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Licenziamento del dirigente: da impugnare entro 60 giorni

19 Settembre 2013
Licenziamento del dirigente: da impugnare entro 60 giorni

Anche i dirigenti sono tenuti a impugnare il licenziamento con raccomandata entro 60 giorni dalla comunicazione ricevuta dal datore di lavoro.

Anche ai dirigenti si applica la disciplina ordinaria prevista in materia di licenziamento: pertanto, il dirigente che voglia impugnare il licenziamento deve contestarlo (con una raccomandata a.r. indirizzata al datore di lavoro) entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta (cosiddetta fase stragiudiziale), e, poi, successivamente, deve intraprendere l’azione davanti al giudice entro 180 giorni dalla data di impugnazione stragiudiziale (cosiddetta fase giudiziale). Per maggiori approfondimenti sulla disciplina generale leggi l’articolo “Come si contesta il licenziamento: impugnazione stragiudiziale e giudiziale”.

A tale conclusione è pervenuto il tribunale di Milano in due recenti sentenze [1], in cui si affronta la questione dell’applicabilità, nei confronti dei dirigenti, delle regole che, nel 2010 [2], hanno introdotto specifici termini di decadenza per chi vuole impugnare un licenziamento.

Per lungo tempo, i giudici hanno ritenuto che ai dirigenti non si applicasse il termine di impugnazione stragiudiziale di 60 giorni. Ma, con il collegato lavoro introdotto nel 2010 [2],  l’ampia e generica formulazione utilizzata dalla nuova norma – secondo la sentenza in commento – non lascia spazio a dubbi: anche i dirigenti sono tenuti a rispettare il termine di 60 giorni per impugnare il licenziamento nullo o ingiustificato.


Se licenziato ingiustificatamente, il dirigente può impugnare detto provvedimento di espulsione a condizione che lo faccia entro 60 giorni dalla comunicazione, inviando al datore di lavoro una lettera di contestazioni.

Da tale data, poi, decorre un ulteriore termine, di 180 giorni, per intraprendere la causa.

Se tali scadenze non vengono rispettate, il licenziamento, per quanto illegittimo, non potrà più essere annullato dal giudice.

Conviene, quindi, anche al dirigente, non appena licenziato, contattare un legale per la formale contestazione del licenziamento subìto.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 2797 del 9.07.2013.

[2] L. 183/2010.


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