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Essere single costa di più?

16 Febbraio 2020 | Autore:
Essere single costa di più?

Quanto spende chi vive da solo a confronto con una famiglia di tre persone? E come può risparmiare per far quadrare i conti?

Avere la propria autonomia ha i suoi vantaggi. Uno su tutti, non dover rendere conto a nessuno di dove si va, da dove si arriva, cosa si fa o che cosa non si fa. Ma può avere anche i suoi svantaggi. I momenti di indesiderata solitudine sono, probabilmente, quelli che pesano di più. E poi c’è il lato economico. Bisogna campare solo con le proprie forze, non si condividono le spese. Significa che essere single costa di più?

In Italia, ci sono otto milioni e mezzo di persone che vivono da sole. Otto milioni e mezzo di single che ogni giorno devono fare i conti con la realtà senza avere l’appoggio di un compagno o di una compagna, di un marito o di una moglie. Otto milioni e mezzo di persone che per scelta libera (chi vuole staccarsi dal nucleo o chi si separa o divorzia) oppure obbligata (pensa all’anziano che resta vedovo) devono stare attenti al carrello della spesa, ai consumi delle utenze, alle cene con amici e colleghi. Devono far quadrare i conti dell’affitto, del trasporto per andare al lavoro, del vestito o delle scarpe da cambiare, delle spese condominiali, dell’idraulico quando c’è un guasto alla caldaia. Insomma, sai anche tu che cosa comporta non tanto vivere da soli o accompagnati quanto, semplicemente, vivere. Tuttavia, essere single costa di più? Oppure si risparmia di più?

A fare un confronto tra la vita di coppia e quella da single ci ha pensato la Coldiretti mettendo, da un lato, le spese di chi abita da solo e dall’altra quelle di una famiglia tipo di tre persone, tenendo conto dei dati Istat. Vediamo che questa ricerca ci dice se essere single costa di più. Dopodiché, possiamo anche proporre qualche trucco per capire come risparmiare da single.

Essere single: quanto costa in più il mangiare?

I single, dunque, sono otto milioni e mezzo, cioè il 9% in più rispetto a cinque anni fa. Significa che 1 famiglia italiana su 3 è composta da una sola persona, per la quale arrivare alla fine del mese è tutt’altro che semplice.

Questo 33% degli italiani, infatti, ha più difficoltà a far quadrare i bilanci rispetto agli altri 2/3 della popolazione. Insomma, essere single costa di più. Ecco qualche numero.

La spesa media per mangiare e bere (in chiave di sostentamento, non di divertimento) è di 285 euro al mese. Per ogni componente di una famiglia tipo di tre persone è di 184 euro al mese. Vuol dire che un single spende il 55% in più.

Non c’è da stupirsi: le cosiddette «confezioni famiglia» di carne, di surgelati o di altri generi alimentari contengono più quantità di prodotto ad un prezzo contenuto proprio per agevolare chi deve dare da mangiare a più persone. Il single, invece, non sempre trova la confezione adatta alla sua condizione di «consumatore unico». E quando la trova, risulta più cara.

Per fare un esempio. Immagina un single che deve mangiare un etto e mezzo di gnocchi al pomodoro. Troppi? Mica tanto: è la quantità che ti dà un dietologo, a patto che poi mangi solo verdura. Per la pasta, ha due possibilità: prendere in offerta la confezione da 250 grammi (per citarne una standard, altrimenti vai sul mezzo chilo) oppure comprare quella da 125 grammi ed accontentarsi di quella quantità.

Nel primo caso, gliene avanzeranno 100 grammi. Il che vuol dire che la volta successiva o mangia di meno o deve comprare un’altra confezione da 250 grammi per aggiungerne 50 e trovarsi con 200 avanzati. Insomma: pur di risparmiare, o mangia di meno, o mangia il doppio, o invita qualcuno o finisce per buttare via gli avanzi.

Nel secondo caso, acquistando la confezione da 125 grammi mangerà qualcosa di meno ma la pagherà di più: queste soluzioni per i single, infatti, sono le meno vendute e, quindi, hanno solitamente un costo maggiore.

Essere single: quanto costa di più la casa?

Altro capitolo doloroso dell’essere single è quello che riguarda la casa. Una persona che vive da sola spende mediamente il 140% in più rispetto alla nostra famigliola di tre persone. Stiamo parlando di più del doppio. Come mai? Perché un appartamento di dimensioni più ridotte, secondo i dati di Coldiretti, ha un prezzo più elevato al metro quadro sia per l’affitto sia per la compravendita.

Essere single: quanto costano di più le altre spese?

Avere un tetto sopra la testa e qualcosa da mettere in tavola non sono le uniche spese di chi abita da solo. Essere single vuol dire anche spendere di più, ad esempio, in un’auto: la benzina è sempre quella, bollo e assicurazione pure. E non si dividono con qualcuno.

Così come in casa il riscaldamento e la luce devono essere accesi per forza, che dentro ci sia una persona o che ce ne siano quattro. Solo che le bollette gravano su un solo stipendio. Anzi, a ben pensarci riscaldare un appartamento dove c’è solo una persona forse è più dispendioso di tirar su la temperatura in una casa in cui ci sono quattro o cinque persone.

Essere single: come risparmiare?

Costa di più essere single, dunque. Ma ciò non vuol dire che non si riesca ad invertire la tendenza con qualche accorgimento che porti a risparmiare sulle cose quotidiane.

Una soluzione può essere, ad esempio, quella di programmare le entrate e le uscite con l’aiuto di un’app. Spesso, infatti, si guarda alla fine del mese il resoconto delle spese e si sbarra gli occhi dicendo: «Ma dove diavolo ho speso io tutti questi soldi?». Semplice: oggi l’aperitivo, domani mezzo carrello in più al supermercato, dopodomani il cinema, ecc. Bisogna anche vivere, ci mancherebbe. Ma se si vuole risparmiare, occorre anche programmare quanto e quando si può spendere.

Per quanto riguarda le bollette, hai la possibilità di scegliere nel mercato libero il fornitore più conveniente. In questo bisogna diventare proprio del «mercenari», per dirla con una battuta: chi meno chiede per offrire lo stesso servizio, è quello da scegliere.

Lampadine a basso consumo e valvole termostatiche per il riscaldamento aiuteranno a contenere i costi.

La spesa al supermercato è un dolore: quando guardi lo scaffale dei «vizi», ricordi la fatidica preghiera (ora cambiata, peraltro): «Non mi indurre in tentazione». Ma poi ci caschi lo stesso.

Puoi, però, abituarti ad andare più volte al supermercato per comprare solo quello che ti serve. In questo modo non avrai un carrello da riempire, ma un cestello che contiene meno cose. Inoltre, oggi i centri commerciali aprono fino alla sera tardi, quindi puoi fermarti a qualsiasi ora per comprare solo quello di cui hai bisogno. Più i biscottini anti-depressione, via. Risparmia anche sui prodotti per le pulizie ricorrendo ai rimedi della nonna anziché al detersivo. E prendi in offerta le maxi-confezioni di prodotti che non scadono mai e che paghi di meno in questo modo (tovaglioli, pastiglie per la lavastoviglie, ammorbidenti, carta da forno o stagnola, ecc.).



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