L’esperto | Articoli

Risarcimento danno malattia professionale: ultime sentenze

16 Febbraio 2020
Risarcimento danno malattia professionale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: malattia del lavoratore causata dal comportamento colposo del datore di lavoro; determinazione del danno biologico; risarcimento del danno biologico differenziale; termine prescrizionale relativo al reato di lesioni colpose.

Diritto al risarcimento danno: prescrizione

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno conseguente a una malattia causata al dipendente nell’espletamento del lavoro dal comportamento colposo del datore di lavoro decorre dal momento in cui l’origine professionale della malattia può ritenersi conoscibile dal danneggiato, indipendentemente dalle valutazioni soggettive dello stesso.

Cassazione civile sez. I, 02/10/2019, n.24586

Il decesso per malattia professionale 

Il decesso per malattia professionale, nella specie carcinoma polmonare dovuto alla prolungata esposizione all’amianto e agli idrocarburi, può essere dichiarato nonostante la presenza di una concausa quale il tabagismo. Ciò in virtù del principio di “equivalenza delle cause“, nozione di matrice penalistica che trova puntuale applicazione anche nel processo civile. Ad affermarlo è la Cassazione che ha rigettato il ricorso di una società contro la decisione della corte di merito, per presunta insussistenza del nesso di causalità, secondo la quale il risarcimento avrebbe dovuto essere ridotto al 50% per via del tabagismo del lavoratore.

I giudici ribadiscono che anche “nella materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali trova applicazione la regola contenuta nell’art. 41 c.p., per cui il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell’equivalenza delle condizioni, per il quale va riconosciuta efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell’evento”; “salvo il temperamento previsto nello stesso art. 41 c.p., in forza del quale il nesso eziologico è interrotto dalla sopravvenienza di un fattore sufficiente da solo a produrre l’evento, tale da far degradare le cause antecedenti a semplici occasioni”. Nella fattispecie, il tabagismo è stato si concausa dell’evento, ma non “causa esclusiva”.

Cassazione civile sez. lav., 12/06/2019, n.15762

Esonero dalla responsabilità civile

Il lavoratore tecno-patico ha diritto al risarcimento del danno biologico differenziale, qualora la malattia professionale sia la conseguenza della violazione dell’art. 2087, c.c., sufficiente per superare la regola del parziale esonero di cui all’art. 10, d.P.R. n. 1124 del 1965.

Cassazione civile sez. lav., 15/11/2018, n.29401

Limitazioni all’azione risarcitoria del lavoratore infortunato

Le limitazioni all’azione risarcitoria del lavoratore infortunato, poste dall’art. 10, d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124 nei confronti del datore di lavoro, sia in punto di an (responsabilità penale), sia in punto di quantum (danno differenziale), riguardano solo il danno patrimoniale collegato alla generica capacità lavorativa; esse non si applicano, quindi, ai danni di natura non patrimoniale, quali il danno alla salute, il danno biologico ed i danni morali ex art. 2059 c.c., in quanto questi esulano dalla copertura assicurativa obbligatoria; tuttavia, proprio perché la disciplina introdotta dall’art. 13, d.lg. 23 febbraio 2000 n. 38 ha successivamente esteso tale danno alla generale copertura assicurativa, in presenza dei presupposti della relativa responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni verificatisi in precedenza, il lavoratore ha diritto al completo risarcimento dei danni di natura non patrimoniale; dunque, nelle ipotesi precedenti al 2000, il risarcimento integrale di queste voci di danno costituisce un diritto del lavoratore infortunato da far valere autonomamente nei casi di infortunio o malattia professionale addebitabili ad una colpa, non di rilievo penale, del datore di lavoro o di un qualsiasi suo sottoposto di cui egli debba rispondere civilmente, con la sola esclusione — secondo le regole generali — dei casi in cui l’evento lesivo sia riconducibile a caso fortuito, a forza maggiore, o a colpa esclusiva dello stesso lavoratore.

