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Stipendio come badante

17 Febbraio 2020
Stipendio come badante

L’invecchiamento della popolazione rende sempre più necessario, per molte famiglie, poter contare su personale di supporto dedito alla cura della famiglia e della persona.

In Italia, l’età media della popolazione si sta alzando come, in generale, in tutta Europa. Inoltre, la tendenza delle famiglie è fare un solo figlio. Sono, dunque, molte le coppie di anziani che hanno un solo figlio in età matura.

L’invecchiamento della popolazione porta con sè delle conseguenze. In particolare le persone anziane tendono a divenire non autosufficienti ed hanno, dunque, bisogno di assistenza che, in taluni casi, può diventare un’esigenza continuativa. Per questo, oggi molte famiglie italiane, piuttosto che portare i propri anziani presso strutture geriatriche, preferiscono assumere una badante e tenerla in casa per assistere gli anziani.

La famiglia, in questi casi, diventa dunque il datore di lavoro della collaboratrice domestica. Ma a quanto ammonta lo stipendio come badante? Innanzitutto, occorre premettere che è molto diffuso, in questo settore, il lavoro in nero. Tuttavia, assumere in nero una badante è molto rischioso per una serie di motivi che vedremo.

Lo stipendio della badante può essere concordato liberamente dalla famiglia con la collaboratrice ma, in ogni caso, occorre rispettare una soglia di stipendio minima che viene fissata dalla contrattazione collettiva di settore.

Chi è e cosa fa la badante?

Si sente sempre più spesso parlare delle badanti e sono sempre più numerose le famiglie italiane che assumono, alle proprie dipendenze, una badante.

La diffusione della badante è l’effetto diretto dell’invecchiamento della popolazione e della sempre minore disponibilità dei figli e dei familiari a prendersi cura dei genitori e, in generale, delle persone anziane della famiglia. I figli, infatti, sono sempre di meno in termini numerici e sono sempre più impegnati nel lavoro e nella propria famiglia. Per questo, non hanno tempo sufficiente da dedicare all’assistenza ed alla cura dei loro genitori o parenti anziani. In questi casi, le alternative sono due: alloggiare l’anziano in una casa di riposo per anziani oppure assumere una badante direttamente in casa affinchè assista l’anziano.

Gli italiani sono, in generale, restii a scegliere la prima opzione. Molti ritengono che l’anziano, proprio in ragione della sua età avanzata, sia sempre più affezionato alla propria casa ed alle proprie abitudini e, per questo, sia preferibile lasciarlo nel suo ambiente e non portarlo in una struttura esterna.

La badante è una collaboratrice domestica che molto spesso vive direttamente nella casa dell’anziano che assiste e che viene chiamata a svolgere attività di cura e di assistenza di uno o più anziani o malati.

In particolare, la badante svolge le seguenti attività:

  • assistenza continuativa all’anziano;
  • somministrazione di farmaci all’anziano secondo il piano terapeutico indicato dal medico curante;
  • compagnia ed intrattenimento dell’anziano;
  • preparazione dei pasti per l’anziano;
  • pulizia della casa;
  • altre commissioni di volta in volta indicate dai familiari dell’anziano.

Molto spesso, le badanti sono straniere provenienti dai paesi dell’ex blocco sovietico.

Badanti: il contratto di lavoro

Il settore delle collaborazioni domestiche è uno dei settori in cui è maggiormente diffuso il lavoro nero. Ciò significa che, molto spesso, la badante lavora in casa dell’anziano senza che vi sia alcuna formalizzazione del rapporto di lavoro. Questo comporta il mancato pagamento degli oneri che gravano sul reddito dei lavoratori e, in particolare:

  • evasione delle tasse: la badante, in questo modo, non paga sui redditi che percepisce dall’anziano le tasse (imposta sul reddito delle persone fisiche);
  • evasione contributiva: nè la badante nè il datore di lavoro versano all’Inps i contributi previdenziali relativi ai redditi che la badante percepisce dall’anziano.

E’ sempre sconsigliabile assumere una badante in nero in quanto questo comporta il rischio di sanzioni pesanti. Inoltre, se la badante dovesse subire un incidente sul lavoro, la situazione si andrebbe a complicare ulteriormente e il datore di lavoro correrebbe seri rischi, anche di natura penale.

Come si assume una badante?

Al pari di ogni rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve consegnare alla badante una lettera di assunzione nella quale devono essere indicati i seguenti elementi:

  • nome, cognome, codice fiscale e altri dati identificativi del datore di lavoro;
  • nome, cognome, codice fiscale e altri dati identificativi della badante;
  • data di inizio del rapporto di lavoro;
  • natura del rapporto di lavoro (a tempo determinato o indeterminato);
  • eventuale regime di convivenza della badante con l’anziano;
  • orario di lavoro (full time o part time) e articolazione giornaliera e settimanale dell’orario;
  • retribuzione pattuita;
  • richiamo al contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile.

Al pari di ogni dipendente, entro le ore 24 del giorno precedente alla data di avvio della prestazione di lavoro, l’assunzione deve essere comunicata alle autorità preposte.

Il mancato invio della comunicazione obbligatoria di assunzione espone il datore di lavoro al rischio di vedersi comminata una sanzione amministrativa da euro 100 a 500 per ogni infrazione posta in essere.

Stipendio come badante

Per quanto concerne la retribuzione della badante, occorre fare una premessa. In Italia, non esiste una legge sul salario minimo. La determinazione della retribuzione da erogare al dipendente è, dunque, il frutto dell’applicazione di un principio costituzionale [1]: la giusta retribuzione. In base a questo principio, ogni lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto e, comunque, sufficiente a garantire a sè ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa.

Il principio costituzionale, tuttavia, non fissa un valore numerico da rispettare. Questo compito viene svolto, di fatto, dai contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Nei Ccnl, infatti, vengono fissati i cosiddetti minimi tabellari o minimi retributivi.

In sintesi, il Ccnl prevede, sulla base del livello di inquadramento del dipendente, quale sia la retribuzione minima da erogargli. Le parti, nel contratto individuale di lavoro, possono dunque prevedere liberamente lo stipendio ma non possono scendere sotto la soglia minima fissata dal Ccnl.

Per quanto concerne il rapporto di lavoro della badante, il contratto collettivo di riferimento è il Ccnl per i lavoratori domestici [2] il quale regolamenta i rapporti di lavoro domestico e famigiare.

Tra la varie norme previste nel contratto, che viene sottoscritto da Fidaldo e  Domina per parte datoriale e da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf per parte lavoratrice, troviamo anche la quantificazione degli stipendi minimi da erogare alle badanti, sulla base del livello di inquadramento.

Il valore dei minimi stipendiali viene sottoposto, periodicamente, ad aggiornamento, anche al fine di preservare il potere di acquisto dei salari ed evitare che l’inflazione riduca il valore reale degli stipendi. Per quanto concerne i valori retributivi attuali, le parti sociali firmatarie del Ccnl per i lavoratori domestici hanno reso noto di recente i nuovi minimi retributivi delle badanti 2020.

I nuovi minimi retributivi sono calcolati applicando ai vecchi livelli retributiivi la variazione dell’indice Istat, che per quest’anno è aumentato dello 0,1%. Gli importi sono quindi variati di pochissimo rispetto allo scorso anno.

Facciamo qualche esempio concreto. Per l’anno 2020, il minimo retributivo della badante con livello di inquadramento B Super e con mansione di assistenza a persona autosufficiente è pari ad una paga oraria di euro 6,13. Il minimo retributivo della badante con livello di inquadramento C Super e con mansione di assistenza a persona non autosufficiente è pari ad una paga oraria di 6,83 euro. La paga oraria sale ad euro 8,22 per una badante con livello di inquadramento D Super.

Il Ccnl fissa i minimi retributivi anche in considerazione della convivenza o meno della badante con l’anziano che è chiamata ad assistere. Le tabelle retributive variano, dunque, a seconda che la badante sia o meno convivente.

Per quanto concerne i lavoratori conviventi, alla luce dell’aggiornamento dei minini retributivi previsto per l’anno 2020, lo stipendio minimo mensile – sempre distinto sulla base del livello di inquadramento della badante – è pari a:

  • Livello A: € 636,71;
  • Livello AS: € 752,48;
  • Livello B: € 810,36;
  • Livello BS: € 868,244;
  • Livello C: € 926,14;
  • Livello CS: € 984,01;
  • Livello D: € 1.157,65;
  • Livello DS: € 1.215,53 (+ indennità pari ad € 171,18).

Le parti, nel contratto individuale di lavoro, possono anche decidere di non applicare al proprio rapporto di lavoro alcun Ccnl. Tuttavia, in ogni caso, per evitare vertenze legali, deve essere riconosciuta alla badante una retribuzione pari, almeno, ai minimi retributivi previsti dal Ccnl di settore.

La badante, in occasione del Natale e comunque entro il mese di dicembre, ha diritto ad una mensilità aggiuntiva, pari alla retribuzione maggiorata dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio (tredicesima).

Badante: quali diritti le spettano?

Si deve tenere conto che alla badante, sulla base del Ccnl per i lavoratori domestici, spettano anche altri diritti tra i quali, in particolare, segnaliamo i seguenti.

Maggiorazione della paga oraria per lavoro straordinario:

  • 25% per le ore di lavoro prestate dalle ore 6,00 alle ore 22,00 (straordinario diurno);
  • 50% per le ore di lavoro prestate dalle ore 22,00 alle ore 6,00 (straordinario notturno);
  • 60% per le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo stabilito e nelle festività infrasettimanali;
  • 40% per le ore di lavoro prestate nella mezza giornata di riposo (mancato riposo);
  • 10%per le ore eccedenti le ore 40 e fino alle ore 44 settimanali per i lavoratori non conviventi purchè nella fascia 6.00 – 22.00.

Ferie

La badante ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di servizio a prescindere dalla durata dell’orario di lavoro.


note

[1] Art. 36, Cost.

[2] CCNL per i lavoratori domestici 01/07/2013 – 31/12/2016.


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