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Si può rifiutare la madre?

9 Marzo 2020 | Autore:
Si può rifiutare la madre?

I genitori non sono perfetti e nelle famiglie sono inevitabili gli scontri. Ma può essere consentito a un figlio di rifiutare la propria madre?

Gli scontri generazionali tra genitori e figli ci sono sempre stati. Non esistono famiglie in cui non siano presenti dei momenti di tensione. D’altronde, nessun essere umano può considerarsi perfetto e immune da errori. Questo vale tanto per i genitori quanto per i figli.

I litigi possono portare a veloci riappacificazioni oppure, come sempre più spesso accade, alla distruzione di legami importanti. Ed è con riferimento a quest’ultimo aspetto che vogliamo interrogarci su una questione particolare: si può rifiutare la madre? Ci vogliamo, infatti, chiedere se sia concesso a un figlio tranciare ogni legame affettivo e giuridico con la propria mamma.

Se rivesti la posizione di figlio o quella di madre, l’argomento ti può sicuramente interessare. Devi, infatti, sapere che il rapporto genitori-figli è disciplinato con molta attenzione dal nostro sistema giuridico. I numerosi articoli di legge hanno l’obiettivo di tutelare la parte più debole che, di solito, è rappresentata dai figli, soprattutto se minorenni. Con il passare del tempo, però, le situazioni si possono invertire: i figli crescono e i genitori invecchiano. L’età porta con sé una serie di acciacchi fisici e mentali. Ne deriva che, in determinate circostanze, anche un genitore può essere soggetto debole. Quanto affermato vale ancor di più per la madre che da sempre rappresenta il cuore pulsante del nucleo familiare. Il cordone ombelicale tra una mamma e suo figlio non si taglia mai totalmente e la relazione che esiste è più forte di ogni altro rapporto umano. Ecco perchè quando si parla di abbandono di una madre, l’opinione pubblica alza la voce e non ammette una tale situazione.

Ma proviamo a verificare se effettivamente esistono dei doveri che i figli devono rispettare.

La questione deve essere guardata sotto due differenti punti di vista: da un lato devi chiederti se sono previsti degli obblighi morali e dall’altro se sono previsti degli obblighi giuridici dei figli nei confronti della propria madre.

Obblighi morali nei confronti della madre

L’affetto non si può imporre. Nessun ordinamento giuridico può costringere un figlio ad amare la propria madre e, di conseguenza, a starle moralmente accanto nel momento del bisogno. Il rifiuto emotivo di un figlio nei confronti della propria madre, per quanto deprecabile, non può essere sanzionato con nessun mezzo, nè civile nè penale.

Se stai affrontando una situazione del genere o sei a conoscenza di qualcuno che vive in tale condizione, potresti provare a suggerire dei percorsi di terapia psicologica, anche di tipo familiare. Null’altro è possibile per il nostro ordinamento: non esistono rimedi giuridici alla sterilità affettiva.

Obblighi giuridici nei confronti della madre

Assolutamente diversa è la situazione relativa agli obblighi giuridici che i figli hanno nei confronti dei propri genitori e, in specie, nei confronti della propria mamma. In tal caso, la risposta agli interrogativi che ci siamo posti all’inizio non può che essere positiva. Esistono degli specifici doveri ai quali nessun figlio, compreso quello che non nutre sentimenti d’amore nei confronti del proprio genitore, può sottrarsi. La violazione di questi doveri porta a delle responsabilità civili e penali di particolare importanza. Sotto questo punto di vista quindi possiamo dire con certezza che il figlio non può rifiutare la propria madre, almeno per quel che riguarda l’assistenza giuridica.

Una precisazione è, però, indispensabile. Perchè si applichi il divieto di rifiutare la madre, è necessario che questa versi in determinate condizioni di salute fisiche o psicologiche. Sia il codice civile sia il codice penale fanno riferimento a uno stato di bisogno della persona o a una sua incapacità a provvedere a se stessa. Se, dunque, la madre è in buone condizioni fisiche  e non si trova in una situazione di difficoltà economica, si può ritenere che nessun obbligo sussista in capo al figlio.

Quanto affermato, ti permette di cogliere un passaggio importante. Esiste una sostanziale differenza tra i doveri dei genitori nei confronti dei figli e quelli dei figli nei confronti dei genitori. In particolare, fin quando i figli sono minorenni i genitori devono rispondere della loro educazione, della loro assistenza fisica e morale e del loro sostentamento; viceversa, i figli devono occuparsi della loro madre solo e soltanto quando la stessa versi in una condizione di seria difficoltà.

Laddove la madre si trovi nelle situazioni indicate e il figlio rifiuti di prendersi cura di lei, questi potrà essere ritenuto responsabile sia di fronte al giudice civile sia di fronte al giudice penale. Per tal motivo, anche se controvoglia, è bene che si adempia alle proprie responsabilità e ci si faccia carico del genitore in difficoltà. Gli accorgimenti che devono essere adottati nei confronti di una madre non autonoma sono molti.

Vediamoli singolarmente.

Se la mancanza di autonomia è soltanto di natura economica, allora il figlio potrà essere costretto a garantire gli alimenti, ossia una somma di denaro necessaria e sufficiente a consentire alla madre di vivere dignitosamente. L’ammontare da destinare al genitore sarà indicato direttamente dal giudice laddove interpellato.

Se la mancanza di autonomia è di natura fisica, il figlio dovrà occuparsi della cura della sua salute e dovrà adottare tutte le misure necessarie per un recupero fisico, laddove questo sia possibile.

Se la mancanza di autonomia è di natura psicologica – ipotesi questa molto più difficile da gestire – il figlio dovrà garantire alla propria madre dei trattamenti specialistici e potrà, eventualmente, decidere rivolgersi alle cliniche specializzate in lungo-degenza.

Mai, in nessuna delle circostanze menzionate, sarà consentito al figlio di rifiutare la madre. Pena la possibilità di essere condannato per abbandono di soggetto incapace.



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