Bonus facciate anche per balconi e inquilini

15 Febbraio 2020 | Autore:
Bonus facciate anche per balconi e inquilini

L’Agenzia delle Entrate riconosce l’agevolazione anche per i balconi e fregi ornamentali esterni, e quando le spese dei lavori sono state sostenute dagli affittuari.

È arrivata la circolare con le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate per usufruire del nuovo bonus facciate 2020, che offre la detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2020.

La guida, pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, fornisce tutte le informazioni necessarie per permettere ai contribuenti di fruire del bonus facciate e contiene anche i primi chiarimenti sugli adempimenti da seguire, sugli interventi agevolabili e sui soggetti che possono accedere al beneficio.

Qui ti spieghiamo le novità che riguardano l’ok dell’Agenzia delle Entrate al riconoscimento del bonus facciate anche per i balconi e per gli inquilini. Vediamo da vicino questi aspetti.

Bonus facciate per i balconi

Per ottenere il riconoscimento del bonus facciate l’Agenzia delle Entrate precisa che “gli interventi devono essere finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle ”strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi”.

L’Agenzia delle Entrate specifica che l’ agevolazione, riguarda “gli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile”, dunque l’intero perimetro esterno.

Così, con questa specificazione, l’Agenzia chiarisce che “tra i lavori agevolabili rientrano quelli per il rinnovo e consolidamento della facciata esterna dell’edificio, inclusa la mera tinteggiatura o pulitura della superficie, e lo stesso vale per i balconi o per eventuali fregi esterni. E ancora, lavori sulle grondaie, sui pluviali, sui parapetti, sui cornicioni e su tutte le parti impiantistiche coinvolte perché parte della facciata dell’edificio”.

Il riconoscimento della detrazione è esteso anche – sottolinea l’Agenzia delle Entrate – alle “spese correlate agli interventi e alla loro realizzazione, ad esempio perizie, sopralluoghi, progettazione dei lavori,
installazioni di ponteggi, ecc. Anche gli interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio rientrano nel campo del bonus facciate”. Questi lavori termici però per essere ammessi in detrazione devono soddisfare i requisiti di legge [1].

Bonus facciate per gli inquilini

Grazie ai chiarimenti forniti nella nota dell’Agenzia delle Entrate, emerge che adesso anche gli inquilini potranno usufruire del bonus facciate.

“Ai fini della detrazione – precisa l’Agenzia – i soggetti beneficiari devono possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) oppure detenere l’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario”.

Perciò gli affittuari ed anche coloro che hanno ricevuto l’immobile in comodato, purché siano muniti di un contratto regolarmente registrato, potranno ottenere il bonus, se prima di effettuare i lavori hanno ottenuto il consenso del proprietario alla loro esecuzione.

Bonus facciate: come ottenerlo

Per ottenere l’agevolazione e dunque il riconoscimento della detrazione fiscale al 90%, i contribuenti devono effettuare il pagamento delle spese tramite bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Inoltre, è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore- come nel caso dell’inquilino che abbiamo esaminato – gli estremi di registrazione del contratto di locazione oppure di quello di comodato gratuito.

L’Agenzia ricorda che possono essere utilizzati per il bonus facciate i bonifici predisposti dalle banche e dalle Poste per il pagamento delle spese ai fini dell’ecobonus o della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia.

Per gli interventi che influiscono dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio si applicano anche le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti per l’ecobonus ed entro 90 giorni dalla fine dei lavori dovrà essere inviata all’Enea, esclusivamente in via telematica, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

È obbligatorio, infine, conservare ed esibire, su richiesta degli uffici, tutta questa documentazione, con tutte le pezze d’appoggio sottostanti comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi; nel caso di interventi su parti condominiali, bisognerà conservare la copia della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori.

Bonus facciate: quali spese sono ammesse

Le spese riconosciute sono quelle da imputare al periodo di imposta 2020, precisa l’Agenzia delle Entrate. Precisamente, “si deve far riferimento al criterio di cassa, ovvero, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi. Ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a luglio 2019, ma con pagamenti effettuati sia nel 2019 che nel 2020, consentirà la fruizione del bonus, ma solo con riferimento alle spese sostenute nel 2020; la parte pagata nel 2019 resterà esclusa.

Quanto abbiamo detto vale per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali. Invece per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, l’Agenzia sottolinea che  “si guarderà al ‘criterio di competenza‘ e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti”.


note

[1] Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 26 giugno 2015 (conosciuto anche come Decreto ”requisiti minimi”), con i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l’involucro edilizio.


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2 Commenti

  1. Rientra nel bonus 90% (terrazzo in aggetto) il rifacimento del pavimento perchè danneggiato dal parapetto del quale deve essere sostituita completamente la cimase, conpresa la parte laterale ed alcuni pilastrini ?

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