Consiglio di Stato sez. III, 14/02/2018, n.964

Malattia professionale indennizzata dall’Inail

Dal risarcimento del danno non patrimoniale subito dalla vittima di una malattia professionale si decurtano le somme erogate dall’INAIL per indennizzare il medesimo pregiudizio, anche se le stesse vengano corrisposte materialmente ai familiari superstiti a causa del decesso della lavoratrice assicurata.

Dal risarcimento del danno non patrimoniale per perdita del rapporto parentale non si decurta la rendita ai superstiti, trattandosi di una prestazione economica che indennizza un pregiudizio di natura patrimoniale.

Cassazione civile sez. lav., 22/12/2017, n.30857

Il danno differenziale tra risarcimento civile e indennizzo previdenziale

La domanda del lavoratore volta ad ottenere il riconoscimento di malattia di origine professionale con conseguente condanna dell’INAIL ad erogare le prestazioni di cui all’art. 13 d.lgs. n. 38/2000 non può essere rigettata, ritenendo insussistenti i presupposti per l’accoglimento della stessa, facendo riferimento alla percentuale del 5% – inferiore al minimo richiesto ai fini della tutela INAIL – determinato nella causa contro il datore di lavoro.

Anche in assenza di ricorso in Cassazione, infatti, la determinazione del danno biologico risultante dalla causa risarcitoria nei confronti del datore di lavoro non può rimanere ferma nella causa previdenziale, sia perché l’INAIL è terzo rispetto alla prima causa, sia in quanto la determinazione del danno biologico in sede previdenziale si effettua osservando obbligatoriamente la specifica tabella delle menomazioni, mentre ai fini civilistici si utilizzano baremès facoltativi, secondo tabelle elaborate dalla comunità scientifica.

Cassazione civile sez. lav., 26/04/2016, n.8243

Malatia professionale: domanda risarcitoria del danno

In tema di domanda risarcitoria del danno derivante da malattia professionale (per la mancata adozione da parte del datore di lavoro delle idonee misure di sicurezza), nel caso in cui non vi sia stata la previa liquidazione del danno da parte di Inail (che non rappresenta una condizione di proponibilità della domanda), il giudice deve individuare astrattamente l’importo riconoscibile dall’Inail, detraendolo dall’ammontare del risarcimento, calcolando tale indennizzo in via incidentale, in quanto il datore di lavoro non può essere condannato a pagare l’intero danno ma solo il differenziale costituito dalle somme eccedenti le indennità erogate dall’Istituto.

Tribunale Busto Arsizio sez. lav., 12/02/2016, n.49

Erogazione dell’indennità per malattia professionale da parte dell’Inail

La differenza strutturale e funzionale tra l’erogazione dell’indennità per infortunio sul lavoro o malattia professionale da parte dell’Inail e il risarcimento del danno biologico preclude di potere ritenere che le somme eventualmente a tale titolo versate dall’istituto assicuratore possano considerarsi integralmente satisfattive del diritto al risarcimento del danno biologico in capo al soggetto infortunato o ammalato, nel senso che esse devono semplicemente detrarsi dal totale del risarcimento spettante al lavoratore.

Cassazione civile sez. lav., 19/01/2015, n.777

Danno non patrimoniale: tabelle predeterminate

In tema di risarcimento del danno non patrimoniale patito dagli eredi per la morte di un congiunto a seguito di malattia professionale, il giudice, pur non essendo tenuto a supportare la sua decisione con una motivazione minuziosa e particolareggiata, è tuttavia tenuto, in sede di valutazione equitativa ai sensi degli art. 1226 e 2059 c.c., ad individuare dei validi criteri di giudizio parametrati alla specificità del caso da esaminare in funzione di una personalizzazione del danno non conseguibile, invece, attraverso il ricorso ai criteri predeterminati e standardizzati contenuti nelle tabelle normative (di cui all’art. 13 d.lg. 23 febbraio 2000 n. 38 e degli art. 138 e 139 d.lg. 7 settembre 2005 n. 209 e successive modifiche) o di quelle del Tribunale di Milano, che hanno trovato riconoscimento nella giurisprudenza di legittimità.

