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Vitalizi ai parlamentari: la manifestazione M5S e le reazioni

15 Febbraio 2020
Vitalizi ai parlamentari: la manifestazione M5S e le reazioni

Mobilitazione dei pentastellati oggi a Roma contro le erogazioni considerate un ingiusto privilegio; ma gli interessati replicano esponendo i motivi per cui lo ritengono legittimo.

Oggi si svolge a Roma la manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle contro i vitalizi degli ex parlamentari. L’agenzia stampa Adnkronos che segue l’evento ci informa sull’evento ed anche sulle reazioni che la mobilitazione sta provocando tra chi difende queste erogazioni, che ancora ad oggi non sono state smantellate: la Commissione del Senato dovrà infatti riunirsi nei prossimi giorni per decidere i ricorsi presentati dagli ex parlamentari interessati dal taglio.

Così c’è chi ha visto la mobilitazione di oggi come uno strumento di pressing per condizionare le decisioni in arrivo. La polemica è altissima su un tema che è un cavallo di battaglia dei pentastellati ma coinvolge trasversalmente tutte le forze politiche, interessate a cogliere l’opinione di molti cittadini che ritengono il vitalizio parlamentare un ingiusto privilegio, ma anche a rivendicare le ragioni di quella categoria che non vuole essere chiamata casta e cerca di spiegare il perché.

“È il giorno in cui da una piazza faremo sentire la nostra voce, tutti insieme, a coloro che stanno cercando di riprendersi il vitalizio, quel vergognoso privilegio che con fatica eravamo riusciti a cancellare. Pensare che quel passato possa tornare, fa ribrezzo. Pensare che quell’epoca -in cui bastavano pochi anni di Parlamento, perfino pochi giorni, per assicurarsi una pensione a vita- possa ripresentarsi, fa indignare”, dice l’attuale reggente politico del Movimento, Vito Crimi, presentando l’evento.

Ma nello stesso giorno della piazza grillina anti-vitalizi, gli ex parlamentari che hanno fatto ricorso contro i tagli tornano a ribadire le proprie ragioni. E, puntando il dito contro la manifestazione M5S, annunciano battaglia, invocando “la forza del diritto contro il diritto della forza”.

“È la prima volta che si organizza una manifestazione per impedire a dei giudici di emettere una sentenza oppure per tentare di condizionarli, intimidirli, minacciarli”, attacca in conferenza stampa Antonello Falomi, presidente dell’Associazione degli ex parlamentari, a proposito della decisione che dovrà essere adottata dalla Commissione contenziosa di Palazzo Madama sui ricorsi degli ex senatori sui vitalizi.

La prossima settimana è infatti atteso il voto del Senato, in autodichia, il principio in base al quale le decisioni che riguardano lo status giuridico ed economico di alcuni organi costituzionali, tra cui il Parlamento, sono sottratte alla giurisdizione ordinaria e decise da un organo interno, in questo caso la Commissione contenziosa del Senato.

“Sembra che per gli ex parlamentari non vale ciò che vale per un normale cittadino ovvero il diritto ad avere un giudice. Questa manifestazione è il punto di arrivo di una azione” messa in campo per “tentare di negare giustizia agli ex parlamentari”, insiste Falomi, che parla di “vergognosa gogna mediatica a cui sono stati sottoposti alcuni giudici di quella Commissione, a partire dal senatore Caliendo”, il presidente che nei giorni scorsi si è però astenuto per evitare sospetti di conflitto di interessi, avendo egli stesso maturato il diritto a percepire il vitalizio oggetto di discussione.

Ora, mentre i 5 Stelle attaccano “in questa giornata di grande impegno civile, concentrati sull’importante obiettivo di impedire il ritorno dei vitalizi” -proclama Crimi -, l’associazione degli ex parlamentari controbatte, spiegando che “sono “2.154 gli ex parlamentari che hanno impugnato le delibere degli uffici di presidenza, privati di risorse significative, per alcuni indispensabili, dipinti come ladri e parassiti, peggio dei camorristi. Perché il M5S ha paura del pronunciamento di un organo giudiziario? Stanno facendo di tutto per impedire questa sentenza”.

Per Falomi il “vitalizio non è un privilegio ma una garanzia riconosciuta in tutti i Parlamenti democratici del mondo”. E avverte: “Se qualcuno sta pensando, con questa azione quotidiana di insulti e calunnie, di intimidirci e di farci rassegnare, si sbaglia. Noi siamo pronti ad andare fino in fondo e chiamare tutti quanti di fronte alle proprie responsabilità, anche personali, perché in questa vicenda ci sono reati. La nostra sarà una battaglia democratica”.

Gli fa eco Giuseppe Gargani, vicepresidente dell’Associazione ex parlamentari, che citando Luigi Einaudi rimarca come “il fenomeno abnorme della retroattività” sconvolga “la certezza del diritto”: “Dal ’48 in poi non c’è mai stata una norma che potesse avere un valore retroattivo. Noi vogliamo essere cittadini italiani, nella Prima Repubblica abbiamofatto gli interessi del Paese”.

Ma i militanti grillini non ci stanno e riempiono la piazza Santi Apostoli al grido “Onestà, onestà”; tra i big presenti, la vicepresidente del Senato Paola Taverna e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che dichiara: “Siamo in piazza perché vogliamo dare risposta ai cittadini normali e non alla casta e ai privilegi della politica”.  E a chi li accusa di scendere in piazza contro il loro stesso governo, risponde Crimi: “È falso. Il Governo non c’entra nulla. A decidere sui ricorsi presentati da quegli oltre 700 ex senatori che rivogliono il vitalizio sarà una commissione del Senato”.

“Lì -sottolinea- ci saranno anche senatori che hanno maturato il diritto al vitalizio, chiamati a decidere sui vitalizi. Lì, in mezzo a quei conflitti d’interesse, il Governo non ha voce. E allora la voce dobbiamo cercarla e farla crescere fuori, nel luogo più bello in cui icittadini possono ritrovarsi ed esprimersi liberamente: in piazza“.



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