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Conseguenze legali per rissa

20 Aprile 2020
Conseguenze legali per rissa

Lite violenta tra persone: quali sono le conseguenze penali.

Sei stato coinvolto in una lite violenta mentre ti trovavi ad una festa di compleanno. Un gruppo di ragazzi ha rivolto un commento poco piacevole alla fidanzata del tuo amico e questi ha reagito senza pensarci due volte. Nel giro di un attimo, se le davano di santa ragione. Tu sei intervenuto per separarli e per difenderti hai tirato un pugno ad una persona. Sono arrivati i carabinieri (probabilmente allertati dal gestore del locale) che, ristabilita la calma, hanno preso le generalità di tutte le persone coinvolte. Ora sei preoccupato e vorresti sapere le conseguenze legali per rissa. Te lo spiego in questo articolo.

Cos’è la rissa?

La rissa è un reato [1] punito dal Codice penale con la multa fino a 309 euro. Affinché si possa parlare di rissa, però, occorre prendere parte ad una lite violenta – in luogo pubblico, aperto al pubblico oppure in una privata dimora – tra più soggetti. Si tratta, dunque, di un reato comune (nel senso che può essere commesso da chiunque) e plurisoggettivo (cioè deve essere commesso da almeno tre soggetti). 

Per la consumazione del reato, la norma richiede il cosiddetto dolo generico ovvero la coscienza e la volontà di partecipare alla lite e di voler aggredire gli altri.

Rissa: quando è reato?

In linea generale, il reato di rissa scatta quando si prende parte ad una colluttazione, dove sono coinvolte tre o più persone, con l’intento di provocare violenza agli altri. Quindi è necessario il reciproco intento aggressivo dei partecipanti di gruppi contrapposti. La rissa si configura anche quando alcune persone, a distanza tra loro, si lancino pietre o altri oggetti allo scopo di ferirsi, oppure quando la colluttazione si sviluppi in più fasi che si susseguono rapidamente nel tempo.

Facciamo un esempio per chiarire meglio questo concetto.

Paolo, Marco, Giulio e Stefano si azzuffano tra di loro tirandosi calci e pugni reciproci. Ad un certo punto, alcuni passanti si accorgono della lite e intervengono per separarli. Dopo che i passanti si sono allontanati e tutto sembra tornato alla normalità, Paolo, Marco, Giulio e Stefano riprendono a picchiarsi. In tal caso, sussiste comunque il reato di rissa sebbene la lite sia stata placata per un breve lasso di tempo.

Conseguenze legali per rissa

Supponiamo che mentre ti trovavi in una discoteca con i tuoi amici, tu sia stato costretto a reagire alle offese e agli attacchi violenti di un gruppo di persone. 

Come già detto, affinché tu possa rispondere del reato di rissa occorre dimostrare che hai agito con l’intenzione di fare del male a qualcuno. Ne consegue che qualora tu sia stato coinvolto in una rissa contro la tua volontà, nel senso che ti sei limitato a reagire alla violenza altrui, non sarai chiamato a rispondere del reato in questione. Il problema, però, è dimostrare di non essere l’autore della lite ma semplicemente una vittima.

Innanzitutto, se per sedare la rissa sono intervenuti i carabinieri è bene dare le proprie generalità. Probabilmente, gli agenti potrebbero anche chiederti informazioni utili per le indagini, ad esempio i nominativi delle persone fuggite o di quelle coinvolte nella lite, oppure i motivi della rissa. Le dichiarazioni rese, tuttavia, non saranno utilizzabili contro di te. È bene anche recarsi al pronto soccorso per curare eventuali ferite riportate durante la rissa.

A questo punto, l’unica cosa da fare in questi casi è attendere una comunicazione da parte della Procura della Repubblica. Se vieni a sapere di essere indagato per rissa, ad esempio con l’informazione di garanzia, allora potrai nominare un avvocato, depositare memorie difensive, vedere il fascicolo, chiedere di essere interrogato. Se vieni rinviato a giudizio in quanto accusato del reato di rissa, sappi che ci sarà un processo penale. In caso di condanna, rischi la multa e la reclusione da tre mesi a cinque anni qualora qualcuno riporti delle lesioni o, addirittura, perda la vita, immediatamente dopo o durante la rissa.

In conclusione, qualora tu sia stato coinvolto in una rissa solo per difenderti dall’altrui violenza, non ci saranno conseguenze penali. Se, invece, sei colpevole per aver partecipato alla rissa con l’intenzione di fare del male, allora occorre distinguere due ipotesi:

  • se dalla rissa non sono derivate lesioni oppure la morte di qualcuno, in tal caso la pena è, come già anticipato, la multa fino a 309 euro;
  • se la rissa ha provocato il ferimento o la morte di una persona, allora rischi la reclusione. Inoltre, sarai accusato anche del reato di lesione personale oppure di omicidio (cosiddetto concorso di reati) qualora sia stato tu a provocare le ferite o la morte di una persona. 

Rissa: posso invocare la legittima difesa?

Generalmente, si tende ad escludere l’applicabilità della legittima difesa al reato di rissa. Ciò in quanto le persone coinvolte nel reato in questione solitamente sono animate reciprocamente dall’intento di offendersi. Tuttavia, la Cassazione [2] ha ammesso la legittima difesa anche nel reato di rissa quando:

  • l’offesa è ingiusta;
  • c’è la necessità di difendersi;
  • la reazione è proporzionale all’offesa;
  • non è possibile la fuga.

Rissa: qual è la responsabilità del gestore?

Quando in un locale (ad esempio, in una discoteca) scoppia una rissa, il gestore è responsabile? Può essere chiamato a rispondere per un comportamento assunto da altre persone? Certo che no. Tuttavia, sul gestore pesa una responsabilità oggettiva per i danni patrimoniali e non patrimoniali causati a cose oppure a persone. In altri termini, il gestore ha il dovere di vigilare e controllare ciò che avviene nel suo locale (o nelle pertinenze, come ad esempio nel parcheggio) in modo da prevenire ed evitare eventuali danni a terzi.

Pertanto, se si verifica una rissa nel suo locale (o nelle pertinenze di esso) il gestore sarà tenuto a risarcire i danni provocati senza potersi avvalere, ad esempio, del caso fortuito. La Cassazione, infatti, ha stabilito che il gestore deve sempre prevedere che all’interno (o all’esterno) del suo locale possano verificarsi delle liti.


note

[1] Art. 588 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 36143/2019 del 11.09.2019.


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