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Cosa fare in caso di volo cancellato

6 Marzo 2020
Cosa fare in caso di volo cancellato

Come comportarsi quando il volo è stato soppresso: conseguenze e rimedi per ottenere il risarcimento. 

Devi prendere un volo per recarti in una località turistica. Finalmente sei in vacanza e non vedi l’ora di arrivare a destinazione. Mentre sei in attesa di essere imbarcato, però, la compagnia ti comunica che il tuo volo è stato cancellato. Vieni preso dal panico. Non sai come comportarti. Devi chiedere un volo alternativo? Ti spetta un risarcimento? In altre parole, cosa fare in caso di volo cancellato? Niente paura, te lo spiego in questo articolo.

Cosa si intende per volo cancellato?

Si parla di cancellazione quando il volo aereo, originariamente previsto dalla compagnia aerea e regolarmente prenotato dai passeggeri, viene annullato e, quindi, non viene effettuato.

Aereo cancellato: cosa sapere

Prima di addentrarci nell’argomento, è bene sapere che in caso di cancellazione del volo è indispensabile conservare la carta d’imbarco, il biglietto, il documento su cui è riportato il codice di conferma della prenotazione (solitamente ricevuto tramite email al momento dell’acquisto del biglietto) e tutti gli scontrini delle spese eventualmente sostenute (ad esempio per pasti, taxi, albergo, ecc.)

Cosa fare in caso di volo cancellato?

Se il tuo volo aereo è stato cancellato devi innanzitutto chiedere alla compagnia aerea il motivo della cancellazione per avere tutti i dettagli possibili, utili per un eventuale reclamo. Ti basterà recarti al servizio informazioni, alla postazione della compagnia presente in aeroporto oppure al gate da cui sarebbe dovuto partire l’aereo.

In caso di cancellazione del volo, la compagnia è tenuta a fornire ai passeggeri:

  • una sistemazione in albergo;
  • buoni pasto per il tempo d’attesa;
  • trasporto dall’aeroporto all’albergo e viceversa;
  • il diritto ad effettuare due chiamate telefoniche oppure il diritto ad inviare messaggi via fax o mail.

Inoltre, hai diritto:

  • al rimborso del prezzo del biglietto per il viaggio non effettuato;
  • al volo alternativo il prima possibile o in una data successiva per te più conveniente;
  • all’assistenza, vale a dire sistemazione in albergo e buoni pasto; 
  • al risarcimento del danno: qualora la compagnia aerea avvisa della cancellazione all’ultimo minuto, cioè a pochi giorni dalla data della partenza.

Aereo cancellato: quando ho diritto al risarcimento?

Se intendi chiedere il risarcimento perché il tuo volo è stato cancellato, sappi che è la compagnia aerea a dover provare di averti informato preventivamente. In questi casi, il tempo gioca un ruolo fondamentale: se la compagnia aerea ti ha avvertito della cancellazione del volo (via telefono, sms oppure e-mail, a seconda dell’opzione scelta al momento della prenotazione) almeno 2 settimane prima dalla data di partenza, avrai diritto al solo rimborso del biglietto o del prezzo relativo alla parte del viaggio non effettuata. Non spetta, invece, il risarcimento perché si presume che tu abbia avuto il tempo di organizzarti diversamente, ad esempio prenotando un altro volo.

Facciamo un esempio che ti aiuti a capire: hai prenotato un volo da Bari a Stoccolma con scalo a Milano. Due settimane prima della partenza, la compagnia aerea ti invia un sms con cui ti avvisa che, a causa di uno sciopero dei controllori di volo, l’aereo da Bari a Milano è stato cancellato. In tal caso, hai diritto al rimborso del biglietto per la sola tratta Bari-Milano, mentre nulla è dovuto per il volo Milano-Stoccolma, in quanto sei stato avvisato per tempo e quindi puoi benissimo trovare un’alternativa per raggiungere comunque la destinazione. 

Se, invece, il tuo volo è stato cancellato all’ultimo momento hai diritto al risarcimento. Questo vale anche nel caso in cui tu abbia prenotato il volo tramite agenzia di viaggi o tour operator. L’importo varia a seconda del tipo di tratta (comunitaria o extracomunitaria) e della distanza radiale. In particolare, si ha diritto a:

  • 250 euro se la tratta è pari o inferiore a 1.500 chilometri;
  • 400 euro se è una tratta intracomunitaria superiore a 1.500 chilometri e per tutte le altre comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri;
  • 600 euro per tutte le altre tratte al di fuori dell’Europa.

L’importo del risarcimento, tuttavia, si riduce del 50% nel caso in cui il passeggero accetti di imbarcarsi su un altro volo. 

Qualora il tuo volo sia stato cancellato per caso fortuito, cioè per circostanze eccezionali ed imprevedibili (si pensi, ad esempio, ad un attentato terroristico oppure alle condizioni meteorologiche avverse) non ti spetterà alcun risarcimento perché la cancellazione non dipende dalla compagnia aerea.

Aereo cancellato: come chiedere il risarcimento?

Il rimborso o il risarcimento deve essere chiesto alla compagnia aerea con cui ha prenotato il volo che poi è stato cancellato. Sappi, però, che ogni compagnia gestisce le richieste in base ad un proprio regolamento. È bene, quindi, andare direttamente sul sito web della compagnia per avere tutte le informazioni necessarie. 

Nella maggior parte dei casi, puoi presentare la richiesta di rimborso o risarcimento direttamente online, compilando un apposito modulo. È indispensabile indicare i dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza ecc.) e spiegare il motivo della richiesta (la cancellazione del volo). Alla richiesta dovrai allegare:

  • il documento di identità;
  • il biglietto o la carta di imbarco;
  • il codice di conferma della prenotazione;
  • copia scontrini per le spese sostenute.

Se entro 6 settimane non ricevi alcuna risposta, puoi presentare un reclamo direttamente sul sito dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), cliccando la sezione diritti dei passeggeri. In alternativa, è possibile rivolgersi al giudice di pace oppure ad una delle tante agenzie online che si occupano della tutela dei diritti dei passeggeri.

Attenzione: se si tratta di una compagnia aerea italiana, la richiesta va inoltrata entro 2 anni dalla data del volo cancellato; mentre se si tratta di una compagnia aerea:

  • belga: il termine è di 1 anno;
  • tedesca: il termine è di 3 anni,
  • per la maggior parte dei paesi europei: il termine è di 2 anni.pastedGraphic.png


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