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Si può rifiutare una convocazione in tribunale?

6 Marzo 2020 | Autore:
Si può rifiutare una convocazione in tribunale?

Quando si può essere chiamati in giudizio? Quando la convocazione è obbligatoria e non si può rifiutare? Accompagnamento coattivo: cos’è? Legittimo impedimento.

Ci sono alcuni doveri ai quali non ci si può proprio sottrarre: non parlo solamente della necessità di mantenere la propria famiglia oppure di lavorare per poter vivere, ma anche dell’obbligo di doversi presentare in tribunale in determinate circostanze. Mettiamo che un giorno ti venga recapitata a casa una lettera da parte di un avvocato che ti invita a presentarti in tribunale per testimoniare in un giudizio. In un caso del genere, si può rifiutare una convocazione in tribunale?

Facciamo un altro esempio: ipotizziamo che, anziché la lettera dell’avvocato, ti giunga un’intimazione direttamente dal tribunale. Cosa puoi fare in un caso del genere? Puoi rinunciare a presentarti in udienza? Ebbene, con questo articolo scopriremo insieme quali sono i diritti e i doveri di colui che è stato convocato in tribunale. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno soltanto cinque minuti per trovare risposte a queste domande.

Convocazione in tribunale: quando?

Prima di vedere se si può rifiutare una convocazione in tribunale, vediamo in quali casi si può essere chiamati a presenziare in giudizio.

Innanzitutto, una convocazione in tribunale può essere giustificata dalla necessità di rendere una testimonianza: se il tuo nome è stato inserito nella lista testimoniale di una delle parti processuali, l’avvocato potrebbe inviarti una raccomandata chiedendoti di andare in tribunale alla data stabilita.

La convocazione in tribunale può essere disposta anche dalla cancelleria del tribunale o dalla Procura della Repubblica, nel caso in cui tu sia un testimone della pubblica accusa in un processo penale.

La convocazione in tribunale può derivare anche dalla necessità di rendere interrogatorio formale oppure giuramento: in questi casi, però, è interesse della parte convocata a presentarsi in tribunale per difendere le proprie ragioni.

Infine, potresti essere convocato in tribunale in qualità di consulente tecnico, cioè di persona particolarmente esperta in un determinato settore.

Questo tipo di convocazione, però, è subordinata all’iscrizione volontaria all’interno dell’albo dei consulenti tecnici, diviso in categorie (medico-chirurgica; industriale; commerciale; ecc.), presente in ogni tribunale.

Nell’albo dei periti presso il tribunale penale rientra anche l’interprete, nominato per legge quando l’imputato non conosce la lingua italiana. Anche in questa ipotesi, l’interprete nominato dal tribunale è obbligato a prestare l’ufficio e, quindi, a rispondere alla convocazione del tribunale.

Quando è obbligatorio rispondere alla convocazione?

Nel caso in cui tu sia chiamato in tribunale come testimone, sei costretto a rispondere alla convocazione: infatti, l’ufficio del testimone è obbligatorio. Ciò significa che non puoi rifiutarti di andare in tribunale per rendere testimonianza, a prescindere che si tratti di un processo civile o penale, oppure che tu sia testimone della difesa o dell’accusa.

Ugualmente obbligatorio è l’ufficio del consulente tecnico: se hai scelto di iscriverti nell’apposito albo, allora sei costretto a rispondere alla convocazione.

Cosa succede se si rifiuta una convocazione in tribunale?

Cosa succede al testimone oppure al consulente tecnico che non risponda alla convocazione in tribunale? Secondo la legge, il ctu che non si presenta all’udienza per assumere l’incarico commette il reato di rifiuto di uffici legalmente dovuti [1]: egli, pertanto, potrà essere incriminato di questo delitto e dover affrontare un processo penale.

Inoltre, il consulente tecnico che non risponde alla convocazione in tribunale decade dall’iscrizione all’albo: il suo nominativo, in altre parole, verrà cancellato.

Il testimone che, regolarmente convocato, non si presenti in tribunale incorre in una sanzione pecuniaria fino a 516 euro.

Nel caso in cui, convocato nuovamente, il testimone dovesse ancora una volta non presentarsi, allora potrà essere disposto l’accompagnamento coattivo: in pratica, le forze dell’ordine andranno a casa del testimone per prelevarlo (con la forza, se necessario) e condurlo in udienza.

Nel solo ambito penale, la legge prevede l’accompagnamento coattivo anche dell’interprete o del perito nominati, qualora essi non abbiano addotto un legittimo impedimento [2].

Quando si può rifiutare una convocazione in tribunale?

Nei casi in cui la convocazione è obbligatoria, ci si può rifiutare di andare in tribunale solo per giustificati e comprovati motivi: in altre parole, deve ricorrere un legittimo impedimento.

In pratica, il testimone può evitare l’ammenda e l’accompagnamento coattivo solo se adduce una valida giustificazione alla sua assenza: ad esempio, si trova in trasferta per motivi di lavoro o per motivi familiari.

Giustificano il rifiuto di una convocazione in tribunale anche ragioni personali (ad esempio, un lutto) e, ovviamente, i motivi di salute.

A dire il vero, solamente i gravi motivi di salute sarebbero idonei a rifiutare una convocazione in tribunale, qualora da essi derivi l’impossibilità di recarsi nelle aule di giustizia: pensa a chi sia ricoverato in ospedale, oppure a chi si trovi nell’impossibilità temporanea di deambulare.

Bisogna dire che, in genere, i magistrati sono piuttosto comprensivi, nel senso che sono disposti ad accettare giustificazioni diverse da quelle dettate da motivi di salute.

Anche il consulente tecnico che non possa recarsi in tribunale per il giuramento o, più in generale, che non possa rispondere alla convocazione del giudice può giustificare per gli stessi motivi sopra visti.

Inoltre, il ctu potrebbe rifiutare la convocazione anche nel caso di incompatibilità: è il caso del giudice che nomina un medico legale che valuti le conseguenze di un sinistro, non sapendo però che il detto medico è già l’incaricato di fiducia della compagnia assicurativa.

Dunque, il consulente tecnico può rifiutare la convocazione se incompatibile: in questo caso, però, avrà cura di darne tempestiva comunicazione al giudice.

Quando la convocazione in tribunale non è obbligatoria?

È poi possibile rifiutare una convocazione in tribunale quando non vi sia alcun obbligo di presenziare: è il caso, ad esempio, della convocazione a rendere interrogatorio formale oppure giuramento in un processo civile.

In casi del genere, è interesse della parte rispondere alla convocazione per sostenere le proprie ragioni; di conseguenza, l’assenza non è punita, nel senso che non v’è alcun obbligo di presenziare in aula.

Ugualmente, non è obbligatorio presentarsi in aula se si è imputati in un procedimento penale.


note

[1] Art. 366 cod. pen.

[2] Art. 133 cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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