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Cane alla catena: legge

6 Giugno 2020 | Autore:
Cane alla catena: legge

Cosa rischi se tieni tutto il giorno il cane legato ad una corda? Cosa dice la legge? Quando diventa reato?

Hai un cane troppo vivace che spesso scappa dalla tua proprietà. I vicini si sono lamentati, e così hai deciso di tenerlo legato con una catena. Vuoi evitare ulteriori lamentele, temi che qualcuno vada in Comune a protestare. Ma sai che potresti commettere reato? Forse dovresti chiederti prima: posso legare un cane per evitare che scappi? E soprattutto: posso tenere il cane alla catena?

Si deve partire dal presupposto che non esiste un’unica risposta a queste domande, uguale per tutte le città d’Italia. Infatti, non esiste in argomento una legge a livello nazionale che stabilisca delle regole uniformi per tutto il Paese. Ma sono le Regioni ed i Comuni a decidere le norme su come e quando è possibile legare un cane per evitare che scappi. Questo comporta che a Milano o a Bari la normativa potrebbe essere diversa. Un elemento, però, è comune in tutti i provvedimenti regionali o comunali: l’animale, in quanto essere vivente, non può essere sottoposto a sofferenza. E rientra nel concetto di sofferenza anche ciò che prova il cane quando è costretto all’immobilità da una catena per tutto il giorno.

Quindi, se pensi di legare il cane per evitare che scappi, prima di farlo, valuta innanzitutto eventuali altri accorgimenti come, ad esempio, tenere sempre il cancello di casa chiuso oppure creare nel giardino un piccolo spazio recintato in cui l’animale possa scorrazzare liberamente. In ogni caso, informati su cosa dice la tua Regione o il tuo Comune seguendo i consigli indicati in questo articolo.

Vediamo, dunque, cosa dice la legge in merito al cane alla catena. E scopriamo per quanto tempo puoi legare un cane, ad esempio per evitare che scappi, e che cosa rischi se non rispetti la legge.

Cane alla catena: cosa dice la legge

Chi possiede un cane deve portarlo almeno due volte al giorno a passeggio. Lo scopo, da un lato, è quello di permettere all’animale di poter fare i propri bisogni, che dobbiamo ricordare sempre di raccogliere e di cestinare. Dall’altro, permettergli di avere contatti con altre persone ed animali affinché impari a socializzare e a prevenire possibili comportamenti aggressivi.

Quando, invece, devi tenerlo in giardino e non puoi accudirlo, la prima cosa a cui pensi è legarlo per evitare che scappi. Cautela in apparenza necessaria se non hai un recinto chiuso. Sei, tuttavia, sicuro che puoi farlo? Che cosa dice la legge in merito?

Come abbiamo anticipato, non esiste una unica normativa per tutte le città d’Italia. Questo perché sono gli enti locali (Regioni e Comuni) a dettare le regole. Devi, quindi, informarti presso il tuo luogo di residenza recandoti al Comune. Oppure guardare su Internet, ad esempio sul sito federfida.org, nella sezione «leggi tutela animali» dove troverai una raccolta delle leggi in argomento, divise per Regione ed anche per Comune.

Scoprirai in questo modo che, ad esempio, se tieni il tuo cane legato alla catena per nove ore giornaliere rischi di ricevere una multa se ti trovi in Piemonte, dove non si può tenere legato un cane per più di 8 ore. Mentre non violi la legge se ti trovi in Calabria, dove è consentito farlo, purché tu gli permetta qualche ora di libertà.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere l’articolo maltrattamento animali quali sono i più tutelati.

Legare un cane alla catena: quando non è reato

La legge stabilisce che è consentito tenere i cani legati alla catena ma solo temporaneamente e se sono rispettate le regole a tutela della salute dell’animale [1]. Ma quali sono queste regole? In linea generale, tenere il cane alla catena non è reato quando:

