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Si può rifiutare la mediazione?

6 Marzo 2020 | Autore:
Si può rifiutare la mediazione?

Cos’è la mediazione civile? Si può rifiutare la mediazione obbligatoria? Come respingere l’invito del mediatore? Come far fallire la conciliazione?

Al fine di favorire la conciliazione bonaria tra le parti, la legge italiana consente ai litiganti di rivolgersi presso un organismo terzo e imparziale affinché si possa raggiungere un accordo amichevole. In pratica, anziché andare in tribunale e spendere tanti soldi per una causa lunga e costosa, l’ordinamento giuridico permette la risoluzione delle controversie al di fuori delle aule giudiziarie. Mettiamo il caso che il tuo vicino, in lite con te per una questione di confini, ti inviti davanti a un mediatore per cercare una soluzione pacifica. Cosa puoi fare? Puoi rifiutare la mediazione se desideri che sia un giudice a risolvere la questione?

Con questo articolo vedremo se si può rifiutare una mediazione, cioè se le parti sono libere di rinunciare all’incontro davanti al mediatore oppure se sono costrette a farvi ricorso. Vedremo inoltre in quali casi la mediazione è obbligatoria e quando, invece, non lo è. Prosegui nella lettura se vuoi sapere se si può rifiutare la mediazione.

Mediazione: cos’è?

Una legge del 2010 [1] ha introdotto in Italia l’istituto della mediazione civile. Di cosa si tratta?

La mediazione civile è un metodo di risoluzione stragiudiziale delle controversie: in parole povere, significa che la mediazione serve a mettere d’accordo i contendenti, al fine di evitare che gli stessi ricorrano al tribunale.

La mediazione, quindi, permette alle persone di incontrarsi davanti ad un soggetto terzo (che non è un giudice) per risolvere la loro problematica. In pratica, se hai una controversia in atto per determinate questioni, potrai rivolgerti ad un organismo terzo (il mediatore, appunto) per cercare di giungere ad un accordo bonario.

Mediazione: come funziona?

Come funziona la mediazione? È molto semplice: se c’è una contesa in atto con un’altra persona (o con più persone diverse), con l’assistenza di un avvocato puoi rivolgerti a un organismo di mediazione formalmente accreditato nella tua provincia ed esporre il problema. Il mediatore provvederà a convocare le altre parti, fissando una data che possa andar bene a tutti.

Il giorno prefissato, se tutti sono presenti il mediatore comincerà ad esporre il problema e a chiedere alla parte invitata al tavolo di mediazione se è disposta a collaborare per trovare una soluzione amichevole alla questione; è qui che si aprono due scenari:

  • se la persona invitata alla mediazione presta il consenso, allora il mediatore può fissare ulteriori incontri per tentare di chiudere bonariamente la controversia;
  • se, al contrario, la persona invitata alla mediazione rifiuta di voler prendere parte alla mediazione, allora il mediatore dovrà redigere un verbale di esito negativo.

Mediazione: si può rifiutare?

Alla luce di quanto detto nel precedente paragrafo avrai già compreso che la mediazione si può rifiutare: la persona invitata dal mediatore può infatti respingere qualsiasi tentativo di giungere a una conclusione pacifica della controversia. Ma v’è di più.

La mediazione si può rifiutare perfino non presentandosi affatto, cioè declinando l’invito del mediatore a presenziare di persona. In questa ipotesi, alla data fissata dall’organismo di mediazione comparirà solamente la parte che per prima si è rivolta al mediatore nella speranza di addivenire a una conclusione bonaria della vicenda.

Dunque, la mediazione si può rifiutare in due modi:

  • non presentandosi affatto all’incontro del mediatore, respingendo così l’invito;
  • presenziando innanzi al mediatore, ma rifiutando la conciliazione, cioè negando qualsiasi tipo di collaborazione.

La legge prevede dei casi in cui la mediazione civile è obbligatoria: in altre parole, quando sorgono questioni inerenti a certi diritti, prima di andare in tribunale bisogna per forza ricorrere al mediatore. Come si fa in questi casi? La mediazione obbligatoria si può rifiutare? Scopriamolo insieme.

Mediazione: quando è obbligatoria?

Prima di vedere se la mediazione obbligatoria si può rifiutare, è bene che ti spieghi in quali casi c’è l’obbligo di rivolgersi al mediatore.

La mediazione civile è obbligatoria in materia di:

  • diritti reali (proprietà, usufrutto, usucapione, compravendite immobiliari ecc.);
  • divisione e successioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • locazione e comodato;
  • affitto di aziende;
  • risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria;
  • diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari;
  • condominio.

