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Legge sul diritto d’autore: cosa prevede

7 Marzo 2020 | Autore:
Legge sul diritto d’autore: cosa prevede

Diritto al copyright: cos’è e quando sorge? Come ottenere tutela per le proprie opere? Cos’è l’opera dell’ingegno? Diritto morale e patrimoniale d’autore.

La legge italiana si preoccupa di tutelare non soltanto le classiche proprietà materiali (fondi, terreni, edifici, auto, ecc.) ma anche le cose immateriali, cioè quei beni che possono essere ugualmente importanti ma che non corrispondono alla nozione tradizionale che si ha di bene giuridico. In altre parole, la legge offre adeguata protezione anche alle opere dell’ingegno, cioè a quelle creazioni intellettuali che siano assolutamente originali. In poche parole, se sei l’autore di una canzone oppure di un romanzo, è tuo diritto che queste tue opere siano tutelate dalla legge al pari di qualsiasi altro bene. Con questo articolo vedremo cosa prevede la legge sul diritto d’autore a proposito della tutela delle opere dell’ingegno.

Come avrai modo di apprendere, il copyright si preoccupa di offrire protezione alle creazioni dell’intelletto, cioè alle manifestazioni più tipiche dell’estro umano all’interno dell’ambito artistico. Ti spiegherò anche che la legge sul diritto d’autore offre tutela a tutti, a prescindere dalla registrazione della propria opera: dunque, per il semplice fatto di aver creato un’opera ti spetta la tutela attribuita a qualunque autore. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa prevede la legge sul diritto d’autore.

Quali sono le opere protette dal copyright?

La legge sul diritto d’autore prevede quali sono le opere dell’ingegno meritevoli di tutela. In linea di massima, sono protette ai sensi della legge sul diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

In particolare, la legge sul diritto d’autore prevede che siano protette:

  • le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;
  • le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  • le opere coreografiche e pantomimiche (teatrali, di danza, ecc.);
  • le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • i disegni e le opere dell’architettura;
  • le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione;
  • le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia;
  • i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore;
  • le banche di dati intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo;
  • le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico [1].

Come nasca il diritto d’autore?

La legge sul diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno caratterizzate dalla creatività; nel paragrafo precedente ne abbiamo visto alcuni esempi.

Quando si acquista il diritto d’autore? Quando si diventa autori della propria opera e, di conseguenza, si può beneficiare della tutela prevista dalla legge sul diritto d’autore?

È la legge [2] a dire che il diritto d’autore nasce nel momento stesso in cui nasce l’opera. Secondo il codice civile, il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Dunque, il diritto d’autore nasce automaticamente insieme all’opera stessa: ciò significa che, se ad esempio scrivi una canzone o un romanzo, nel momento in cui il tuo lavoro è terminato (o, comunque, assume una forma di espressione intellettuale compiuta) puoi già definirti un autore tutelato a tutti gli effetti, a prescindere dalla pubblicazione o meno dell’opera.

Pertanto, il copyright nasce nel momento in cui viene alla luce l’opera dell’ingegno, a prescindere da ogni concreta utilizzazione, pubblicizzazione o iscrizione nei pubblici registri (ad esempio, alla Siae). Non occorre nessun attestato o riconoscimento formale: i diritti d’autore su di un’opera nascono insieme alla stessa.

In sintesi, colui che si dichiara autore di un’opera è considerato tale fino a prova contraria.
Se un’opera è creata da più persone il diritto d’autore spetta a tutti i coautori.

Diritto d’autore: in cosa consiste?

Abbiamo visto quali sono le opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore e quando sorge tale diritto. Vediamo ora quale forma di tutela è concretamente prevista per esse.

In buona sostanza, possiamo affermare che la legge sul diritto d’autore preveda due forme di tutela per l’autore di un’opera dell’ingegno che abbia carattere creativo:

  • la prima tutela riguarda il diritto a vedersi attribuita la paternità dell’opera;
  • la seconda forma di tutela investe la sfera economica, cioè le conseguenze patrimoniali che derivano dallo sfruttamento dell’opera dell’ingegno.

A questi due tipi di tutela viene attribuito, rispettivamente, il nome di diritto morale d’autore e di diritto patrimoniale d’autore. Vediamo di cosa si tratta.

Diritto morale d’autore: cos’è?

La legge attribuisce il cosiddetto diritto morale d’autore al realizzatore di un’opera dell’ingegno creativa. In ragione di tale diritto, il titolare può:

  • farsi riconoscere come autore dell’opera e impedire che altre persone se ne attribuiscano indebitamente la paternità;
  • apportare all’opera tutte le modifiche che ritiene necessarie, potendosi altresì opporre a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione della stessa che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione;
  • decidere se pubblicare o meno l’opera (diritto d’inedito) e se pubblicarla con il proprio nome, usare uno pseudonimo o addirittura rinunciare a qualsiasi nome (diritto di anonimo);
  • ritirare l’opera dal commercio se questa decisione è giustificata da gravi ragioni morali (diritto di pentimento), ma in ogni caso ha l’obbligo di indennizzare coloro che hanno acquistato il diritto di sfruttamento economico dell’opera. Il diritti di ritirare l’opera è intrasmissibile, nel senso che non può essere esercitato nemmeno dagli eredi dell’autore.

Diritto patrimoniale d’autore: cos’è?

Insieme al diritto morale d’autore, la legge riconosce anche il diritto patrimoniale d’autore. Se il diritto morale tutela l’autore con riguardo alla corretta attribuzione della paternità della creazione dell’intelletto e la possibilità di gestire la stessa anche quando pubblicata, il diritto patrimoniale consiste nel diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera.

Il diritto patrimoniale d’autore attribuisce al suo titolare:

  • il diritto di riproduzione, cioè il diritto esclusivo di effettuare la moltiplicazione in copie diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, l’incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione;
  • il diritto di trascrizione, cioè di utilizzare mezzi atti a trasformare l’opera orale in opera scritta o riprodotta con uno dei mezzi indicati nell’articolo precedente;
  • il diritto di esecuzione, che consiste nella possibilità di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico, sia gratuitamente che a pagamento, l’opera frutto del proprio ingegno;
  • il diritto di distribuzione, che ha per oggetto la messa in commercio o in circolazione, o comunque a disposizione, del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, dell’originale dell’opera o degli esemplari di essa;
  • il diritto di traduzione, che ha per oggetto la traduzione dell’opera in altra lingua o dialetto.

La legge sul diritto d’autore prevede che ciascun diritto ricompreso nella tutela patrimoniale è indipendente dall’altro: ciò significa che, se l’autore dell’opera volesse vendere a terzi il proprio diritto alla distribuzione, serberebbe comunque tutti gli altri.

Diritti d’autore: quali differenze?

Abbiamo visto che la legge sul diritto d’autore prevede che il titolare dell’opera dell’ingegno di carattere creativo benefici di diversi strumenti di tutela. Per comodità, abbiamo distinto tra diritto morale d’autore e diritto patrimoniale d’autore a seconda dei contenuti e delle facoltà concesse al titolare.

Questa distinzione, però, non è fatta soltanto per semplicità d’esposizione, ma anche perché tra le due categorie corrono parecchie diversità. Quali sono le principali differenze tra diritto morale e diritto patrimoniale d’autore? È presto detto.

I diritti connessi al diritto morale rappresentano dei veri e propri diritti della personalità; in quanto tali, l’autore non può rinunciarvi, né può trasferirli ad altre persone (si tratta dunque di diritti irrinunciabili e inalienabili), non si perdono a seguito di cessione dei diritti patrimoniali e possono essere esercitati dai familiari dell’autore dopo la sua morte (salvo il diritto di ritirare l’opera dal commercio, che è intrasmissibile).

I diritti patrimoniali, invece, sono tutti cedibili, nel senso che possono essere venduti per ricavarne un guadagno: ad esempio, chi scrive un libro può cedere ad una casa editrice il diritto di sfruttare economicamente l’opera in cambio di un compenso.

Il diritto patrimoniale d’autore, inoltre, ha una durata limitata nel tempo, in quanto dura per tutta la vita dell’autore e per settant’anni dopo la sua morte. Trascorso questo termine, l’opera diventa di dominio pubblico, nel senso che chiunque può sfruttarla economicamente.

Il diritto morale, invece, non si estingue, potendo essere esercitato anche dagli eredi dell’autore: in pratica, la legge sul diritto d’autore prevede che, dopo la morte dell’autore, il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione che possa arrecare pregiudizio all’onore o alla reputazione dell’autore stesso, può essere fatto valere, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli, e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai discendenti diretti; mancando gli ascendenti ed i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti.

note

[1] Artt. 1 e 2, legge n. 633/1941.

[2] Art. 2576 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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