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Pensione anticipata a 58 anni

6 Marzo 2020 | Autore:
Pensione anticipata a 58 anni
Quali lavoratori hanno il diritto di ottenere il pensionamento con largo anticipo, addirittura prima dei sessant’anni di età?
Uscire dal lavoro a 58 anni: in passato non era infrequente, dato che i requisiti per la pensione risultavano piuttosto leggeri. A causa dell’entrata in vigore della riforma Fornero [1], però, ed il conseguente inasprimento delle condizioni per il pensionamento, ad oggi l’uscita avviene normalmente una decina di anni più tardi.
I requisiti attualmente prescritti per la pensione di vecchiaia ordinaria, difatti, sono pari a 67 anni (e tali resteranno sino al 31 dicembre 2022, in base a quanto recentemente precisato dall’Inps [2]).
Tuttavia, esistono ancora delle ipotesi nelle quali i lavoratori possono ottenere la pensione anticipata a 58 anni.
La principale ipotesi riguarda le lavoratrici dipendenti che fruiscono dell’opzione donna, una particolare pensione di anzianità che consente un forte anticipo nell’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico, normalmente molto penalizzante.
Esiste poi una tipologia di pensione, la pensione anticipata ordinaria [3], che può essere ottenuta senza limiti di età: tuttavia, considerando che i requisiti prescritti sono pari a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, ed a 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne, sono veramente rarissimi casi in cui si riesce ad ottenere tale pensione a 58 anni.
Leggermente più semplice risulta raggiungere la pensione anticipata precoci, con 41 anni di contributi, che però richiede, per essere ottenuta a 58 anni di età, che l’interessato abbia iniziato a lavorare a 17 anni continuativamente, senza alcuna interruzione di carriera, o comunque senza alcun “buco contributivo”.
Ci sono poi alcune categorie di lavoratori per i quali l’età del pensionamento di vecchiaia risulta anticipata, come determinati lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti, e come le lavoratrici invalide iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti, con un’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, che si pensionano a 56 anni, con una finestra di attesa di 12 mesi.
Bisogna, infine, considerare tutte quelle forme di prepensionamento, cioè di indennità di accompagnamento alla pensione, che possono consentire, in specifici casi, anche l’uscita dal lavoro a 58 anni. Ma procediamo con ordine.

Pensione anticipata

Pensionarsi a 58 anni usufruendo della pensione anticipata non è semplice, in quanto questa forma di trattamento richiede un minimo di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, un anno in meno per le donne. Il che vuol dire che un uomo deve aver iniziato a lavorare ed a contribuire in modo continuativo, senza nemmeno una piccola interruzione, dai 15 anni, ed una donna dai 16 anni di età.
Bisogna per di più considerare che dal 2019 si applica una finestra pari a tre mesi, a partire dalla maturazione del requisito contributivo per il pensionamento: la pensione, cioè, decorre dopo tre mesi dal perfezionamento dei requisiti.
Chi ha iniziato a lavorare molto presto può anche ottenere la pensione anticipata per i lavoratori precoci. Questo trattamento è infatti riservato a coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età.
Tuttavia, non tutti i precoci possono pensionarsi a queste condizioni, ma soltanto coloro che, in possesso di contribuzione obbligatoria antecedente al 1996 ed iscritti presso una delle gestioni amministrate dall’Inps, appartengono alle seguenti categorie:
  • disoccupati di lungo corso, che hanno terminato di beneficiare dell’indennità di disoccupazione da almeno tre mesi;
  • caregiver: si tratta dei lavoratori che assistono un familiare di primo grado convivente da almeno sei mesi e portatore di handicap in situazione di gravità (in specifiche situazioni il disabile può essere anche un familiare di secondo grado);
  • invalidi civili dal 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno sei anni nell’ultimo settennio ho per almeno sette anni nell’ultimo decennio o addetti ai lavori usuranti.

Opzione donna

L’opzione donna è una particolare tipologia di pensione di anzianità, recentemente riformata dal decreto in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni [4], così come modificato dalla legge di bilancio 2020, che consente alle lavoratrici dipendenti di uscire dal lavoro nell’ipotesi in cui abbiano compiuto 58 anni di età entro il 31 dicembre 2019, e che alla stessa data possiedono almeno 35 anni di contribuzione. Le lavoratrici autonome possono ottenere questa pensione, invece, se hanno compiuto 59 anni di età e possiedono 35 anni di contributi alla stessa data.
A partire dal perfezionamento dei requisiti, si applica una finestra per la decorrenza della pensione che è pari a 12 mesi per le dipendenti ed a 18 mesi per le autonome.
In cambio del forte anticipo, l’assegno di pensione è calcolato con il sistema contributivo: si tratta di un sistema di calcolo basato sulla contribuzione accreditata e sull’età pensionabile, al contrario del sistema retributivo, che invece si basa sulle ultime retribuzioni o sugli ultimi redditi, normalmente più favorevoli. Attraverso il calcolo contributivo della pensione, si può ottenere anche una penalizzazione del 30% dell’assegno, a seconda delle ipotesi.

Pensione di vecchiaia anticipata

Le lavoratrici iscritte al fondo pensione lavoratori dipendenti (e ad alcune gestioni sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria), ed in possesso di almeno 20 anni di contribuzione, possono ottenere la pensione di vecchiaia anticipata a 56 anni, con l’attesa di una finestra pari a 12 mesi: possono quindi uscire dal lavoro addirittura prima di aver compiuto 58 anni.
Tuttavia, per ottenere questa tipologia di pensione è necessario il riconoscimento di un’invalidità pensionabile, cioè di un’invalidità al lavoro non generica, almeno in misura pari all’80%. Anche gli uomini possono beneficiare di questa tipologia di pensione, ma a 61 anni di età.

Prepensionamento

Oltre ai trattamenti pensionistici elencati, non bisogna dimenticare che in alcuni casi è possibile uscire dal lavoro a 58 anni con le prestazioni di accompagnamento alla pensione. Alcuni trattamenti di prepensionamento, come l’isopensione e l’assegno straordinario, consentono difatti di anticipare sino a sette anni i requisiti per la pensione di vecchiaia ed anticipata ordinarie: chi è più vicino alla pensione di vecchiaia non riesce a pensionarsi a 58 anni, in quanto il requisito prescritto per quest’ultimo trattamento è pari a 67 anni. Chi possiede molti anni di contributi può però riuscire ad anticipare l’uscita dal lavoro sino ai 58 anni di età, ed in specifici casi anche prima, anticipando il requisito per la pensione anticipata ordinaria sino a 7 anni.
Più difficile, ma non troppo, ottenere la pensione anticipata a 58 anni attraverso il contratto di espansione: i lavoratori delle aziende interessate da questa tipologia contrattuale possono difatti ottenere uno scivolo per la pensione anticipata o di vecchiaia cinque anni prima.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] Inps circ. 19/2020.

[3] Art.24 co.10 D.L: 201/2011.

[4] D.L. 4/2019.


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