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Pignoramento auto: ultime sentenze

15 Marzo 2020
Pignoramento auto: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: procedura di pignoramento e custodia di autoveicoli; trascrizione; atti relativi a beni mobili; reati contro la Pubblica Amministrazione. 

Pignoramento e custodia di autoveicoli

La procedura di pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi di cui all’art. 521-bis c.p.c. presuppone l’apprensione materiale del bene da parte dell’istituto vendite giudiziarie in mancanza della quale l’espropriazione non può aver corso e deve essere dichiarata estinta.

Tribunale Mantova, Civile, Sentenza, 17 luglio 2015, n. 746

Processo di esecuzione e pignoramento di autoveicoli

Quando il debitore esecutato, custode ex art. 521 bis c.p.c., non ottemperi ai suoi obblighi non consegnando gli autoveicoli pignorati al locale Istituto di vendite giudiziarie il giudice può: a) comminargli ex art. 67, comma 1°, c.p.c. una pena pecuniaria da euro 250,00 fino a euro 500,00 (fatta salva la sua responsabilità penale e la possibilità che egli sia chiamato a rispondere del risarcimento dei danni provocati al procedente)‎; b) disporre la sostituzione del custode ai sensi dell’art. 521, comma 5°, c.p.c.; c) affidare all’I.V.G. l’incarico di stimare i beni pignorati, riservandosi in merito alla fissazione di udienza per la successiva vendita.

Tribunale Mantova, Civile, Sentenza, 13 ottobre 2015

Opposizione del terzo e pignoramento di un autoveicolo

Nei giudizi di opposizione ex art. 619 c.p.c. è onere dell’opponente allegare e provare l’esistenza di un titolo efficace ed opponibile al creditore pignorante ed ai creditori intervenuti, ossia un titolo trascritto anteriormente al pignoramento. Qualora la procedura esecutiva abbia ad oggetto beni mobili registrati, è invece sufficiente dimostrare un acquisto avente data certa anteriore al pignoramento.

Se, infine, sono stati pignorati beni mobili registrati e rilevi la fattispecie di cui all’art. 513, comma 3, c.p.c., al terzo opponente si richiede anche la dimostrazione dell’opponibilità dell’acquisto al creditore pignorante ed a quelli intervenuti nell’esecuzione, il cui regime è dettato dall’art. 2914, n. 1, c.c.. Orbene, il pignoramento di un autoveicolo deve essere trascritto, a norma degli artt. 2693 e 2694 c.c. ed ha, come la trascrizione del pignoramento immobiliare, la duplice funzione di fornire pubblicità notizia ai creditori e di rendere inefficaci, nei confronti del creditore pignorante e dei creditori intervenuti nell’esecuzione, gli atti traslativi e costitutivi di diritti sull’autoveicolo pignorato che siano compiuti dal debitore in favore di terzi dopo la trascrizione.

(Tutto ciò premesso, nella fattispecie, si è rilevato come la società opponente, su cui incombeva detto onere della prova, avesse dimostrato di essere proprietaria del veicolo oggetto di causa in virtù di atto avente data certa trascritto in data anteriore al pignoramento, con conseguente accoglimento dell’opposizione).

Tribunale Cassino, Civile, Sentenza, 7 maggio 2014, n. 479

Conversione del pignoramento con rateazione

Quando il debitore sia stato ammesso al beneficio previsto dall’art 495 c.p.c. con una rateazione, l’effetto sostitutivo non ha luogo fino al completo pagamento delle rate previste; tuttavia l’asporto dei beni può anche essere posticipato, ritenuto che la richiesta di sospensione dell’obbligo di consegna possa interpretarsi quale istanza di mantenimento della custodia dei beni, giustificabile con il non aggravare di ulteriori costi (quali ad esempio quelli di custodia presso l’IGV) oltre che ai fini di una miglior conservazione del bene, il debitore già ammesso alla conversione.

Tribunale Milano, Civile, Sentenza, 20 luglio 2015

Espropriazione mobiliare: sostituzione del custode del bene pignorato

L’iscrizione a ruolo della procedura non può ritenersi subordinata alla consegna dell’autovettura all’ I.V.G. e ciò trova plastica conferma dal fatto che la procedura è validamente iscritta a ruolo e pendente.

