Diritto e Fisco | Articoli

Legge sulla trasparenza amministrativa: cosa prevede

17 Febbraio 2020
Legge sulla trasparenza amministrativa: cosa prevede

L’accessibilità ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni non costituisce esclusivamente uno strumento di tutela per i privati ma è anche un efficace mezzo per la lotta alla corruzione.

L’azione della pubblica amministrazione deve essere rispettosa del principio di trasparenza. Difatti, a contrario di quanto avveniva fino all’inizio degli anni novanta, quando vigeva una sostanziale segretezza su tutti gli atti della pubblica amministrazione, il legislatore moderno ha previsto il diritto di accesso agli atti e ai documenti nella legge sul procedimento amministrativo [1], al fine di rendere pubblico il procedimento di formazione degli atti e la pubblicazione del provvedimento finale.

Con il diritto di accesso, quindi, sorge in capo agli interessati il diritto di ottenere una copia degli atti amministrativi e di prendere visione dei documenti relativi a procedimenti amministrativi che li riguardano.

In seguito, l’attuazione della piena trasparenza amministrativa è stato il filo conduttore alla base della normativa [2] con cui il legislatore ha imposto alle pubbliche amministrazioni ulteriori obblighi di pubblicità e trasparenza e con cui è stato previsto il cosiddetto accesso civico, riformato ed ampliato dalla recente novella normativa [3].

Ma come mai la trasparenza amministrativa è così importante per il legislatore moderno? È importante comprendere della legge sulla trasparenza amministrativa: cosa prevede, a chi sono dirette le diverse normative e quali finalità si pongono.

Diritto di accesso agli atti e ai documenti amministrativi

Il diritto di accesso agli atti e ai documenti amministrativi è teso a garantire che la pubblica amministrazione svolga la sua azione in modo imparziale e trasparente.

Tuttavia, non è consentito un accesso agli atti generalizzato: possono accedervi solo i soggetti che vantano una posizione qualificata e differenziata rispetto alla generalità dei consociati.

Cosa vuol dire una posizione qualificata e differenziata? Per prima cosa, che non puoi accedere a quei determinati atti per attuare un controllo generalizzato sull’operato dell’amministrazione pubblica, ma devi vantare un interesse specifico.

L’interesse può definirsi specifico se è attuale, ossia l’interesse all’accesso deve emergere già al momento della richiesta di accesso (ad esempio, non puoi fare richiesta di accesso perché forse un giorno potresti decidere di agire in giudizio); se è concreto, vale a dire se è evidente che ci sia un diritto da tutelare; se è personale, è necessario che sussista un collegamento tra te e il provvedimento.

Nei confronti di chi è possibile esercitare il diritto di accesso

Il diritto di accesso è esercitabile nei confronti di diversi soggetti passivi.

In primis, ovviamente, vi rientrano le pubbliche amministrazioni, senza alcuna distinzione se centrali o periferiche, di Stato, Regioni, Province, Comuni, città metropolitane e Comunità montane; enti pubblici; gestori di pubblici servizi (i gestori di pubblici servizi sono soggetti privati che, poiché sono abilitati allo svolgimento di attività pubbliche in forza di un provvedimento amministrativo, devono necessariamente sottostare alla legge sul provvedimento amministrativo); le aziende autonome e le aziende speciali; le Autorità di garanzia e di vigilanza; le amministrazioni europee e, infine, le imprese di assicurazione per quel che attiene i contratti di assicurazione obbligatoria per i danni derivanti dalla circolazione di veicoli a motore e natanti.

Come si esercita il diritto di accesso

L’accesso ad un documento detenuto dalla pubblica amministrazione può essere esercitato con l’esame (la visione quindi) e l’estrazione di copia. L’accesso è gratuito ma, qualora tu richieda delle copie, dovrai corrispondere all’amministrazione procedente le spese sostenute per la riproduzione del documento. Per poter esercitare il tuo diritto dovrai indirizzare una richiesta informale (anche in via orale) alla pubblica amministrazione che detiene il documento, enunciando espressamente i motivi per cui richiedi l’accesso al documento.

Nel caso in cui l’amministrazione ravvisi l’esistenza di un controinteressato, tuttavia, sarai invitato a presentare una richiesta formale, in modo che questa possa essere comunicata anche al soggetto che vanta un interesse contrario rispetto al tuo diritto.

Dal momento della presentazione della richiesta decorrono trenta giorni, trascorsi i quali, se l’amministrazione rimane in silenzio, la richiesta si ritiene respinta. Se la richiesta è accolta, invece, si procederà direttamente all’esibizione del documento. L’accesso può, però, anche essere differito. In tal caso la pubblica amministrazione ha l’obbligo di indicare la durata del differimento resosi necessario perché potrebbe ritardare o compromettere l’attività amministrativa [4].

La risposta dell’amministrazione, invece, dovrà essere obbligatoriamente negativa qualora ricorra uno dei limiti tassativi previsti dal legislatore [5]. Tali limiti sono legati alla necessità di non divulgare documenti contenenti informazioni coperte dal segreto di Stato, informazioni sui collaboratori di giustizia o su sequestri di persone o quelli che riguardano la difesa nazionale, le relazioni internazionali, la politica monetaria; ancora, non possono essere esaminati i documenti riguardanti l’attività volta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, atti di pianificazione e di programmazione.
L’accesso, infine, può essere discrezionalmente limitato dall’amministrazione procedente.

