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La Lega vuole cambiare l’Euro

14 Febbraio 2020
La Lega vuole cambiare l’Euro

Il nuovo responsabile della politica estera Giancarlo Giorgetti proclama la volontà del partito di modificare i trattati europei sulla moneta unica, senza uscirne.

Il nuovo responsabile della politica estera della Lega, Giancarlo Giorgetti, spiega oggi, in un’intervista al Corriere della Sera, riportata dall’agenzia stampa Adnkronos, la posizione attuale del partito sull’uscita dall’Euro annunciata più volte dal precedente esponente Claudio Borghi.

Ora, c’è un cambio di linea e per bocca di Giorgetti la Lega sostiene di voler restare nella moneta unica europea. Così l’attuale responsabile degli Esteri, oggi, assicura che l’uscita dall’Euro non è più un obiettivo del partito. Ma la questione viene riformulata chiedendo un cambiamento, e sottolinea che la Lega non è l’unica a chiedere riforme in questo senso.

“Noi non vogliamo uscire. Ma non siamo più i soli a dire che molto deve cambiare”, sostiene, e spiega così le ragioni: “I trattati sono stati scritti in un’altra era geologica; l’epoca Merkel si avvia a conclusione. Così non si regge. Come si fa a competere con i colossi cinesi con le nostre attuali regole sugli aiuti di Stato? Come si fa ad avere un target del 2% di inflazione che oggi non si ottiene più neanche pompando moneta?”.

Poi, quando l’intervistatore gli fa osservare che nel team dell’economia della Lega ci sono ancora Borghi e Bagnai, fautori dell’uscita dall’euro, e gli chiede: “Tenete il piedi in due staffe?” Giorgetti esclama: “Io sono il responsabile degli Esteri della Lega. E se dico che non usciamo, non usciamo. Punto”.

Giorgetti annuncia anche la possibilità di un passaggio della Lega nell’eurogruppo parlamentare dei conservatori, dove già siedono i Fratelli d’Italia. “Per me si può fare anche domani. Voglio che l’Europa ci conosca per quello che siamo e non per le etichette che ci affibbiano. Un partito di Governo da vent’anni, non una banda di fascisti come stancamente e stupidamente ripete la sinistra”.

Infine, per rassicurare che la posizione espressa è quella del vertice del partito, afferma che Salvini lo ha scelto per questo incarico di responsabile della politica estera “Perché ho esperienza, ho le mie idee, e la politica estera non può essere frutto di improvvisazione. Bisogna essere pragmatici, il mondo cambia. Si è guardato intorno e ha cercato qualcuno che avesse un’immagine di affidabilità“.


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