Tribunale Padova, Civile, Sentenza, 25 agosto 2015

Spostamento senza autorizzazione di autovettura sottoposta a sequestro

Nel delitto di sottrazione di beni sottoposti a pignoramento o a sequestro il dolo richiesto è specifico e della sua ricorrenza deve essere fornita adeguata dimostrazione. A precisarlo è la Cassazione per la quale oltre all’elemento oggettivo dello spostamento fisico, va anche provata la sussistenza del dolo specifico, consistente nella «consapevolezza di agire in contrasto con il vincolo gravante sulla cosa». Il caso deciso dalla Corte riguardava un uomo che avendo in custodia l’autovettura Audi 80, sottoposta a sequestro amministrativo perché priva di copertura assicurativa, l’avrebbe abbandonata in un parcheggio, anziché custodirla nel luogo indicato dagli agenti della Polizia stradale.

Secondo i giudici, «per la punibilità del reato è comunque necessaria la sussistenza della consapevolezza del vincolo giudiziario che grava sulla cosa e la volontà di compiere atti contrari ai doveri di custodia, in modo tale da impedire i controlli sul bene». E tale indagine era mancata nel giudizio di merito.

Corte di Cassazione, Sezione 6, Penale, Sentenza, 23 maggio 2017, n. 25756

Pignoramento e sequestro

La trascrizione del sequestropignoramento di autoveicoli – che, pur non essendo menzionata dall’art 7 del RDL 15 marzo 1927, n 436, deve essere eseguita a norma degli artt 2693 e 2694 cod civ – ha anch’essa, come la trascrizione del pignoramento immobiliare, una duplice funzione: la funzione di pubblicita notizia diretta ai creditori del debitore esecutato si da rendere possibile a costoro la conoscenza dell’eseguito sequestro-pignoramento e, quindi, il loro intervento nel processo esecutivo al fine di partecipare alla distribuzione della somma ricavata dalla vendita coatta; la funzione, poi, di rendere inefficaci, nei confronti del creditore pignorante e dei creditori intervenuti nell’esecuzione, gli Atti traslativi e costitutivi di diritti sull’autoveicolo pignorato che siano compiuti dal debitore in favore di terzi dopo la trascrizione.*

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Sentenza, 25 giugno 1977, n. 2733

Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a pignoramento

Il sequestro amministrativo di autovettura priva di copertura assicurativa, avendo come finalità soltanto quella di sottrarre il veicolo alla circolazione, non si estende automaticamente a tutti gli oggetti in esso contenuti, la cui sottrazione, quindi, non sempre costituisce reato ai sensi dell’art. 334 cod. pen.. (Nella specie, in applicazione di tale principio, è stato escluso che costituisse reato la sottrazione di un contrassegno assicurativo di pertinenza di altro veicolo, esposto su quello oggetto del sequestro).

Corte di Cassazione, Sezione 6, Penale, Sentenza, 27 luglio 2006, n. 26267

Assegnazione dell’autovettura pignorata

Poiché il mercato di autoveicoli consta di un vero e proprio listino di mercato, tant’è che i prezzi medi di compravendita di autovetture usate sono pubblicati su varie riviste, il creditore procedente può chiedere, in alternativa alla vendita (che nel caso deve necessariamente seguire le regole dettate dagli arti. 534 e ss. cpc), l’assegnazione dell’autovettura pignorata senza dover prima attendere l’esito negativo dell’incanto.

Tribunale Ascoli Piceno, Ordinanza,13 aprile 2008

Titolo esecutivo e precetto: notifica

Sussiste il reato di cui all’art. 388 comma 3 c.p., così come novellato dall’art. 87 l. 24 novembre 1981 n. 689, nella ipotesi in cui il debitore esecutato, dopo aver avuto notificato dall’ufficiale giudiziario titolo esecutivo e precetto ed aver appreso che lo stesso sta procedendo al pignoramento della sua auto posteggiata nei pressi, riesce con uno stratagemma ad allontanarsi a bordo dell’auto in questione; invero, il pignoramento mobiliare ai fini della sussistenza della responsabilità ex art. 388 c.p. deve ritenersi effettuato con l’ingiunzione ex art. 492 c.p.c. mentre la redazione del verbale ai sensi dell’art. 518 c.p.c. costituisce una formalità rilevante e costitutiva esclusivamente ai fini di una regolare continuazione del procedimento esecutivo mobiliare.

Pretura Castellammare G., 28/01/1988



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17 Commenti

  1. Se è facile nascondere un gioiello o un tappeto prima che arrivi l’ufficiale giudiziario a casa, non è altrettanto facile occultare un’auto. Peraltro, non è più possibile evitare il pignoramento del veicolo lasciandolo lontano da casa, in garage o in officina. Se infatti un tempo il pignoramento avveniva con le stesse modalità di quello mobiliare (alla presenza, cioè, dell’ufficiale giudiziario che si recava presso il domicilio del debitore e lì ricercava i beni da apprendere), oggi la ricerca di eventuali auto intestate avviene in via telematica, tramite collegamento agli archivi del Pra. Risulta, quindi, facilmente conoscibile se il debitore è intestatario o meno di una macchina: non c’è più bisogno di vederla fisicamente, avvenendo il pignoramento in modo “virtuale”, con una semplice iscrizione telematica.

  2. La mossa tipica di chi vuol evitare il pignoramento dei propri beni è fingere una vendita o intestarla a una persona compiacente, di solito un familiare, realizzando così una donazione. Tale atto è possibile solo se il pignoramento non è già avvenuto; in caso contrario verrebbe violato il divieto intimato dall’ufficiale giudiziario di disporre del bene e si commetterebbe reato.In più, quand’anche si agisca prima dell’intervento del pignoramento, il creditore può intentare una causa contro il debitore per dichiarare la cessione inefficace. Tale causa va sotto il nome di azione revocatoria e, oltre a richiedere tempo e denaro, è sottoposta a una serie di condizioni.Il creditore deve, innanzitutto, agire entro massimo 5 anni dalla cessione dell’auto. Se, quindi, il passaggio di proprietà è avvenuto molto tempo prima non può più essere contestato.In secondo luogo, in caso di donazione dell’auto, il creditore deve dimostrare che il debitore non ha altri beni di pari o superiore valore da pignorare. Invece, in caso di vendita, oltre alla predetta prova il creditore deve poter anche dimostrare che l’acquirente fosse consapevole della situazione debitoria del venditore, cosa facile solo se tra i due c’è convivenza, ma non con gli estranei o con gli altri parenti.

  3. Contrariamente a quanto spesso si crede, si può pignorare un’auto intestata a un disabile titolare della legge 104, anche se l’auto è stata acquistata con i benefici di legge dedicati proprio ai portatori di handicap. Tuttavia, se il creditore è l’Agente della Riscossione (ad es. Agenzia Entrate Riscossione), l’auto non può essere oggetto di fermo amministrativo.

  4. Una volta che il pignoramento dell’auto viene eseguito non è detto che il bene venga venduto. Esso verrà messo all’asta alla quale però potrebbero non presentarsi offerenti; in tale ipotesi il veicolo verrebbe restituito al debitore, salvo pagamento delle spese di custodia. Questa procedura però potrebbe richiedere diversi mesi, addirittura un anno, durante il quale il proprietario rimarrebbe “a piedi”. Pertanto, qualora si tratti di un debito di basso importo, questi potrà interrompere il pignoramento versando l’intera somma dovuta al creditore (con interessi e spese giudiziarie) nelle mani dell’ufficiale giudiziario.

  5. Una recente circolare del Ministero degli Interni chiarisce qual è il comportamento che la polizia deve tenere nell’ipotesi in cui accerti la circolazione su strada di un veicolo pignorato. Innanzitutto l’agente deve verificare quale tipo di pignoramento dell’auto è stato attivato dal creditore. Difatti, solo nel caso di pignoramento “telematico”, la polizia è tenuta a consegnare la carta di circolazione e il veicolo all’IVG. Senza applicare il fermo del veicolo ma annotando tutto in un verbale ad hoc. Invece, nel caso di pignoramento mobiliare, non possono fare nulla perché alcun potere è loro conferito dalla legge.

