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Cosa si rischia a stare con un uomo sposato?

16 Febbraio 2020
Cosa si rischia a stare con un uomo sposato?

Si può denunciare l’amante che fa separare moglie e marito? I figli possono chiedere il risarcimento del danno per aver visto distrutta la propria famiglia?

Chi tradisce, si sa, è colpevole per la fine del matrimonio e rischia non solo di separarsi se non viene perdonato, ma anche di perdere l’assegno di mantenimento. È questa la conseguenza del cosiddetto «addebito» ossia la dichiarazione di responsabilità per la fine del matrimonio che il giudice pronuncia al termine della causa di separazione. Una conseguenza che vale tanto per l’uomo quanto per la donna, anche se è per quest’ultima che, statisticamente, si hanno maggiori pregiudizi. Difatti, è la moglie, di norma, a rivendicare il mantenimento; se, pertanto, viene scoperta con l’amante non può chiedere alcunché. 

Viceversa, per il marito che guadagna di più, scatta l’obbligo di versare gli alimenti sia che venga ritenuto colpevole o meno per la fine del matrimonio. 

Se allora è vero che l’uomo infedele non subisce alcuna conseguenza, quali sono invece le ripercussioni per la sua amante? In altri termini, cosa si rischia a stare con un uomo sposato? Cerchiamo di capire, da un punto di vista legale, quali sono le ripercussioni che ricadono sull’amante. 

L’amante è colpevole?

L’amante, estraneo alla coppia sposata, non viola alcuna legge. Non esiste una norma che vieti di fare il “guasta-famiglie”. L’obbligo della fedeltà, infatti, grava solo sui coniugi sposati e neanche sulle coppie di conviventi o di semplici fidanzati. 

Quindi, l’amante che si intromette tra moglie e marito non può né essere denunciato penalmente, né essere citato per un risarcimento del danno, anche se, a seguito del suo comportamento, il coniuge con le corna sia caduto in uno stato di depressione.

Neanche i figli possono citare in tribunale l’amante del padre per aver rovinato la loro famiglia. La legge non attribuisce loro alcun potere del genere e dovranno rassegnarsi ad avere i genitori separati per colpa di un’estranea.

Quando si può denunciare l’amante?

Eccezionalmente, la giurisprudenza ha ritenuto colpevole l’amante di diffamazione nel momento in cui va a rivelare i dettagli della propria relazione ad altre persone, mettendo così alla berlina il coniuge tradito. In questo caso, quindi, chi sta con una persona sposata e lo va a dire in giro commette reato e, pertanto, può essere querelata. Leggi sul punto: citare in giudizio l’amante si può?

Non solo. Allo stesso modo, commette un crimine l’amante che rivela la propria relazione con l’uomo sposato alla moglie di quest’ultimo. In tal caso, secondo la Cassazione, si commette il reato di molestia perché si turba la serenità familiare. Come dire: meglio cornuto e felice. Ne abbiamo parlato già in “L’amante rivela il tradimento: è reato?“. Attenzione: affinché scatti l’illecito penale è necessario che il comportamento del colpevole sia petulante e commesso in luogo pubblico o con l’uso del telefono. Se poi la condotta si fa sempre più insistente sino a integrare minacce, si potrebbe essere accusati di stalking.

Induzione al tradimento e violazione di domicilio

Ci sono altre due sentenze molto interessanti che dovrebbero far temere una denuncia all’amante di una persona sposata. La prima è quando l’estraneo corteggia insistentemente una persona sposata: secondo il tribunale di Roma [1] si configurerebbe una induzione al tradimento che darebbe diritto al risarcimento del danno. A leggere la sentenza si scopre che «il terzo che istiga o induce (mediante comportamenti positivi) il coniuge a commettere adulterio pone in essere un illecito». Si tratterebbe cioè di induzione all’inadempimento che darebbe diritto a ottenere un indennizzo per i danni morali.

Si tratta, però, di un precedente unico nel suo caso. Così com’è unica la sentenza della Corte di Appello di Cagliari [2] secondo cui l’amante che entra in casa di una persona sposata, su invito di quest’ultima ma, chiaramente, senza il consenso dell’altro commette il reato di violazione di domicilio. Potrebbe, quindi, essere denunciato alla polizia o ai carabinieri per aver invaso la sfera privata altrui, tutelata dalla Costituzione. Come dire: se corna devono essere, che siano in una camera d’albergo a ore.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni, leggi:


note

[1] Trib. Roma, sent. del 17.09.1988, in Nuova giur. civ. comm., 1989, I, 559, con nota di PALETTO; e in Contratto impr., 1990, 607, con nota di CENDON.

[2] C. App. Cagliari, sent. del 21.11.1990.

Autore immagine https://it.depositphotos.com/


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