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Ticket parcheggio: ultime sentenze

16 Marzo 2020
Ticket parcheggio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: alterare il ticket gratta; reato di falsità materiale; sosta del veicolo con ticket di pagamento esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato.

Ticket strappato dalle mani dell’automobilista

Non è configurabile il delitto di violenza privata allorquando gli atti di violenza non siano diretti a costringere la vittima ad un pati, ma siano essi stessi produttivi dell’effetto lesivo, senza alcuna fase intermedia di coartazione della libertà di determinazione della persona offesa (esclusa, nella specie, la sussistenza del delitto di violenza privata per una parcheggiatrice abusiva che, per impedire la cessione del ticket di parcheggio acquistato a terze persone, lo aveva preso dalle mani della persona offesa, lo aveva strappato e quindi buttato a terra).

Cassazione penale sez. V, 04/03/2019, n.30439

Falsità materiale commessa dal privato

Integra il reato di falsità materiale commessa dal privato l’alterazione di un ticket per il parcheggio, stante la natura certificativa ed autorizzativa di tale tagliando (fattispecie relativa all’alterazione di un ticket gratta e sosta).

Cassazione penale sez. V, 22/09/2017, n.48107

Obbligo di custodia

Nel caso specifico, ad ognuna delle barriere d’ingresso al parcheggio risulta affisso, esattamente nel punto in cui il cliente ritira il ticket di parcheggio al momento dell’entrata, l’avviso con la scritta ‘parcheggio incustodito’, con la possibilità di uscire senza ritardo dal parcheggio e senz’alcun esborso.

Ne deriva che appare pienamente rispettata la libertà contrattuale. Deve quindi ritenersi che la causa del contratto sia da ravvisarsi non già nella custodia a titolo di deposito bensì nella locazione di un’area dove lasciare in sosta l’autovettura. In tale ottica si comprende come non possa sostenersi essere vessatoria la clausola di esenzione di responsabilità che opererebbe invece ove si trattasse di un contratto di deposito, sia pure atipico.

Tribunale Mantova sez. II, 05/11/2015, n.1057

Autovettura al servizio di detentore del contrassegno

Non è previsto in alcuna norma che per l’autovettura al servizio del detentore dello speciale contrassegno di cui all’art. 12 d.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 (c.d. contrassegno invalidi), la quale sia stata parcheggiata in uno stallo a pagamento a causa dell’indisponibilità di uno di quelli riservati gratuitamente alle persone disabili (ai sensi dell’art. 11 comma 5 d.P.R. n. 503 del 1996) la sosta sia gratuita.

Gli art. 188 comma 3 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada) e l’art. 11 comma 1 d.P.R. n. 503 del 1996, prevedono per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e dai divieti e limitazioni disposti dall’autorità competente; l’obbligo del pagamento di una somma è, invece, cosa diversa dal divieto o limitazione della sosta, come del resto è confermato dal comma 4 lett. d) dell’art. 4 d.lg. n. 285 del 1992, che li considera alternativi.

Cassazione civile sez. II, 05/10/2009, n.21271

Circolazione stradale

In tema di circolazione stradale la competenza dei dipendenti del concessionario dei parcheggi (cd. ausiliari del traffico) è limitata all’accertamento delle violazioni in materia di sosta dei veicoli commesse nelle aree comunali oggetto di concessione, contrassegnate con la segnaletica orizzontale blu e specificamente destinate al parcheggio, previo pagamento di ticket; tale competenza può estendersi anche alle aree poste a servizio di quelle a pagamento, immediatamente limitrofe, ma solo a condizione che i veicoli parcheggiati precludano la funzionalità del parcheggio stesso.

Cassazione civile sez. un., 09/03/2009, n.5621

Trasporti persona invalida

E’ lecita la sosta di auto che trasporti persona invalida, munita dell’apposito contrassegno, in zona a pagamento senza corresponsione del relativo ticket, quando nel parcheggio manchino spazi riservati gratuitamente ai disabili o gli stessi siano occupati o, infine, quando nelle vicinanze non vi sia posto per la sosta.

