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Allegazione documenti al verbale di assemblea condominiale

14 Febbraio 2020
Allegazione documenti al verbale di assemblea condominiale

L’assemblea di condominio può rifiutarsi di allegare al verbale memorie scritte?

All’ultima riunione di condominio si è discusso di alcune questioni delicate che hanno sollevato un acceso dibattito. Anche tu hai avuto di che dire e, per avvalorare la tua posizione, hai esibito alcuni documenti e una perizia che ti è stata rilasciata da un tecnico. Per l’occasione hai anche redatto una breve memoria che hai consegnato all’amministratore dimodoché comprendesse il significato di quanto gli stavi fornendo. Hai chiesto che tali carte venissero acquisite al verbale e ne facessero parte integrante, come dei normali allegati. 

Si è subito scatenato il putiferio: gran parte dei condomini si è opposta alla tua pretesa, ritenendola illegittima sia perché non anticipata nell’avviso di convocazione, sia perché non pertinente rispetto agli argomenti posti all’ordine del giorno, sia infine per l’impossibilità a leggere il contenuto dei documenti e quindi a discuterne insieme. «Se avessimo saputo ciò – hanno immediatamente detto alcuni intervenuti – anche noi ci saremmo muniti di perizie e controdeduzioni. Ma così, si agisce di sorpresa e non ci viene data la possibilità di contestare quanto affermato dal vicino di casa».

L’amministratore, per non sollevare ulteriori polemiche, ha preferito rifiutare la consegna delle carte e rinviare semmai il tutto alla successiva riunione. È legittimo il suo operato? È tuo diritto chiedere l’allegazione di documenti  al verbale di assemblea condominiale? Ecco cosa dice in proposito la giurisprudenza.

A pronunciarsi su questa interessante questione è stato, di recente, il tribunale di Roma [1]. La sintesi della pronuncia è la seguente.

Come noto, il verbale dell’assemblea di condominio costituisce il documento che dimostra ufficialmente lo svolgimento delle attività prescritte. La sua redazione è una operazione imprescindibile del procedimento collegiale; da tale verbalizzazione, del resto, risulta anche la regolarità o meno della convocazione dei condomini con la comunicazione dell’ordine del giorno.

Secondo i giudici capitolini non è dovere dell’amministratore acquisire, al verbale dell’assemblea condominiale i documenti prodotti da un singolo condomino. Pertanto, in caso di suo rifiuto, la delibera dell’assemblea non è impugnabile.

È dunque legittima la delibera con la quale l’assemblea condominiale si rifiuta di allegare al verbale scritti, note o memorie che i condomini chiedono di inserire e considerare quale parte integrante dello stesso. 

Cosa può fare allora il condomino che voglia argomentare il suo punto di vista con delle perizie, certificazioni e altri scritti di natura tecnica? Lo suggerisce sempre il tribunale di Roma: può innanzitutto, se presente all’assemblea, illustrare verbalmente le proprie ragioni agli altri condomini, in modo che tutti sentano e possano poi ribattere. La sintesi delle sue dichiarazioni verrà messa a verbale e così confluirà nello stesso. Non solo, all’assemblea possono anche partecipare tecnici esterni (che dovranno allontanarsi tutte le volte in cui si discute di argomenti coperti da privacy); anche questi possono manifestare in via orale le proprie deduzioni che saranno così riportate nel verbale. In questo modo, si può chiedere l’intervento del proprio avvocato, di un ingegnere, di un idraulico, di un elettricista, ecc.

C’è un’altra soluzione per far avere all’amministratore eventuali note e scritti difensivi: la tradizionale raccomandata a.r. (eventualmente sostituita dalla Pec) che ciascun condomino ha il diritto di inviare al rappresentante del palazzo condominiale. Certo, in tal modo le carte non confluiscono nel verbale di assemblea ma non potranno neanche essere nascoste o strappate. Si potrà eventualmente chiedere la convocazione di una assemblea apposita per discutere della questione, se vi è la richiesta congiunta di almeno due condomini che rappresentino almeno un sesto del valore millesimale dell’edificio. 

Secondo il giudice capitolino, la delibera contestata dalla condomina che non aveva potuto allegare al verbale dell’assemblea le proprie note, era da considerarsi comunque legittima. Del resto, nel corso della riunione, si era dato atto e verbalizzato il rifiuto dell’assemblea di tale allegazione e l’interessata poteva, al fine di rappresentare le sue ragioni agli altri condomini presenti all’assemblea, far mettere a verbale ogni dichiarazione pertinente agli argomenti posti all’ordine del giorno.

Inoltre il documento che la condomina voleva allegare al verbale, conteneva una serie di lamentele apparentemente non pertinenti agli argomenti posti all’ordine del giorno, né nel corso del giudizio era stata fornita prova circa la rilevanza delle stesse, difettando quindi anche il suo interesse ad agire.

note

[1] Trib. Roma, sent. n. 2281/2020 del 3.02.2020.


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