  • il cane può raggiungere la cuccia, o il luogo dove si trova il suo cibo, e se viene portato a spasso oppure lasciato libero almeno una volta al giorno;
  • al cane è garantito un riparo coperto e sollevato dalla terra e la cuccia è chiusa sui suoi tre lati;
  • la catena è abbastanza lunga da permettere al cane di poter camminare e di potersi sedere. Normalmente la lunghezza minima della catena viene stabilita dai Comuni e nella media viene stabilito che essa non sia inferiore a 4-5 metri. Inoltre, la catena deve possedere un giunto girevole che permetta all’animale di avere una ampia superficie di movimento;
  • viene rispettato il numero minimo di ore giornaliere in cui cane deve essere liberato o, comunque, portato a passeggio. Anche questa regola viene dettata dai Comuni e, quindi, varia da città a città. Tuttavia, si può dire che in linea generale le ore di libertà del cane vanno da un minimo di 4 ore fino a 8-10 ore al giorno;
  • il recinto in cui si trova il cane ha uno spazio di almeno 8 metri quadrati (almeno un cane adulto), viene pulito regolarmente ed ha sufficiente illuminazione e ventilazione.

Legare un cane alla catena: quando è reato

Per la legge [2] chi tiene gli animali sempre legati alla catena o a corde commette il reato di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Ma perché è vietato tenere il cane alla catena? In verità, è stato ormai da tempo riconosciuto che costringere gli animali a rimanere legati per lungo tempo è qualcosa di non compatibile con la loro natura. Incompatibilità che, in modo inevitabile, causa loro delle sofferenze.

Ad esempio, è stato ritenuto colpevole del reato di maltrattamento di animale [3] un uomo che, per vari giorni, aveva legato il proprio cane all’aperto, in un’area sporca, senza un riparo né cibo o acqua.

Mentre è consentito legare alla catena il cane per brevi periodi di tempo e quando esistono delle importanti ragioni per farlo. Ad esempio, se l’animale viene legato per il tempo necessario a pulire la sua cuccia o il suo recinto. Oppure, quando è necessario immobilizzarlo per il tempo di una puntura del veterinario.

Cosa fare se si vede un cane sempre incatenato?

Se sei tu ad assistere al maltrattamento di un animale o hai visto un cane incatenato per intere giornate non hai solo il potere ma anche il dovere di segnalarlo. Come abbiamo detto, infatti, tenere il cane sempre alla catena è una forma di maltrattamento ed è reato. Per tale motivo, l’unica cosa da fare è rivolgersi alle Autorità di pubblica sicurezza, come i carabinieri o la polizia. In particolare, dovrai:

  • procurarti altri testimoni che possano confermare la verità delle tue dichiarazioni;
  • recuperare, quando è possibile, i dati anagrafici del proprietario o del soggetto che tiene sempre legato l’animale;
  • denunciare tutto ciò che hai visto, precisando anche le date. La denuncia potrai farla recandoti di persona presso le Forze di pubblica sicurezza oppure inviando una raccomandata con avviso di ricevimento;
  • infine, fornire tutte le informazioni del caso, come il luogo in cui si trova il cane, una sua descrizione, il tempo di permanenza alla catena, eccetera.

Cane alla catena: quali sono le sanzioni?

I padroni legano i cani alla catena di norma per le stesse ragioni:

  • perché il cane rovina il giardino;
  • perché l’animale potrebbe far male ai bambini;
  • perché il cane è solito scappare e dar fastidio ai vicini;
  • perché, trovandosi in un’officina o in un altro luogo di lavoro, si ha il timore che l’animale possa fare del male ai clienti.

Quando si sceglie di avere un cane, però, si deve sapere che non si sta comprando un giocattolo ma un essere vivente che prova sensazioni e sentimenti. Un animale, dunque, non è un oggetto che può essere lasciato a se stesso o dimenticato in un angolo. Il cane ha il diritto riconosciuto dalla legge [4] a non essere sottoposto a maltrattamenti, come nel caso in cui lo si costringesse a stare legato ad una catena per lunghi periodi. Questo perché l’animale ha delle esigenze, tra cui quella di camminare e correre, che debbono essere rispettate.

Detto questo, ecco quali sanzioni rischia chi lega ad una catena o ad una corda il proprio cane:

  • una multa stabilita dalla Regione o dal Comune di riferimento, di importo variabile, se viola le regole minime stabilite a tutela degli animali da parte questi Enti (ore minime di passeggiata, lunghezza minima della catena, ecc.);
  • l’arresto fino ad un anno oppure il pagamento di ammenda che va da € 1.000 ad € 10.000, in caso di condanna per aver commesso reato.

note

[1] Cass. sent. n. 10164 del 06.03.2018

[2] articolo 727, comma 2, cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 8036 del 20.02.2018

[4] articolo 544 ter del cod. pen.


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