Giudice di pace Bari, 26/05/2008, n.3525

Pannello indicante limitazioni di tempo

È esclusa la possibilità di contestare la violazione degli art. 7 e 157, comma 6, c.s. nelle aree adibite a parcheggio a pagamento mediante ticket (cd. “grattino”), qualora il segnale con la “P” bianca su fondo azzurro (figura II 76 art. 120 Reg. C.S.) non sia integrato con un pannello indicante limitazioni di tempo per la sosta, in virtù del principio di legalità sancito dall’art. 1 l. n. 689 del 1981.

Giudice di pace Bari, 04/04/2003

Ticket di pagamento esposto e scaduto

In materia di sosta a pagamento su suolo pubblico, ove la sosta si protragga oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa, si incorre in una violazione delle prescrizioni della sosta regolamentata, ai sensi dell’art. 7 c.d.s., comma 15. Infatti, poiché l’assoggettamento al pagamento della sosta è un atto di regolamentazione della sosta stessa, la sosta del veicolo, con ticket di pagamento esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato, ha natura di illecito amministrativo e non di inadempimento contrattuale, trattandosi, analogamente al caso della sosta effettuata omettendo l’acquisto del ticket orario, di una evasione tariffaria in violazione della disciplina della sosta a pagamento su suolo pubblico.

Cassazione civile sez. II, 03/08/2016, n.16258



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11 Commenti

  1. Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta del leone per non essere uccisa. Ogni mattina, in Italia, un automobilista si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta possibile per trovare parcheggio. Oramai, i posti auto gratuiti, soprattutto nelle città, sono un miraggio; restano quelli a pagamento, per i quali occorre lottare strenuamente. Ulteriore problema è che il posteggio nelle strisce blu costa un occhio della testa

  2. Una nota del 2015 del ministero dei Trasporti ha stabilito che, ai fini della legittimità delle multe per scadenza del biglietto, è necessario che vi sia un regolamento comunale a definire la sosta sulle strisce blu e a stabilire l’eventuale sanzione nel caso in cui la sosta si prolunghi più del dovuto.Secondo l’orientamento sostenuto dal ministero, dunque, non sarebbe possibile multare una persona che ha mantenuto la propria auto nel parcheggio a pagamento oltre il tempo stabilito dal ticket; al più, gli sarà possibile chiedere un’integrazione del pagamento già avvenuto.

  3. Devono essere i singoli Comuni a stabilire quale sanzione deve essere pagata nel caso di ticket del parcheggio scaduto; in assenza di previsioni, non si potrà comminare alcuna multa ma, al massimo, chiedere all’automobilista di integrare il pagamento in proporzione alla durata effettiva della sosta. Questo era l’orientamento formatosi qualche anno fa e che, come ti spiegherò nel prossimo paragrafo, è stato oramai superato.

  4. Devono essere i singoli Comuni a stabilire quale sanzione deve essere pagata nel caso di ticket del parcheggio scaduto; in assenza di previsioni, non si potrà comminare alcuna multa ma, al massimo, chiedere all’automobilista di integrare il pagamento in proporzione alla durata effettiva della sosta. Questo era l’orientamento formatosi qualche anno fa e che, come ti spiegherò nel prossimo paragrafo, è stato oramai superato. Ad ogni modo, sulla scorta di questo trend giurisprudenziale, in alcuni Comuni d’Italia è stato previsto un termine di tolleranza, cioè un breve lasso di tempo entro il quale, se ci si “pente” della propria condotta, è possibile evitare ogni sanzione. Si parla in questi casi di ravvedimento operoso: l’automobilista che non rispetta il parcheggio a pagamento, nel senso che vi sosta oltre il tempo consentito, può regolarizzare la propria posizione pagando quanto avrebbe dovuto originariamente versare per il periodo effettivo di sosta.

  5. La permanenza oltre il tempo pagato ha natura di illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale, come ha sostenuto anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Pertanto, se, tornando all’autovettura, troverai una multa tra il parabrezza e il tergicristalli per via della sosta oltre il termine stabilito dal ticket del parcheggio, sappi che potrai fare ricorso al giudice di pace, ma le probabilità di vittoria saranno minime perché si scontreranno col più recente orientamento della Corte di Cassazione.

  6. Per l’uomo che espone il biglietto del parcheggio falso sul cruscotto della propria auto non ci sono vie di fuga: deve affrontare un processo penale con l’accusa di «falsità materiale». E l’esito non è a lui favorevole perché, stando alla sentenza in commento, dovrà essere ritenuto colpevole. Solo se il ticket taroccato sia stato realizzato in modo talmente grossolano da non far cadere in errore il vigile non si rischia il penale. Ma in tal caso resta comunque la multa per violazione del codice della strada. Invece, qualora si faccia leva sulla difficoltà che potrebbe avere il verbalizzante a scrutare il “grattino” dal di fuori del vetro, allora non ci sono scappatoie a una sicura condanna.

  7. L’invalido al 100% deve essere tutelato dal Comune se è dimostrato che altre persone occupano il suo posto auto destinato ai portatori di handicap.

  8. commette il reato di violenza privata – e pertanto può essere querelato – chi parcheggia sul posto disabili “personale”, quello cioè destinato a una persona in particolare. Non è quindi il caso di chi lascia la macchina sulle strisce gialle “generiche”, quelle disseminate lungo i bordi del marciapiede e utilizzabili da tutti coloro che hanno ottenuto dal Comune il “pass”; in tal caso scatta una semplice contravvenzione.Chi trova l’auto sul posto disabili può chiamare la polizia municipale, la quale tuttavia non ha il dovere di intervenire se impegnata in altre operazioni, né può essere responsabile dell’omessa multa a chi viola la segnaletica stradale. Non è il cittadino che può dire all’amministrazione come distribuire le proprie risorse sul territorio e anche i vigili, a volte, sono insufficienti a sanzionare tutte le contravvenzioni stradali.

    1. Esistono per fortuna i cosiddetti “dissuasori di parcheggio”: di solito sono cavalletti in ferro retraibili oppure piccoli cancelli che si nascondono sull’asfalto. In questo modo, la collettività – anche coloro la cui bassa cultura non li porta a rispettare i diritti degli invalidi – è impedita dall’occupare gli spazi riservati a chi non può deambulare.Del resto se è vero che lo spostamento è un diritto, chi ha difficoltà motorie deve anche poter trovare il modo per farlo e quindi di lasciare l’auto.Ebbene il Comune, dinanzi alla triste ma ineludibile prova che un’area parcheggio destinata al portatore di handicap viene puntualmente occupata da chi non ha diritto è tenuta ad autorizzare l’installazione di questi strumenti a tutela dell’invalido o, in alternativa, altri strumenti che garantiscano il diritto al parcheggio di chi ha delle gravi minorazioni fisiche.Difatti, secondo i giudici siciliani, non è tollerabile che «le infrazioni dei singoli si giovino dell’assenza di controlli da parte dell’autorità competente».Laddove dunque la segnaletica apposta in corrispondenza dell’area di parcheggio riservata non dovesse risultare insufficiente ad evitare che altri automobilisti occupino quello spazio – circostanza sconfortante sul piano sociale, ma che neanche il Comune può negare dinanzi alle fotografie prodotte dall’interessato – allora spetta a quest’ultimo il diritto di montare dei dissuasori, previa autorizzazione dell’amministrazione. Autorizzazione che non può essere negata visto che l’ente locale è tenuto a fare tutto ciò che sia necessario per assicurare alla titolare della concessione l’effettiva fruizione del parcheggio. La sentenza in commento rammenta che, laddove i dissuasori non dovessero essere compatibili con la circolazione, si può far ricorso ad altri strumenti per assicurare ai disabili il sacrosanto diritto di parcheggio – e quindi di movimento – come ad esempio il posizionamento di telecamere in chiave deterrente o la costante presenza fisica di un vigile urbano che impedisca l’uso del parcheggio da parte di terzi o che, quanto meno, ne sanzioni sul piano amministrativo le condotte contrarie al Codice della strada, nella pronta disponibilità di un servizio di rimozione dei veicoli che occupino abusivamente il posto auto riservato.

  9. C’è un principio sacrosanto: ai disabili spetta il diritto al parcheggio se le strisce gialle sono occupate.

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