Cassazione civile sez. lav., 17/12/2014, n.26590

Valutazione e liquidazione: invalidità permanente e temporanea

Allorché la malattia professionale comprometta il bene della vita del lavoratore tecnopatico, nel senso che la stessa determini la lesione del “bene vita” del soggetto che versa in patologia irreversibile, dolorosa e letale, tanto che in tempo relativamente breve muore a causa della suddetta tecnopatia, è dovuto un risarcimento del danno per il periodo di inabilità temporanea non più determinato in base ai criteri tabellari elaborati dal tribunale di Milano per la liquidazione del danno da inabilità temporanea, ma al diverso (e migliorativo) criterio costituito dall’importo dovuto per la riparazione giornaliera nell’ipotesi di danno da ingiusta detenzione ex l. 16 dicembre 1999 n. 479. Importo successivamente personalizzato tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto.

Corte appello Torino, 13/05/2013

Risarcimento del danno non patrimoniale

Va affermata la responsabilità solidale dell’acquirente di azienda in relazione a tutte le obbligazioni dell’alienante verso i lavoratori (per quanto non conosciute né conoscibili), compresa quella avente a oggetto il risarcimento del danno non patrimoniale subito dal lavoratore che abbia contratto malattia professionale, a cagione di violazioni, poste in essere all’alienante, degli obblighi imposti dall’art. 2087 c.c.

Tribunale Brindisi, 26/04/2013

Ricorso incidentale tardivo per Cassazione

L’impugnazione incidentale tardiva è sempre ammissibile, a tutela della reale utilità della parte, tutte le volte che l’impugnazione principale metta in discussione l’assetto giuridico derivante dalla sentenza cui la parte non impugnante aveva prestato acquiescenza, sorgendo l’interesse ad impugnare, anche nelle cause scindibili, come nell’ipotesi di garanzia impropria, dall’eventualità che l’accoglimento dell’impugnazione principale modifichi tale assetto giuridico.

(Nella specie, il cessionario di un ramo di azienda, essendo stato condannato nel giudizio di merito al risarcimento del danno differenziale per la malattia professionale contratta da un dipendente prima della cessione e avendo in quel giudizio vittoriosamente esercitato azione di manleva verso il cedente, era stato raggiunto dal ricorso principale del cedente medesimo, fondato sulla successione pattizia del cessionario in tutti gli oneri aziendali, e aveva quindi proposto ricorso incidentale condizionato, impugnando la condanna a favore degli eredi del lavoratore per l’ipotesi di accoglimento del ricorso principale; sulla scorta dell’enunciato principio, la S.C. ha ritenuto ammissibile l’impugnazione incidentale, seppur tardiva, e, verificata la condizione dell’accoglimento del ricorso principale, ha dato ingresso all’esame del ricorso incidentale)

Cassazione civile sez. lav., 29/03/2012, n.5086

Malattia cagionata dal comportamento colposo del datore di lavoro 

Al diritto al risarcimento del danno conseguente a una malattia professionale contratta dal dipendente nell’espletamento del lavoro in conseguenza del comportamento colposo del datore di lavoro si applica, ai sensi dell’art. 2947, comma 3, c.c., il termine prescrizionale previsto per il reato di lesioni colpose, non potendo trovare applicazione un diverso e più lungo termine prescrizionale per effetto del collegamento della condotta datoriale con altra fattispecie, qualificabile come omicidio colposo, conseguente all’adibizione di altro lavoratore al medesimo ambiente lavorativo nocivo, non essendo l’istituto della continuazione applicabile in riferimento ai reati colposi.

Cassazione civile sez. lav., 31/05/2010, n.13284



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube