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Prescrizione crediti commerciali

10 Marzo 2020 | Autore:
Prescrizione crediti commerciali

Fino a quando è possibile chiedere il pagamento di un credito commerciale? Che cos’è l’istituto della prescrizione? Definizioni, regole, suggerimenti e consigli.

Se hai un credito commerciale e vuoi sapere fino a quando puoi riscuoterlo, segui le linee guida che intendiamo fornirti. Esse ti aiuteranno a capire se devi rinunciare ai tuoi soldi o hai ancora qualche speranza. Nel tuo caso si tratta, infatti, di verificare se si applica la cosiddetta prescrizione crediti commerciali.

La materia è particolarmente complessa e, se non si circoscrive sin da subito l’argomento, si rischia di addentrarsi in nozioni tecniche che possono portare fuori strada. Per intenderci meglio dobbiamo cercare di comprendere il significato di due termini di natura prettamente giuridica: la prescrizione e il credito. Partiamo dalla definzione di diritto di credito.

Il credito: che cos’è?

Il credito rappresenta un vero e proprio diritto, ossia una posizione di vantaggio di una persona su un altro soggetto. In particolare, in tale relazione, il creditore può rivolgersi al debitore per chiedere la restituzione della somma di denaro prestata in precedenza. Il motivo del prestito non è rilevante così come non rileva che le parti coinvolte siano persone giuridiche (enti) o persone fisiche. Ciò che assume importanza è che il diritto di credito esista realmente e che il debito – si dice – sia certo, liquido ed esigibile.

Se il tuo diritto di credito presenta tutte queste caratteristiche e il debitore fa opposizione, allora puoi rivolgerti a un avvocato per avviare un’azione legale e ottenere l’adozione di un decreto ingiuntivo. Il decreto ingiuntivo è lo strumento attraverso il quale il giudice impone al debitore inadempiente di regolarizzare tempestivamente la sua posizione.

Il credito commerciale

Esistono diversi tipi di crediti. Una tipologia particolare è quella rappresentata dai cosiddetti crediti commerciali.

La questione ti interessa particolarmente se sei un imprenditore o un artigiano e vanti dei diritti nei confronti dei tuoi clienti. La particolare posizione lavorativa da te rivestita e la finalità commerciale della tua attività conferiscono a tale credito la natura specifica di cui abbiamo parlato. Può, infatti, capitare di fornire dei beni o dei servizi e di non ricevere per intero la cifra pattuita al momento della stipula del contratto. Questa situazione si verifica tutte le volte in cui l’imprenditore cerca di trovare delle situazioni di vantaggio per il proprio cliente, soprattutto quando le spese da sostenere siano importanti. Gli consente, così, di dilazionare nel tempo il pagamento. Spesso, purtroppo, tale concessione non è accompagnata da alcuna garanzia.

E così, per le ragioni più svariate (difficoltà economiche, scorrettezza nei rapporti, ecc.) può verificarsi la situazione di inadempienza da parte del debitore. Si parla di inadempimento ogniqualvolta un debitore si rifiuta di pagare quanto dovuto al creditore o contesta la stessa esistenza del diritto. In linea di massima, quando ci si trova di fronte a un diritto di credito, la procedura da seguire è molto semplice. Come detto, i crediti commerciali sono a tutti gli effetti dei diritti tutelabili in tribunale. E, quindi, si può conferire mandato a un avvocato di fiducia per consentirgli di procedere nella protezione della propria posizione di creditore. Questo è sempre possibile, a meno che non sia intervenuta la temutissima prescrizione.

Che cosa si intende per prescrizione?

Per evitare che alcuni diritti abbiano una durata infinita, il nostro sistema giuridico ha introdotto un istituto che prende il nome di prescrizione. Con tale termine si indica un arco temporale, più o meno lungo, decorso il quale non è più possibile far valere le proprie ragioni. Il diritto si estingue e non è più azionabile; non è tutelabile in tribunale. Questo perchè? A primo impatto, quando si parla di prescrizione, sembra si faccia riferimento a un enorme atto di ingiustizia giuridica che penalizza il creditore invece di sanzionare il debitore. In realtà le cose non stanno esattamente così.

Introducendo la disciplina sulla prescrizione, il legislatore ha voluto raggiungere due obiettivi: da un lato, sanzionare il titolare del diritto che è rimasto inerte per troppo tempo e ha dimostrato di non avere cura delle posizioni di vantaggio riconosciutegli dal nostro sistema; dall’altro impedire che alcune azioni si protraggano eccessivamente nel tempo. La prescrizione altro non è che una linea di confine al di là della quale non è più possibile andare.

I termini di prescrizione variano a seconda delle circostanze. Seppur con alcune eccezioni, in genere si va da un minimo di cinque anni a un massimo di dieci anni.

Dobbiamo, a questo punto, verificare quale termine si applica al caso concreto dei crediti commerciali. Sul punto puoi considerarti abbastanza fortunato: a tale tipologia di diritti si applica, infatti, la prescrizione lunga. Il diritto si estingue trascorsi dieci anni dal momento in cui è stato effettuato il credito nei confronti del debitore. Fai attenzione a non far passare tutti questi anni senza rivendicare il tuo diritto, perchè in tal caso non avrai più la possibilità di recuperare quanto ti è dovuto. La tua domanda sarà, infatti, dichiarata inammissibile.

Alcuni consigli

La prescrizione può essere interrotta. Per impedire che maturino i dieci anni, puoi adottare alcuni accorgimenti. In altri termini, puoi e devi preoccuparti di sollecitare di tanto in tanto il debitore a restituirti il tuo denaro. E questo è bene che tu lo faccia, direttamente o con l’aiuto di un professionista, con un atto scritto.

Quando si realizza un atto interruttivo della prescrizione, il conteggio degli anni utili per l’estinzione del credito si azzera. I nuovi termini inizieranno a decorrere dal momento in cui si è operata l’interruzione. Ecco perchè si tratta di un escamotage di non poca importanza.



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