Come tutelarsi in caso di silenzio o di diniego espresso

Se la tua richiesta di accesso agli atti è stata respinta ti si aprono due strade, una stragiudiziale e l’altra giudiziale.

La prima consiste nella possibilità di ricorrere, entro il termine di trenta giorni dal diniego, al difensore civico e questi, a sua volta, dovrà pronunciarsi entro trenta giorni, altrimenti il ricorso è da ritenersi respinto. Fai attenzione che puoi ricorrere al difensore civico solo se hai avanzato la tua richiesta di accesso nei confronti di una amministrazione regionale, provinciale o comunale. Nel caso in cui tu abbia fatto domanda di accesso ad una amministrazione dello Stato, invece, dovrai rivolgerti alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.

Una volta che o il difensore civico o la Commissione avranno accolto la tua richiesta, potrai accedere liberamente ai documenti.

Se preferisci percorrere la via giudiziale [6], devi presentare ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) entro il termine di trenta giorni. Nel caso in cui il giudice accolga la tua richiesta, sarà ordinato all’amministrazione resistente di esibire i documenti.

L’accesso civico

L’accesso civico si distingue sotto tutti gli aspetti dal diritto di accesso garantito dalla legge sul procedimento amministrativo.

Nasce come obbligo posto a carico di tutte le amministrazioni di pubblicare ogni informazione e ogni documento che riguarda la loro azione e la loro organizzazione sul sito internet istituzionale e si evolve, in seguito, con la Riforma Madia. Con tale riforma il legislatore ha inteso utilizzare la trasparenza come strumento di lotta ai fenomeni corruttivi che si annidano nelle pubbliche amministrazioni.

Ciò ha portato all’individuazione di due tipologie di accesso civico: l’accesso civico semplice e l’accesso civico generalizzato.

L’accesso civico semplice 

L’accesso civico cosiddetto semplice [7] è uno strumento di reazione ad un’inerzia della pubblica amministrazione. Difatti, grava su ogni amministrazione l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet le informazioni, i documenti e i dati stabiliti dal legislatore. Se ti capita di constatare la mancata pubblicazione di alcuni dati, puoi indirizzare una richiesta all’amministrazione inadempiente che, non solo dovrà provvedere a pubblicare immediatamente sul sito i dati o le informazioni mancanti, ma anche comunicarti, a mezzo posta elettronica, il link dove poter consultare i dati.

L’accesso civico generalizzato

L’accesso civico generalizzato [8], invece, si sostanzia nel diritto di richiedere alle amministrazioni pubbliche qualsiasi tipo di dato o di informazione di cui sono in possesso, anche se non soggetti all’obbligo di pubblicazione, come avviene nel caso dell’accesso semplice. Ciò comporta che possa essere rifiutato o escluso solo un numero molto delimitato di casi.

Difatti, può essere limitato solo se idoneo a danneggiare interessi pubblici rilevanti, siano essi di ordine pubblico, di ordine economico o militare. Inoltre, ancora, il rifiuto può essere giustificato dalla necessità di tutelare interessi privati di pari rilevanza (libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici privati o commerciali). L’esclusione, invece, è disposta nel caso in cui viga un divieto di divulgazione o di documenti coperti dal segreto di Stato.

Tratti comuni

Una volta illustrate le differenze che sussistono tra queste due modalità di accesso, vediamo ora cosa le accomuna.

In primis, e questa è la novità più importante, l’esercizio dell’accesso civico non è sottoposto a limitazione per quel che riguarda il profilo soggettivo dell’istante. Ciò sta a significare che chiunque può avanzare la richiesta di accesso ai dati e ai documenti, anche se del tutto privo di un interesse specifico, concreto e attuale. Inoltre, la richiesta non necessita di motivazione in quanto l’intera normativa è volta ad implementare il controllo dei privati sulle amministrazioni. L’unica cosa che devi indicare sono gli atti e i documenti rispetto ai quali vuoi esercitare il diritto di accesso.

In entrambi i casi, puoi inoltrare la richiesta o per via telematica oppure presentarla personalmente  alternativamente all’Ufficio che li detiene, all’Ufficio di relazione con il pubblico, al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nel caso di atti soggetti a pubblicazione obbligatoria o, infine, al diverso ufficio indicato nella sezione “Amministrazione trasparente”.

Nel caso in cui la tua richiesta venga rigettata puoi ricorrere, così come nel caso di accesso civico previsto dalla legge sul procedimento amministrativo, al difensore civico o al Tar.


note

[1] L. n. 241 del 1990.

[2] D.Lgs. n. 33 del 2013.

[3] D. Lgs. n. 97 del 2016.

[4] Art. 24 co. 6 L. 241 del 1990.

[5] Art. 24 L. 241 del 1990.

[6] Art. 116 cod. proc. amm.

[7] Art. 5 D. Lgs. 33 del 2013.

[8] Art. 5 co. 2 D. Lgs. 33 del 2013.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube