Lavoratori specializzati cercasi

15 Febbraio 2020
Lavoratori specializzati cercasi

Gli imprenditori, soprattutto nel Nord-Est, incontrano molte difficoltà ad assumere le figure di cui hanno bisogno. Le posizioni aperte e la situazione al Sud.

Il lavoro è poco, ossia scarseggia – parafrasando il tormentone di un trio comico in voga negli anni Ottanta – ma il personale specializzato ancora di più. Gli imprenditori, soprattutto del Nord-Est, trovano parecchie difficoltà a reperire dipendenti adatti alle loro richieste. Una difficoltà che va oltre la congiuntura attuale, che non è delle migliori, e anche oltre gli effetti economici del coronavirus, ancora difficilmente quantificabili.

Dallo studio della Cgia sulle entrate programmate dagli imprenditori a gennaio 2020 (Unioncamere-Anpal), risulta che il 32,8 per cento delle assunzioni previste sono di difficile reperimento a causa dell’impreparazione dei candidati o, addirittura, per la mancanza degli stessi. Lo rende noto l’agenzia stampa Adnkronos. Su poco meno di 500mila assunzioni previste a gennaio di quest’anno, il 32,8 per cento degli imprenditori intervistati ha segnalato che, probabilmente, troverà molte difficoltà a coprire questi posti di lavoro (poco più di 151.300), di cui il 15,7 per cento a causa della mancanza di candidati (poco meno di 72.500) e un altro 13,8 per cento per la scarsa preparazione (circa 63.700). «L’offerta di lavoro si sta polarizzando – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo – da un lato gli imprenditori cercano sempre più personale altamente qualificato, dall’altro le figure sono caratterizzate da bassi livelli di competenze e specializzazione. Se per i primi le difficoltà di reperimento sono strutturali – per lo scollamento tra la scuola e il mondo del lavoro – i secondi, invece, sono profili che spesso i nostri giovani rifiutano e solo in parte vengono coperti dagli stranieri».

A livello provinciale le situazioni più problematiche emergono a Nord-Est. Se nella provincia di Gorizia il personale di difficile reperimento incide per il 48,1 per cento sul numero delle assunzioni previste, a Trieste è il 45,5, a Vicenza il 44,6, a Pordenone il 44,2 e a Treviso il 42,3. Le figure professionali maggiormente richieste al Nord, che la domanda non riesce a soddisfare, sono i tecnici informatici, gli addetti alla vendita e gli esperti in marketing, i progettisti, gli ingegneri, i cuochi, i camerieri, gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici. «Quest’anno – afferma il Segretario Renato Mason – sul fronte del mercato lavoro, si profila una crescita dell’occupazione a livello nazionale dello 0,4 per cento, anche se in riduzione rispetto allo 0,6 registrato l’anno scorso. Si rischia, pertanto, di interrompere un trend particolarmente favorevole, soprattutto per i giovani che, secondo i dati Istat relativi al 2019, hanno registrato una flessione significativa del tasso di disoccupazione, raggiunto grazie alla buona performance dell’apprendistato che costituisce ancora adesso il contratto più utilizzato per consentire agli under 25 di entrare nel mercato del lavoro».

La situazione al Sud

Sebbene al Sud la difficoltà a trovare i profili richiesti dalle aziende sia ovviamente inferiore rispetto al Centro-Nord, la percentuale media di difficile reperimento è comunque al 27,5 per cento, con punte del 35,7 per cento a Chieti, del 34,4 per cento a Teramo, del 32,5 a Siracusa, del 32,2 a Potenza, del 31,7 a Taranto, del 31,6 all’Aquila e del 30,6 a Cagliari. Analizzando l’elenco delle professioni di difficile reperimento, emerge che in tutte le principali province del Sud (Bari, Catania, Caserta, Foggia, Lecce, Messina, Napoli, Palermo e Salerno), le imprese faticano a trovare sul mercato cuochi, camerieri, altre professioni dei servizi turistici e, in particolar modo, conduttori di mezzi di trasporto, ovvero gli autotrasportatori.


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