Diritto e Fisco | Articoli

Cosa fare in caso di furto

7 Marzo 2020
Cosa fare in caso di furto

Come comportarsi quando ci accorgiamo di aver subito un furto.

Immagina di tornare a casa dopo una bella serata passata in compagnia di alcuni amici. Appena infili le chiavi nella serratura, ti accorgi che in realtà la porta è aperta. Una volta dentro, trovi il caos completo: vestiti e libri per terra, mobili spostati, piatti rotti. Realizzi immediatamente che qualcuno è entrato nel tuo appartamento e ha rubato alcuni oggetti, tra cui soldi, gioielli e computer portatile. Decidi di non toccare nulla e di chiamare subito i carabinieri,  forse il ladro ha lasciato delle tracce (ad esempio delle impronte digitali) che potrebbero portare alla sua identificazione. Nell’articolo che segue ti spiego esattamente cosa fare in caso di furto.

Cos’è il furto?

Il furto è un reato comune [1] (nel senso che può essere commesso da chiunque) e consiste nell’impossessarsi di una cosa mobile sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne un profitto. Si pensi, ad esempio, al ladro che si introduce in un appartamento per rubare tutto ciò che trova di valore allo scopo di arricchirsi.

Tipologie di furto

Il nostro codice penale distingue tre tipologie di furto:

  • furto semplice, ossia il furto commesso senza alcuna aggravante. Facciamo un esempio: un ragazzo entra in un bar e vede un pacchetto di sigarette sul bancone. Pensando che nessuno lo osservi, si impossessa del pacchetto e, tenendolo in mano, esce tranquillamente dal bar senza averlo pagato. In tal caso, il codice penale prevede la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 154 euro a 516 euro;
  • furto in abitazione e furto con strappo: il primo si verifica quando il ladro si introduce in un edificio oppure in un luogo privato (ad esempio in un’abitazione), mentre il secondo (il famoso scippo) si configura quando il ladro strappa di mano o di dosso una borsa o altro bene mobile ad una persona, senza però esercitare alcuna violenza (altrimenti si parlerebbe di rapina e non di furto). Il codice penale punisce entrambe le ipotesi delittuose con la reclusione da quattro a sette anni e con la multa da 927 euro a 1.500 euro;
  • furto aggravato, cioè quando ricorrono delle circostanze particolari come ad esempio la destrezza (ossia una speciale abilità). Commette il furto con destrezza chi entra in un negozio e sottrae una maglia nascondendola nella borsa per poi andar via senza pagare. Se ricorre l’aggravante, il furto si qualifica appunto come aggravato ed punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 927 euro a 1.500 euro.

Il furto semplice è procedibile a querela di parte. Nel senso che la vittima ha tre mesi di tempo da quando è venuta a conoscenza del fatto per chiedere la punizione del colpevole rivolgendosi ai carabinieri, alla polizia o direttamente alla Procura della Repubblica. Invece, le altre due tipologie di furto (furto in abitazione o con strappo e furto aggravato) sono procedibili d’ufficio, nel senso che chiunque può segnalare alle autorità la condotta criminosa.

Cosa fare in caso di furto

A questo punto vediamo come comportarsi nel caso in cui tu abbia subito un furto.

Se ha subito un furto nella tua abitazione, la prima cosa da fare è sicuramente quella di chiamare il 112 e, soprattutto, non entrare in casa perché il ladro potrebbe essere ancora all’interno. Inoltre, è importante non toccare nulla prima che arrivi la polizia. Questo perché il ladro potrebbe aver lasciato delle impronte digitali o altre prove utili per identificarlo. Altra cosa da fare è avvertire subito i vicini di casa che potrebbero aver sentito dei rumori o visto qualcosa. Se sono state rubate delle carte di credito chiama subito la tua banca per bloccarle e riferisci alla polizia tutto ciò che manca dal tuo appartamento (comprese le carte di identità, le tessere sanitarie, passaporti ecc.). 

Se, invece, hai subito un furto semplice, ad esempio ti è stata sottratta la borsa che avevi lasciato sulla panchina del parco, allora dovrai presentare personalmente una querela. 

In entrambi i casi verrano svolte le opportune indagini volte all’individuazione del responsabile. Qualora si instauri un processo penale, dovrai rivolgerti ad un avvocato di fiducia per costituirti parte civile e ottenere, in caso di condanna dell’autore del reato, il risarcimento del danno. Sappi che per ottenere il risarcimento, puoi anche attivare un’azione civile con un atto di citazione del responsabile.

Il furto di lieve entità è reato?

Supponiamo che tu abbia commesso un furto di poco valore (ad esempio, hai sottratto un paio di occhiali da sole del valore di soli 30 euro). Sebbene l’oggetto rubato sia di lieve entità, si tratta comunque di furto e quindi di un reato. Ad ogni modo, se la vittima dovesse presentare una querela e le indagini dovessero concludersi con il tuo rinvio a giudizio, sappi che potresti chiedere ed ottenere la non punibilità per il reato commesso per particolare tenuità del fattoIn buona sostanza, la legge esclude, in alcune ipotesi, la punibilità del reato quando:

  • il danno provocato alla vittima è esiguo (un paio di occhiali da 30 euro, infatti, è poca cosa);
  • il colpevole non è un delinquente abituale: nel senso che non ha commesso altri reati;
  • per il reato in esame non è prevista una pena detentiva superiore ai cinque anni. 

Nella maggior parte dei casi, comunque, se il furto è di lieve entità è raro che la vittima denunci l’accaduto alle autorità competenti.

Furto: quando non è punito?

ll furto non è punito quando è giustificato da uno stato di necessità. Ad esempio, vieni aggredito da un malvivente mentre stai tornado a casa a piedi. È notte e per strada non c’è nessuno. Riesci a scappare, ma ti accorgi di non avere il cellulare. Pur di salvarti, strappi di mano il telefono all’unica persona che incontri per strada e fuggi via. In questo caso, la necessità di salvarti dall’aggressione non ti rende responsabile del furto del cellulare.

Un’altra ipotesi in cui il furto non è punito è quando è commesso ai danni del coniuge oppure di un parente o di un fratello convivente. Si pensi, ad esempio, al marito che prende una somma di danaro dalla moglie per pagare la bolletta del gas. In tal caso, infatti, sussiste un rapporto – il matrimonio – che giustifica tale atto ed esclude la sussistenza del reato.

Non è possibile, invece, invocare lo stato di necessità quando si commette il furto di energia elettrica. Ad esempio, una persona che si trova in condizioni disagiate sottrae l’energia elettrica con un allaccio abusivo. In questo caso, infatti, la Cassazione ha ritenuto che lo stato di indigenza dell’autore non è di per sé idoneo ad integrare lo stato di necessità in quanto l’autore del reato ha la possibilità di chiedere aiuto ai servizi sociali.


note

[1] Art. 624 cod. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube