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Legge sul volantinaggio: cosa prevede?

9 Marzo 2020 | Autore:
Legge sul volantinaggio: cosa prevede?

È pratica comune quella di distribuire volantini per pubblicizzare la propria attività lavorativa. Ma è possibile farlo senza autorizzazioni?

Il volantino è lo strumento preferito da imprese e professionisti per sponsorizzare i servizi offerti ai consumatori. Le dimensioni ridotte, la possibilità di distribuirlo rapidamente, la grafica accattivante lo rendono il mezzo ideale per raggiungere velocemente i destinatari. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le esigenze: per strada puoi imbatterti in volantini in bianco e nero o a colori, di dimensioni ridotte o in formato A4, con scopi pubblicitari o a contenuto politico. E te li ritrovi anche sul parabrezza della macchina, sotto la porta dello studio, nella cassetta delle lettere. Insomma, sei sommerso da materiale pubblicitario.

Ma lo sai che non è possibile distribuire volantini senza il rispetto di specifiche regole? È esattamente così: esiste un insieme di norme che disciplinano la materia. Si parla nel linguaggio quotidiano di legge sul volantinaggio. Che cosa prevede?

La produzione e distribuzione di materiale pubblicitario crea un vero e proprio business economico, in cui sono coinvolti diversi soggetti: si va dal grafico che realizza il volantino al ragazzo che lo distribuisce lungo le vie del paese. È, dunque, un importante strumento di circolazione di denaro in un momento storico come il nostro in cui si sta vivendo una delicata fase di crisi. Ma esiste anche il risvolto negativo della medaglia: l’innumerevole quantità di carta abbandonata per strada produce un accumulo di sporcizia e un costo ulteriore per le casse comunali che devono potenziare il servizio di pulizia. Ecco perché una materia come quella del volantinaggio, che apparentemente può apparire banale, è stata destinataria di diverse disposizioni.

Valutiamo con attenzione alcuni degli aspetti più interessanti della normativa esistente sul punto.

Volantinaggio: quali norme si applicano?

In materia di volantinaggio si applicano diverse disposizioni, alcune di carattere penale altre di natura amministrativa. Procediamo con ordine al fine di evitarti inutili confusioni di idee.

La prima regola che ti interessa è quella contenuta all’interno codice penale. L’art. 663 [1] fa espresso riferimento a chi mette in circolazione, con qualsiasi modalità, scritti o disegni senza avere l’autorizzazione prevista per legge. La disposizione prevede, in particolare, una sanzione amministrativa pecuniaria nel caso di violazione del divieto. Non incide, quindi, sulla libertà personale del trasgressore, ma lo sanziona dal punto di vista economico.

Se leggi attentamente il testo dell’articolo 663 c.p. ti accorgi subito di un dato importante: l’attività di volantinaggio non è libera, ma è condizionata dal rilascio di una specifica autorizzazione. In altre parole, per poter distribuire o consegnare materiale pubblicitario scritto o disegnato su un volantino devi avere un lasciapassare dell’autorità competente. Ma a chi va presentata la richiesta di autorizzazione? La risposta è la seguente: la domanda deve essere presentata al Comune o alla Provincia del luogo in cui il volantinaggio deve essere fatto.

Volantinaggio: i regolamenti comunali e provinciali

La distribuzione di volantini deve essere realizzata nel rispetto delle norme del codice penale e dei regolamenti comunali e provinciali adottati in materia. Se tale è la situazione, non sottovalutare un aspetto interessante. Mentre l’art. 663 c.p. si applica su tutto il territorio nazionale, le norme contenute nei regolamenti possono essere diverse da Comune a Comune e da Provincia a Provincia.

Un consiglio appare quindi indispensabile: se intendi pubblicizzare i servizi che offri come imprenditore o professionista e intendi utilizzare lo strumento del volantino, prima di tutto assumi tutte le informazioni che sono essere necessarie per evitare di andare incontro a sanzioni. In altre parole, devi conoscere le regole adottate dal tuo Comune o dalla tua Provincia in tema di volantinaggio, se del caso rivolgendoti direttamente a un avvocato. Soltanto dopo, consapevole di tutto ciò cui vai incontro, potrai procedere con gli aspetti burocratici.

Anche se le regole variano a seconda del luogo di riferimento, di solito per autorizzare il volantinaggio si richiede il rispetto di due requisiti: il pagamento di una tassa di importo abbastanza contenuto e il contenuto lecito del volantino. È, cioè, necessario che non si tratti di materiale contrario al buon costume, all’ordine pubblico e a norme inderogabili (c.d. imperative) del nostro ordinamento giuridico.

Le sanzioni amministrative per il volantinaggio abusivo

Se fai volantinaggio senza autorizzazione, stai realizzando un’attività abusiva per la quale sono dettate alcune sanzioni amministrative. Una – quella contenuta nell’art. 663 c.p. – l’abbiamo già vista. Un’altra è prevista dal Testo Unico degli Enti Locali [2] e consiste nell’obbligo di corrispondere al Comune o alla Provincia una somma di denaro che va da un minimo di euro 25 a un massimo di euro 500 [3]. L’ammontare concreto della sanzione sarà proporzionato alla gravità della violazione posta in essere.

Alcune decisioni della giurisprudenza

In diverse occasioni, per risolvere delle situazioni di dubbio, è stato necessario sottoporre all’attenzione dei giudici la questione del volantinaggio e della sua autorizzazione. Alcuni Comuni, infatti, avevano assunto l’abitudine di negare sempre e a chiunque la possibilità di distribuire volantini sul proprio territorio. Capisci bene quale danno economico ne derivava per chi lavora con questo strumento pubblicitario. Sono stati, così, presentati una serie di ricorsi che hanno interpellato i Tar, ossia i Tribunali Amministrativi Regionali. Le sentenze che sono state adottate hanno fornito interessanti chiarimenti. In particolare, hanno spiegato come le norme in tema di volantinaggio consentono al Comune di sanzionare le condotte illecite poste in essere, ma non gli permettono mai di negare senza un valido motivo l’autorizzazione richiesta.


note

[1] “Chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni senza avere l’autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309”.

[2] D.Lgs. 18.08.2000 n. 267, cosiddetto TUEL

[3] Art. 7 bis, comma I: “Salvo diversa disposizione di legge, per le violazioni dei regolamenti comunali e provinciali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro”


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