    1. Sicuramente l’auto cointestata può essere pignorata, così come è possibile per il pignoramento di qualsiasi altro bene. Chiaramente, in questi casi, il pignoramento – che in un primo momento si estende su tutto il bene – potrà portare a una sola conseguenza: la vendita del bene stesso e l’assegnazione del 50% del ricavato al comproprietario. Se, ad esempio, un’auto cointestata viene pignorata e aggiudicata all’asta, il prezzo pagato dall’offerente viene diviso: una metà viene subito restituita al contitolare del mezzo non-debitore, l’altra metà va a finire invece al creditore procedente.

    1. La legge non pone divieti al pignoramento dei beni dei disabili. Dunque anche questi ultimi possono essere oggetto di esecuzione forzata. L’unico divieto è posto all’Agente della Riscossione che non può eseguire il fermo auto sul veicolo di proprietà di un portatore di handicap. In verità non si tratta di un divieto di legge, ma lo stesso è stato desunto in via interpretativa da alcuni giudici.
      In sintesi, le cose stanno nel seguente modo:
      il creditore privato può pignorare tanto l’auto intestata a un invalido, tanto quella di proprietà di un suo familiare e da lui utilizzata per gli spostamenti dell’invalido;
      se tuttavia il creditore è l’agente della riscossione esattoriale (ad es. Agenzia Entrate Riscossione), questi non può sottoporre il mezzo al fermo amministrativo (che poi, di solito, è l’anticamera del pignoramento). Tale soluzione però non è sancita da una norma di legge ma dall’interpretazione dei giudici. In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non avvia la procedura di iscrizione del fermo amministrativo per i veicoli adibiti o destinati ad uso di persone diversamente abili e, laddove il fermo risultasse già iscritto, provvede alla sua cancellazione (per ottenere il beneficio non occorrono necessariamente l’invalidità al 100% e l’accompagnamento). Una persona affetta da invalidità che abbia ricevuto un preavviso di fermo può presentare allo sportello dell’esattore una istanza con richiesta di annullamento della misura, a cui va allegata la documentazione medica.

    1. Certamente, nel caso in cui il creditore abbia attivato la forma del pignoramento mobiliare, si tratterà semplicemente di occultare il bene, ad esempio lasciandolo in un garage lontano da casa o parcheggiato altrove. Difatti l’ufficiale giudiziario è tenuto a pignorare solo i beni che vede fisicamente. Invece, se viene attivata la seconda forma di pignoramento, quella telematica, è impossibile evitare il pignoramento dell’auto, avvenendo il tutto in modo automatico, tramite iscrizione del pignoramento al Pra in via “computerizzata”.

  6. Per il debitore che abbia subìto il pignoramento dell’auto è obbligatorio consegnare il mezzo all’Istituto Vendite Giudiziarie entro 10 giorni, altrimenti scatta il reato di mancata esecuzione di un provvedimento dell’autorità.

  7. Il pignoramento dell’auto non si fa più come una volta, con l’ufficiale giudiziario che si recava a casa del debitore e giocava alla caccia al tesoro alla ricerca del mezzo nascosto; con la conseguenza che, se non trovava la macchina nel giardino, nel garage o nelle vicinanze, la procedura aveva esito negativo.Ora il pignoramento dell’auto avviene telematicamente, con l’iscrizione della misura sul pubblico registro automobilistico tramite un click del mouse fatto sempre dall’ufficiale giudiziario, ma dal proprio ufficio. Viene poi notificato il pignoramento vero e proprio al debitore; successivamente l’ufficiale giudiziario consegna l’atto al creditore pignorante perché provveda a trascriverlo nei pubblici registri. C’è comunque bisogno della collaborazione del debitore il quale, una volta ricevuta la notifica del pignoramento, è costretto a consegnare l’automobile all’Istituto Vendite giudiziarie entro 10 giorni. Per maggiori dettagli sulla procedura, leggi Pignoramento auto.Con la notifica del pignoramento, l’ufficiale giudiziario ingiunge al debitore:di astenersi dal vendere, donare e usare la propria automobile, di cui è nominato custode provvisorio (anche contro la sua volontà, e senza diritto al compenso),di consegnarla quanto prima (e comunque non oltre 10 giorni) all’Istituto Vendite Giudiziarie che provvederà alle aste (secondo le date bandite dal giudice dell’esecuzione forzata).