Dunque, se è insorta una controversia in una di queste materie, non potrai promuovere direttamente l’azione giudiziaria, ma dovrai necessariamente “passare” per la mediazione civile.

Fanno eccezione a quanto appena detto e, quindi, pur vertendo nelle suddette materie, non dovrai esperire il tentativo di mediazione, i seguenti procedimenti:

  • i procedimenti per ingiunzione (tipo quelli per decreto ingiuntivo), inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;
  • i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito;
  • i procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite;
  • i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di manutenzione e reintegrazione nel possesso;
  • i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;
  • i procedimenti in camera di consiglio;
  • l’azione civile esercitata nel processo penale.

Mediazione obbligatoria: si può rifiutare?

La mediazione obbligatoria si può rifiutare, ma solamente se sei il convenuto, cioè se sei la parte invitata a sedersi al tavolo del mediatore. Al contrario, se vuoi rivolgerti al giudice per far valere un diritto per cui è prevista la mediazione obbligatoria (pensa a un problema di determinazione dei confini tra proprietà limitrofe), allora dovrai per forza rivolgerti per prima al mediatore.

In altre parole, se la mediazione è obbligatoria, colui che intende adire la giustizia deve per forza tentare la strada della conciliazione; solamente nel caso di insuccesso del mediatore si potrà poi andare in tribunale.

Dunque, chi fa la prima mossa deve per forza andare dal mediatore e chiedere la convocazione del proprio rivale; quest’ultimo potrà tranquillamente rifiutare la mediazione, anche se obbligatoria, comportandosi esattamente come visto sopra, e cioè:

  • evitando di presenziare davanti al mediatore;
  • rispondendo alla convocazione, ma rifiutando qualsiasi tipo di conciliazione.

note

[1] D. lgs. n. 28/2010.

Autore immagine: Canva.com


2 Commenti

  1. Esposizione ineccepibile ma comunque gravemente carente.
    Manca del tutto l’aspetto che la mancata partecipazione alla mediazione giustifica irrogazione di sanzioni da parte del Giudice oltre che in certi casi costituire vero e proprio suicidio economico .
    Ma forse chi scrive non ha mai visto mediatori seri al lavoro.
    E me ne dispiaccio perchéve ne sono molti capaci e preparati che consentono di raggiungere accordi.
    Manca anche che accordo raggiunto é definizione della controversi senza rischi di impugnazioni in appello o cassazione e che procedura dura solo pochi mesi anziché assoggettare ad anni di preoccupanti notti insonni

    Comunque un po di sana onestà intellettuale é doverosa soprattutto per chi si accinge a redigere scritti divulgativi.

    Altrimenti va palesata la propria legittima contrarietà all’istituto anche se ciò denota che in 10 anni non vi é stata apertura al cambiamento.

    Avv. Elisa Fichera avvocato in Verona, mediatore e formatore per mediatori

  2. La legge sulla mediazione civile è stata emanata proprio per cercare di risolvere varie liti prima di dover accedere ai vari Tribunali e ciò allo scopo di non ingolfare vieppiù vari i Tribunali con molte cause magari di scarsa importanza.Inoltre è precisamente scritto che i due contendenti devono essere presenti di persona almeno al primo incontro di mediazione proprio per cercare di risolvere di persona uno di fronte all’altro la propria controversia con l’ottimo aiuto del mediatore.
    Questa disposizione è stata più volte confermata anche dalla stessa Cassazione tant’è che nel verbale della mediazione viene chiaramente indicato il nominativo di chi non è intervenuto così che il giudice successivamente adito a tale controversia ne tiene conto per addebitare la responsabilità al contendente che non è intervenuto.
    Quindi è obbligatoria la presenza di persona di entrambi i
    contendenti e non va neanche bene la presenza dei soli avvocati difensori.
    Purtroppo oggi il contendente invitato spesso in modo molto scorretto non si presenta e non si presenta neanche il proprio avvocato che al massimo si limita ad inviare una lettera od un fax giustificativo.
    Ciò è molto grave, va chiaramente contro lo spirito della utilissima legge sulla mediazione civile e qui suggerirei di dare una forte multa o sanzione a chi in questo modo molto scorretto non si presenta non rispettando la legge sulla mediazione che secondo me è una legge molto importante e molto utile proprio per non ingolfare in modo eccessivo i nostri Tribunali.
    La maggiore se non unica colpa di tutto ciò è da addebitare ai nostri avvocati anche cassazionisti che dovrebbero essere i primi a rispettare la legge, che si riempiono sempre la bocca con il loro codice deontologico, che stilano delle parcelle salatissime e che alla fine hanno anche il coraggio di fare uno disgustoso sciopero per protestare contro la ottima legge che blocca la prescrizione nei processi!!!
    Grazie e cordiali saluti.

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