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Coronavirus, il piano per le scorte dei farmaci

15 Febbraio 2020
Coronavirus, il piano per le scorte dei farmaci

Lunedì vertice tra il ministro della Salute, Speranza, e le associazioni di categoria Assogenerici e Farmindustria.

In campo per scongiurare una possibile carenza farmaci anti Coronavirus. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, lunedì incontrerà le associazioni di categoria Assogenerici e Farmindustria, per programmare tutti gli interventi necessari. Lo ha comunicato l’agenzia di stampa Adnkronos. C’è preoccupazione, infatti, per il rischio di un possibile stop alla produzione in Cina di materie prime indispensabili alla filiera italiana del farmaco.

Sul tavolo dell’incontro tra il ministro e le associazioni tutti i possibili scenari degli effetti del Coronavirus sul settore farmaceutico. Si teme, infatti, uno stop delle importazioni dalla Cina e, quindi, possibili ripercussioni sulla disponibilità dei farmaci per i cittadini. Per ora, nessun vero allarme: le scorte a disposizione coprono fino a 6 mesi. Ma nel settore la guardia è alta. E anche il ministero sta seguendo l’evolversi della situazione. Martedì scorso c’era già stata una riunione, convocata in tutta fretta dall’Agenzia italiana del farmaco, a cui era presente, oltre ad Assogenerici e Farmindustria, anche Aschimfarma (Associazione produttori dei principi attivi farmaceutici), per fare il punto sulle eventuali carenze di principi attivi dalla Cina. Molti siti del Paese asiatico, infatti, sono ancora chiusi.

Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, nei giorni scorsi, interpellato dall’Adnkronos, aveva usato parole rassicuranti. «Stiamo monitorando da vicino la situazione – aveva  detto -. Però è al momento assolutamente sotto controllo, perché le aziende hanno delle scorte importanti e dispongono di continuity plan, piani di emergenza che nel caso di problemi consentono di attivare fornitori di back up».

Sull’emergenza Coronavirus, aveva proseguito, «sono più d’accordo con la posizione presa dal ministro Speranza, che con quella di altri Paesi. Una posizione di giusta attenzione, ma di cautela, per un semplice motivo: se cominciamo a creare questi allarmismi, poi le carenze ci saranno davvero, perché le persone faranno accaparramenti inutili di medicinali. Le aziende stanno monitorando la situazione, hanno piani continuità e vie alternative, se dovessero essere necessarie. Certo che se l’epidemia durasse anni il problema si presenterà», perché la Cina è il principale produttore di materie prime per i medicinali, «ma già altri produttori sono allertati per, eventualmente, entrare in gioco».



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