta chi lo abbraccia a compiere delle scelte coerenti con la nuova impostazione di vita che si è scelta: ridurre le ore di lavoro, dedicarsi maggiormente alla propria serenità, vivere in modo sostenibile.

Rientrano, dunque, nel downshifting scelte come:

  • cambiare lavoro: in alcuni casi il proprio lavoro è incompatibile con il downshifting in quanto non è possibile svolgerlo in maniera ridotta o riducendo il proprio impegno lavorativo. Chi opta per il downshifting, dunque, spesso cambia lavoro, dedicandosi ad una attività meno redditizia e meno dispensiosa in termini di tempo e di stress;
  • mettere al centro la propria serenità: il downshifting è una scelta di vita che mira alla serenità della persona. Oltre a lavorare meno ore, chi opta per il downshifting cercherà anche di dedicarsi alle attività che danno serenità, evitando invece quelle che creano ansia, tensione e tristezza;
  • etica e sostenibilità ambientale: l’individuo che sceglie il downshifting lo fa, molto spesso, anche per motivi etici ed ambientali. Di solito, dunque, chi opta per il downshifting fa anche delle scelte eticamente orientate (ad es. il consumo critico, il rifiuto di acquistare merci prodotte da bambini o da lavoratori sottopagati, etc.) nonchè coerenti con una idea di sostenibilità ambientale (es. raccolta differenziata, no all’auto privata, mezzi elettrici, no alla plastica, etc.);
  • cura degli affetti e dela famiglia: chi sceglie il downshifting mette al centro beni e valori diversi dal business e dal successo come, ad esempio, la cura dei propri affetti, della propria famiglia, dei propri amici.

A ben vedere, il downshifting non è un qualcosa di nuovo.

Ci sono state sempre, nella storia della filosofia umana, scuole di pensiero che predicavano la necessità di condurre uno stile di vita come quello professato da chi sceglie il downshifting.

La portata innovativa del downshifting è che si inserisce in un modello sociale in cui l’uomo è arrivato a dei livelli di stress e di velocità mai raggiunti prima.

Downshifting: come realizzarlo?

Leggendo storie e testimonianze di persone, spesso famose, che hanno realizzato il downshifting potrebbe sembrare molto facile decidere di imprimere questa svolta radicale alla propria esistenza. In realtà, non è così. Spesso, infatti, parlano di downshifting persone che hanno avuto la possibilità di avere degli impieghi ben retribuiti per anni e che a un certo punto, magari anche grazie alla rendita che gli deriva dalle ricchezze accumulate, decidono di fermarsi e godersi la vita senza stessarsi ulteriormente.

Di certo, quando si parte da una base economica molto solida, è facile fare una scelta di downshifting in modo radicale. Per la gran parte delle persone normali, tuttavia, un downshifting radicale non è possibile.

Oggi, molti italiani lavorano tante ore, spesso con contratti precari, per tirare fuori il minimo necessario a vivere. Come potrebbero, dunque, queste persone ridurre le proprie ore di lavoro? Chi pagherebbe loro l’affitto, le bollette, la spesa alimentare? Inoltre, mentre una persona single può anche fare scelte radicali senza dover rendere conto ad altri, chi ha messo in piedi una famiglia è legato da oneri e responsabilità famigliari che non permettono di mollare tutto e cambiare vita dall’oggi al domani. Questo non significa, però, che il downshifting sia un privilegio per pochi.

Seppure in modo non radicale, tutti noi possiamo cercare di adottare il downshifting come modello di vita ed iniziare a chiederci cosa è realmente necessario nella nostra vita e cosa no.

Ridurre le proprie esigenze è il primo passo per ridurre, anche, la propria necessità di soldi e, quindi, ridurre il tempo dedicato al lavoro. Occorre, dunque, attuare il downshifting partendo dalle piccole cose.

Chediamoci ad esempio:

  • “posso ridurre la spesa per l’acquisto di vestiti e scarpe?”;
  • “posso pagare di meno l’assicurazione auto?”;
  • “posso fare a meno di un mezzo privato e magari prendere i mezzi pubblici?”;
  • “posso ridurre il cibo che acquisto?”;
  • “posso fare a meno di uno dei tanti abbononamenti tv che ho sottoscritto?”;
  • “posso accontentarmi di una casa più piccola?”;
  • “posso risparmiare sulle vacanze?”.

Partendo da tante piccole cose, un individuo o una famiglia possono arrivare a ridurre di molto la propria spesa complessiva e decidere di tradurre questo risparmio in una riduzione del tempo di lavoro e, parallelamente, in un aumento del tempo libero da dedicare alle proprie passioni, alla propria serenità, ai propri affetti.

Downshifting: è il modello di vita del futuro?

Il downshifting, a ben vedere, è anche una risposta alla sempre più crescente esigenza di vivere una vita maggiormente rispettosa dell’ambiente che ci circonda. Una vita, per usare un termine molto in voga, sostenibile.

La riduzione delle proprie esigenze individuali e l’approccio semplice alla vita, infatti, non solo consente di risparmiare denaro e, dunque, di avere meno bisogno di lavorare. E’ anche un approccio maggiormente sostenibile sul piano ambientale.

Oggi, la popolazione occidentale ha dei livelli di consumo di risorse (cibo, acqua, energia, beni di consumo, etc.) insostenibile. Si calcola che se tutto il mondo consumasse come i soli USA ci vorrebbero 5 pianeti Terra per produrre le risorse necessarie.

La lotta al surriscaldamento globale e la ricerca della sostenibilità saranno i veri protagonisti degli anni futuri in cui l’uomo dovrà prendere atto che la sua casa sta bruciando e che egli, se non vuole bruciare insieme ad essa, deve prendere dei provvedimenti seri.

I provvedimenti da prendere, però, non sono solo le grandi scelte politiche dei potenti del mondo ma partono dalle scelte individuali di ogni singola persona, da un nuovo approccio alla vita che trova, dunque, nel downshifting la massima espressione di una vita sostenibile e rispettosa degli equilibri della nostra terra.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube