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Titoli di Stato: il cittadino non ci guadagna più

14 Febbraio 2020
Titoli di Stato: il cittadino non ci guadagna più

Btp record a -15%: i triennali collocati a tassi sotto lo zero. Meno debiti per lo Stato italiano ma il risparmiatore deve trovare fonti alternative di investimento. 

Da un punto di vista macroeconomico è una buona notizia, anzi ottima: lo Stato, per chiedere prestiti, non dovrà più pagare interessi. Dal punto di vista del piccolo risparmiatore però è una brutta notizia, anzi pessima: gli interessi sui titoli di Stato ora sono negativi. In pratica, sull’acquisto dei Btp il cittadino non ci guadagna più.

Ciò nonostante l’ultima asta è andata meglio delle aspettative nonostante il buono del tesoro a tre anni sia stato collocato sul mercato a -0,1%, il rendimento più basso mai registrato. È stata premiata la percezione di maggiore stabilità del Governo dopo il voto in Emilia-Romagna, il che significa che lo Stato non deve più aumentare i tassi di interesse per rendere appetibili le proprie obbligazioni. La Nazione intera ne trae beneficio e il debito pubblico non schizza alle stelle. 

Insomma, il tesoro italiano torna a finanziarsi a tassi negativi, come già fa la Germania. Il che porta lo spread a una drastica diminuzione: ieri ha chiuso a 128 punti base dopo aver toccato quota 125, il minimo da maggio 2018. 

Ma c’è un’altra ragione per cui investitori e risparmiatori hanno preferito i titoli di Stato: l’emergenza coronavirus ha favorito il reddito fisso, quello cioè non dettato dai malumori della borsa. E si sa: i titoli di Stato non rendono ma sono sostanzialmente certi. 

Scontando una frenata dell’economia mondiale (per lo meno nel primo trimestre) gli investitori sono tornati a scommettere sulla rete di sicurezza delle banche centrali puntando sulla classe di investimento più direttamente interessata dagli stimoli monetari: le obbligazioni. 

E per chi invece vuole investire e ricavare qualcosa? L’alternativa più conveniente restano sempre i conti deposito che almeno offrono un tasso all’1% oppure la previdenza complementare. Leggi Cosa fare con i soldi in banca?



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