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Lo sai che? Cartelle esattoriali: inammissibile il ricorso presentato oltre i termini

Lo sai che? Pubblicato il 19 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 settembre 2013

Chi intende contestare una cartella esattoriale deve rivolgersi al giudice entro termini predeterminati.

Per impugnare una cartella esattoriale, per infrazione alle norme del codice della strada o mancato pagamento di tributi, è necessario rispettare delle scadenze tassative, onde evitare di perdere l’opportunità di esercitare il diritto di difesa contro le richieste avanzate dall’Amministrazione finanziaria.

L’opposizione deve essere proposta entro 30 giorni dalla notifica della cartella esattoriale [1].

Ciò nonostante il ricorso si può presentare entro il 60° giorno dalla notifica della cartella, se il contribuente dimostra di essere venuto a conoscenza della violazione commessa solo con la cartella esattoriale [2]. Quindi, per usufruire di tale vantaggio, bisogna provare (nel corso del processo) che l’amministrazione non ha comunicato al cittadino l’avvio di un procedimento sanzionatorio nei suoi confronti, né tanto meno ha notificato alcun atto finalizzato a sollecitare o intimare il pagamento.

Difatti, sul fronte delle opposizioni a sanzioni amministrative, anche l’Amministrazione, nell’esigere dal cittadino l’adempimento dei crediti avanzati, è tenuta ad osservare una serie di procedure.

In estrema sintesi, ogniqualvolta si accerta la commissione di un’infrazione al codice della strada o la violazione di un dovere amministrativo, bisogna comunicarne l’esito al contribuente, mediante notifica di verbale o avviso di accertamento. Solo in secondo momento, nel caso in cui si dovesse protrarre l’inadempimento, si procederà all’iscrizione a ruolo delle somme pretese con relativa formazione e notifica della cartella di pagamento ad opera dell’agente della riscossione.

Pertanto il cittadino deve essere sempre informato delle richieste e pretese avanzate dalla pubblica amministrazione, affinché sia messo in condizione di tutelare adeguatamente i propri interessi in ogni fase del procedimento, impugnando eventualmente il provvedimento illegittimo in sede giudiziaria.

Qualora ciò non dovesse avvenire, a causa della inesatta o mancata notifica degli avvisi previsti dalla legge, il contribuente avrà la possibilità di far valere le proprie ragioni in occasione dell’impugnazione della cartella esattoriale, la cui presentazione potrà essere effettuata entro 60 giorni dalla sua notifica al legittimo destinatario.

note

[1] Art. 22, c. 1, L. 689/81.

[2] Principio più volte ribadito dalla Corte di Cassazione. In particolare nella sentenze: S.U. n.489 del 13/07/00; n. 15149 del 18/07/05; n. 9180 del 20/04/06; n.3647 del 16/02/07; n. 6493 del 11/03/08 e da ultimo nell’ ordinanza n. 3009 del 07/2/11 della III sezione della Cassazione.


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