    1. Se il debitore non consegna l’auto nei 10 giorni dalla notifica del pignoramento scattano, per lui una serie di conseguenze. Vediamo dunque, concretamente, cosa rischia il proprietario in caso di auto pignorata.Innanzitutto, se il debitore viene fermato dalla polizia mentre circola su strada con l’auto pignorata, e sono decorsi 10 giorni dalla notifica del pignoramento, provvede al ritiro della carta di circolazione e di tutti gli altri documenti relativi alla proprietà e uso del bene (si ricorda che il certificato di proprietà è ormai in formato digitale). In secondo luogo provvede al ritiro dell’auto, sottraendola al proprietario, per consegnarla all’Ivg.Infine la polizia segnala il debitore alla Procura della Repubblica per il procedimento penale. Infatti, il proprietario che circola con l’auto pignorata commette reato. A tanto è arrivata la Cassazione. L’illecito contestato è quello di mancata esecuzione di un ordine del giudice, punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 516. Inoltre il pubblico ministero può disporre il sequestro dell’auto, considerata corpo del reato. Si può procedere sia su denuncia del creditore che dietro constatazione della polizia.La Cassazione ricorda che, con il pignoramento, il debitore è costituito custode sino al momento della consegna del bene all’Ivg, che da tale momento subentra nella custodia del bene pignorato e ne dà immediata comunicazione al creditore pignorante.Il procedimento penale non è l’unica cosa che rischia il proprietario dell’auto pignorata. Secondo una sentenza del tribunale di Mantova il giudice può:comminare al debitore, proprietario dell’auto, una pena pecuniaria da euro 250 fino a euro 500 disporre la sostituzione del custode;affidare all’Ivg l’incarico di stimare i beni pignorati, riservandosi in merito alla fissazione di udienza per la successiva vendita.Il debitore può poi essere chiamato a rispondere degli eventuali danni provocati al mezzo.Infine, chiarisce sempre il tribunale di Mantova (leggi Se il mezzo non viene dato all’Ivg), a prescindere dalle conseguenze penali per il debitore, il pignoramento viene comunque chiuso con esito negativo. Non essendo stato possibile, infatti, recuperare la disponibilità materiale dell’auto pignorata, nessuno vorrà comprarla all’asta.In buona sostanza, se è vero che il debitore avrà ottenuto il risultato sperato – quello cioè di sottrarre l’auto alla vendita forzata – avrà però riportato conseguenze ben peggio come, appunto, il procedimento penale, la sanzione e il sequestro del mezzo.

      1. Ma se uno, ricevuta la notifica di pignoramento e di obbligo di consegna dell’auto entro dieci giorni, fa opposizione contro il decreto ingiuntivo, è tenuto lo stesso a consegnare l’auto?
        A me è successo che il giudice non è entrato nel merito della questione e ha chiuso l’esecuzione solo perché non ho consegnato l’auto, dopodiché mi è arrivata una condanna per mancata esecuzione dell’ordine di consegna, ma avendo fatto opposizione pensavo che tutto rimanesse in sospeso sino alla sentenza dell’opposizione, il mio legale non mi ha detto che dovevo consegnare l’auto ugualmente.

        1. Se nei 10 giorni il debitore non consegna l’auto e tutti i documenti di circolazione della stessa all’Istituto Vendite Giudiziarie (IGV), se la la polizia dovesse accertare la circolazione su strada del mezzo, procederà al ritiro della carta di circolazione nonché dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati; alla consegna del bene pignorato all’IVG che assumerà la custodia del bene pignorato e ne darà comunicazione al creditore pignorante. Per sottoporre il tuo caso specifico all’analisi dei professionisti del nostro network, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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